Infatti sto facendo un'indigestione di popcorn in queste ore, perché per me è uno degli eventi più interessanti ed appassionanti degli ultimi anni, anche come fenomeno sociale.
Dici benissimo, ma infatti Paolo mica avrebbe problemi ad alzare la cornetta e convincere qualcun altro, anzi più passano le ore e più diventa possibile che stia accadendo.
Il problema è che si è accorto dopo meno di un mese che il sottobosco della politica sportiva, mediatica e narrativa ha gettato la maschera e preso di mira non tanto lui, ma quello che potrebbe voler fare lui.
Il motivo per cui medita di andarsene ovviamente non è perché "o Pirlo o morte", o peggio perché Zazzaroni, Calenda e MilanWorld gli dicono che Pirlo non va bene.
Lui medita l'addio per cosa rappresenta questa insurrezione su Pirlo, e si sta chiedendo se è il simbolo di un'autonomia che non avrà mai.
Ed infatti per me è combattutissimo, proprio per quello che dici.