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Tuttosport: Juventus e Milan affrontano la stagione del riscatto adottando due modelli di gestione aziendale e sportiva diametralmente opposti. La Juventus ha abbandonato il modello basato esclusivamente sugli algoritmi della travagliata gestione Comolli per affidarsi alla razionalità e alla tradizione di Giovanni Carnevali, voluto da John Elkann dopo il mancato approdo in Champions League. Carnevali ha riorganizzato la struttura societaria senza rivoluzionarla, riportando l'assetto della Continassa a un contesto più pragmatico e radicato nel calcio italiano: ha nominato Ricky Massara come capo dell'area sportiva e si avvale del contributo di Marco Ottolini nelle trattative di mercato, mentre Giorgio Chiellini si dedica alla politica sportiva e la componente tecnologica degli algoritmi è stata ridimensionata a semplice strumento di supporto per la dirigenza. Al contrario, il Milan si è trasformato negli ultimi mesi in una realtà fortemente Cardinale-centrica. A seguito della deludente chiusura del passato campionato, segnata dalla mancata qualificazione in Champions League e dalle vivaci contestazioni della tifoseria, il patron di RedBird Gerry Cardinale ha azzerato i vertici societari allontanando Furlani, Tare, Moncada e Allegri, per assumere direttamente il controllo operativo e condurre in prima persona la campagna acquisti, con un investimento superiore a 150 milioni di euro. Dopo aver nominato Calvelli come nuovo amministratore delegato e scelto Ruben Amorim per la panchina, Cardinale ha deciso di intensificare la propria presenza a Milano, presenziando con regolarità agli allenamenti a Milanello, partecipando alla vita quotidiana della squadra e seguendola costantemente sia in casa che in trasferta.