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GDS: il travagliato addio di Paolo Maldini alla Nazionale italiana è avvenuto nel 2002, dopo la dolorosa e controversa eliminazione ai Mondiali in Corea del Sud per mano dell'arbitro Byron Moreno. Quella partita sancì l'ultima delle sue 126 battaglie in azzurro, chiudendo una gloriosa carriera da capitano in cui ha sfiorato il trionfo mondiale nel 1990 e nel 1994, e quello europeo nel 2000. Oggi, l'elezione di Giovanni Malagò ai vertici della Federcalcio ha innescato un effetto domino che potrebbe riportare Maldini in Nazionale, questa volta nell'inedito e delicatissimo ruolo istituzionale di direttore tecnico. Questa figura, mai esistita prima in Italia, richiede immenso carisma, leadership e competenze strategiche, poiché spetterebbe a lui la scelta del nuovo commissario tecnico, previa approvazione del consiglio federale, oltre alla gestione dello spogliatoio. Malagò ha messo l'ex capitano in cima alla sua agenda, compiendo una scelta rivoluzionaria che separa nettamente la politica sportiva dalla gestione tecnica. L'accordo formale è ancora in via di definizione: per Maldini si tratterebbe di un impegno totale di circa due anni e mezzo a Coverciano, una vera e propria missione per risollevare un movimento ferito, valorizzare i giovani e guidare il riscatto dei senatori. Il suo eventuale sì rappresenterebbe la continuazione di una straordinaria dinastia azzurra iniziata con papà Cesare – prima colonna da giocatore, poi storico vice di Bearzot e infine ct a Francia '98 proprio con Paolo capitano – e proseguita oggi con il figlio Daniel. Maldini, che ha già dimostrato le sue straordinarie capacità dirigenziali riportando il Milan in Champions e alla vittoria dello scudetto nel 2022, sta riflettendo intensamente sul da farsi. Accettare questa sfida gli permetterebbe di rimettersi in gioco e di vivere un Mondiale da una posizione apparentemente defilata ma decisiva, riannodando un filo con la Nazionale che si era spezzato bruscamente, dato che all'epoca rifiutò sia una partita di addio sia la convocazione per i Mondiali del 2006, vinti poi a Berlino, per rispetto verso l'allora ct Trapattoni e per non aver ritenuto la propria condizione fisica all'altezza.
Per il ruolo di CT, sale Antonio Conte spinto dalla Serie A. Mancini superato, ma continua a sperare.
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