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GDS: il match tra Juventus e Milan, finito in parità e caratterizzato da ritmi bassi e scarsa pericolosità offensiva, ha confermato le perplessità espresse da Cristian Chivu sulla loro reale candidatura per lo scudetto, collocandole al momento dietro a compagini apparse più strutturate come Inter, Roma e Como.
La Juventus ha mostrato buone trame di gioco senza però riuscire a concretizzare, evidenziando il forte limite dell'assenza di una vera punta di riferimento; Kolo Muani è apparso nuovamente inoffensivo e isolato, mentre i pericoli maggiori sono arrivati dai trequartisti e da conclusioni da fuori area, oltre che dai pochi minuti finali giocati con determinazione da Woltemade. Per la squadra di Spalletti resta inoltre aperto il nodo della qualità della manovra in assenza di Yildiz, vista la poca incisività a centrocampo di Locatelli e in attesa delle prestazioni di Pape Matar Sarr, oltre al contributo limitato in fase di spinta offerto dai terzini Kalulu e Celik.
Sul fronte opposto, il Milan si è reso protagonista di una prestazione fortemente difensiva, improntata sull'umiltà e sulla compattezza, riuscendo a reggere l'urto grazie alle buone prove di De Winter e Gila e a un efficace recupero palla. Tuttavia, come riconosciuto dallo stesso Amorim, la qualità del palleggio è stata insufficiente e la manovra troppo lenta. Il tecnico rossonero è ancora in fase di sperimentazione, complici le prestazioni negative dei neo-titolari Rabiot e Moreira, l'adattamento di Saelemaekers sulla trequarti e la presenza di elementi meno dotati tecnicamente nella costruzione dal basso. Questo assetto ha completamente isolato Gonçalo Ramos, rimasto senza palloni giocabili in area di rigore nonostante l'intenso lavoro svolto, rendendo necessario un maggior supporto da parte di giocatori come Pulisic e Cisse per ritrovare personalità e un'identità di gioco propositiva in vista dei prossimi impegni.
La Juventus ha mostrato buone trame di gioco senza però riuscire a concretizzare, evidenziando il forte limite dell'assenza di una vera punta di riferimento; Kolo Muani è apparso nuovamente inoffensivo e isolato, mentre i pericoli maggiori sono arrivati dai trequartisti e da conclusioni da fuori area, oltre che dai pochi minuti finali giocati con determinazione da Woltemade. Per la squadra di Spalletti resta inoltre aperto il nodo della qualità della manovra in assenza di Yildiz, vista la poca incisività a centrocampo di Locatelli e in attesa delle prestazioni di Pape Matar Sarr, oltre al contributo limitato in fase di spinta offerto dai terzini Kalulu e Celik.
Sul fronte opposto, il Milan si è reso protagonista di una prestazione fortemente difensiva, improntata sull'umiltà e sulla compattezza, riuscendo a reggere l'urto grazie alle buone prove di De Winter e Gila e a un efficace recupero palla. Tuttavia, come riconosciuto dallo stesso Amorim, la qualità del palleggio è stata insufficiente e la manovra troppo lenta. Il tecnico rossonero è ancora in fase di sperimentazione, complici le prestazioni negative dei neo-titolari Rabiot e Moreira, l'adattamento di Saelemaekers sulla trequarti e la presenza di elementi meno dotati tecnicamente nella costruzione dal basso. Questo assetto ha completamente isolato Gonçalo Ramos, rimasto senza palloni giocabili in area di rigore nonostante l'intenso lavoro svolto, rendendo necessario un maggior supporto da parte di giocatori come Pulisic e Cisse per ritrovare personalità e un'identità di gioco propositiva in vista dei prossimi impegni.