Italia: Maldini rivoluziona tutto. CT: Mancini in pole ma...

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Il problema è che poi questi problemi "secondari" verranno cavalcati dalla politica per far digerire certe leggi all'opinione pubblica....
Come ho detto tante volte, non sono contro gli immigrati.
Credo l' immigrazione sia parte ineluttabile della storia.

Però sono per i metodi molto duri, anche che ricordano periodi bui, per chi non riga dritto o non accetta le soluzioni "buone".
 

Tifo'o

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L' hanno capito il problema, figurati.

Ma semplicemente, dato che alla penuria di giocatori FORTI non c'è soluzione veloce, cerchi di aggiustare per quanto possibile tutto il resto.

Diciamo che si cercherà di fare le nozze con i fichi secchi sperando che la prossima generazione sia quella buona

Ormai il calcio è livellato, l'unica autoctona decente rimane l' Argentina.

Tutte le altre Nazionali son un miscuglio tra i migliori autoctoni e l' Africa.

Anni fa dissi che la prossima Nazionale forte, "italiana", sarà composta da metà di colore, mi sa che andrà proprio cosi.
Perez sono anni, ripeto PEREZ un 80enne che dice che i ragazzini vogliono giocare alla Play.. non è un problema isolato ma ovunque non è che gli adolescenti in Spagna sono diversi... l'unica differenza è che la Spagna, per ora, sta ancora producendo ottimi giocatori grazie alle riforme anni 2000.. parliamo di una nazionale che per 60 anni non ha fatto niente al mondiale zero finali mondiali ma che dal 2008 è una delle nazionali che ha avuto continuità.
Stesso discorso della Francia,ma questi ultimi hanno pensando di puntare sulle "risorse" hanno comunque un'idea di intregrazione diversa da altri paesi.. il primo risultato si è visto a Francia 98 ed ora è forse la nazionale che produce più giocatori di tutte..

L'Itaglia è quella messa peggio di tutte. Prima infatti i bambini giocavano a calcio tutti e dunque pescare i del Piero Totti ecc era più "facile" adesso preferiscono fare altro, i pochi buoni vengono messi nell'angolo non c'è stata una rivoluzione a livello strutturale come la Spagna anni 2000 quella che ha poi creato la Spagna di oggi.. non c'è la cultura "dell'africano cit" come in Francia

Puoi anche metterci Maldini a gestire ma fino a quando si prederisce giocatori fisici e si isola quelli forti fino a quando i club ti dicono che per un italiano costa 60 mln allora si preferisce andare su altro.

La nazionale finale mondiale under 20 che fine ha fatto? Ci fossero almeno 2 usciti da li
 

Djerry

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Nella mia analisi, i problemi strutturali sono due, il secondo in parte conseguenza del primo:
1: insostenibilità intrinseca del calcio italiano professionistico, che ha viaggiato dagli anni '50 secondo i parametri romantici o delinquenziali dell'imprenditoria italiana e che, morta questa, si è trovato col sedere per terra o invaso da fondi stranieri
2: modo in cui viene concepito il sistema formativo e delle giovanili

Molti sostengono che il secondo punto sia solo tattico, e certamente c'è molto del vero. Ma il vero problema all'origine è il modo in cui i club trattano, o meglio sono costretti a trattare, i loro settori giovanili in questi ultimi 20 anni.
Perché se tu puoi investire o pensare le giovanili come un asset globale, allora ti crei in casa i Baresi, Maldini, Costacurta come una naturale conseguenza.

Ma invece oggi l'intero settore è massacrato da questo intreccio di problemi:
- il merito che viene accantonato rispetto alle esigenze di procuratori o di chi addirittura paga per giocare (si vede anche questo ormai)
- la necessità di fare immediata plusvalenza piena appena un giocatore del proprio settore giovanile dà segnali di vita, quindi non coltivandolo mai in funzione della prima squadra (e si torna al punto 1)
- la filosofia alla rovescia dei campionati giovanili che premia chi vince e non chi forma, con la conseguenza che i curricula degli allenatori si gonfiano più se vinci un campionato under 17 provinciale piuttosto che se formi Totti o Del Piero
- il sistema ridicolo dei fuoriquota (in entrambi i sensi) ed il modo in cui è pensato il calcio dalla serie B alla serie D che non considera meccanismi di valorizzazione e di lungo periodo o inserimenti dei 18enni (ed anche qui si torna al punto 1)

Maldini non credo possa mettere mano a tutto, perché la questione è prima di tutto politica e solo dopo sportiva.
La cosa che a me preoccupa è come detto da molti che di queste cose non se ne parla, anzi Malagò se n'è uscito solo con la delirante idea di fare cassa non si sa bene per cosa grazie ad una non meglio precisata quota delle scommesse sportive.
Ed allora auguri Paolo.
 

fabri47

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Perez sono anni, ripeto PEREZ un 80enne che dice che i ragazzini vogliono giocare alla Play.. non è un problema isolato ma ovunque non è che gli adolescenti in Spagna sono diversi... l'unica differenza è che la Spagna, per ora, sta ancora producendo ottimi giocatori grazie alle riforme anni 2000.. parliamo di una nazionale che per 60 anni non ha fatto niente al mondiale zero finali mondiali ma che dal 2008 è una delle nazionali che ha avuto continuità.
Stesso discorso della Francia,ma questi ultimi hanno pensando di puntare sulle "risorse" hanno comunque un'idea di intregrazione diversa da altri paesi.. il primo risultato si è visto a Francia 98 ed ora è forse la nazionale che produce più giocatori di tutte..

L'Itaglia è quella messa peggio di tutte. Prima infatti i bambini giocavano a calcio tutti e dunque pescare i del Piero Totti ecc era più "facile" adesso preferiscono fare altro, i pochi buoni vengono messi nell'angolo non c'è stata una rivoluzione a livello strutturale come la Spagna anni 2000 quella che ha poi creato la Spagna di oggi.. non c'è la cultura "dell'africano cit" come in Francia

Puoi anche metterci Maldini a gestire ma fino a quando si prederisce giocatori fisici e si isola quelli forti fino a quando i club ti dicono che per un italiano costa 60 mln allora si preferisce andare su altro.

La nazionale finale mondiale under 20 che fine ha fatto? Ci fossero almeno 2 usciti da li
Questo è vero, verissimo. Ma viene usata come scusante per non investire sul serio.

Ci sono tanti talenti in Italia su cui non si investe, per favorire i clienti di altri procuratori. Allora ci si mettono di mezzo altre finte soluzioni tipo ius soli sportivo ecc.
 

J&B

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Nessun pericolo per Maldini, ci penserà Infantino a portare l'italia ai prossimi Mondiali portanto la fase finale a 64 squadre. Alla fine ognuno della "nuova guardia" farà la sua marcia figura, e tutti felici e contenti.
Riguardo altre questioni, Campionati, Settori giovanili ecc. non cambierà nulla se non sulla carta, l'Italietta di periferia è un immondezzaio insanabile.
 

Ruuddil23

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Ancora oggi ci sono gli irriducibili hater, quelli del vecchio clan "San Giorgio", che ogni tanto riemergono dallle tenebre dei lurker.
Per non parlare dei vari Letizia& co che non aspettano altro di sbrodolare sulle dirigenze attualmente in carica sminuendo chi non c'è più.

Figurati, in futuro, se Maldini dovesse mai riavvicinarsi al Milan dopo due-tre anni di disastri in nazionale (cosa che purtroppo ritengo possibile).
I tifosotti metterebbero la bandiera fuori da Milanello "Maldini out! Cardinale is the new milanismo!"

Vedi, non sono io sospettoso allora. Il timing della riemersione poi è sempre quello, inizio di una nuova stagione e finto anno zero (l'ennesimo). Lo stile, quello del "non sembrare", del "non sono...però..", per non destare troppi sospetti. Ora non hanno "santi" da celebrare, ma intanto gettano un po' di fango, velatamente, su Maldini e occasionalmente anche su Tare e Allegri, non si sa mai.

Su Maldini in nazionale la penso come @Lineker10 , compito che rasenta l'impossibile. Non mi piacerebbe Mancini (che quando arrivò la prima volta invece trovò il mio entusiasmo), ormai bruciato. Meglio Conte, che dovrebbe però fare il vero selezionatore senza chiamare juventini a prescindere o suoi conterranei, come fece con Zaza e Pellè, giocatori da serie B.
 

Toby rosso nero

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Vedi, non sono io sospettoso allora. Il timing della riemersione poi è sempre quello, inizio di una nuova stagione e finto anno zero (l'ennesimo). Lo stile, quello del "non sembrare", del "non sono...però..", per non destare troppi sospetti. Ora non hanno "santi" da celebrare, ma intanto gettano un po' di fango, velatamente, su Maldini e occasionalmente anche su Tare e Allegri, non si sa mai.

Sì, rispuntano fuori sempre a giugno e poi scompaiono.
Ne ho bannato uno proprio l'altro giorno che si dichiarava lui stesso un lurker, ho dato il tempo ma poi era evidente che era qui per altri scopi, non quello di partecipare al forum.
Quell'estate in cui è stato licenziato Maldini sono nati dei veri e propri mostri, la nascita delle fazioni contrapposte Pro furlani e Pro Maldini è stato l'inizio del declino della tifoseria rossonera.

Un paio di estati fa ce ne fu anche uno infiltrato dalla società, Admin si ricorderà. Qualche post dal nulla sospettissimo, anche il modo di scrivere, per lodare Furlani, e poi sparì dalla circolazione ancor prima del ban.

PS. Non c'entra nulla con il criticare Maldini, eh. Io stesso l'ho criticato più volte per diversi errori, è assolutamente legittimo farlo.
Si parla di qualcosa che va oltre la discussione calcistica, tentativi di imporre una certa narrazione.
 
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Tutta esperienza.

Tanto più in basso di cosi non può andare la Nazionale, ho un nipote molto appassionato dei grandi eventi tipo i mondiali, che porello non ha ancora visto un mondiale con l' Italia.

Alla peggio si dirà "nemmeno Maldini è riuscito a fare qualcosa", ma non credo gli darebbero colpe.

Anche perchè voglio dire, la prossima volta direi che è ora di andarci a sti mondiali eh...
Per come siamo combinati, un quarto mondiale di fila a casa non è improbabile e non cambierebbe comunque nulla.
 

Lineker10

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Nella mia analisi, i problemi strutturali sono due, il secondo in parte conseguenza del primo:
1: insostenibilità intrinseca del calcio italiano professionistico, che ha viaggiato dagli anni '50 secondo i parametri romantici o delinquenziali dell'imprenditoria italiana e che, morta questa, si è trovato col sedere per terra o invaso da fondi stranieri
2: modo in cui viene concepito il sistema formativo e delle giovanili

Molti sostengono che il secondo punto sia solo tattico, e certamente c'è molto del vero. Ma il vero problema all'origine è il modo in cui i club trattano, o meglio sono costretti a trattare, i loro settori giovanili in questi ultimi 20 anni.
Perché se tu puoi investire o pensare le giovanili come un asset globale, allora ti crei in casa i Baresi, Maldini, Costacurta come una naturale conseguenza.

Ma invece oggi l'intero settore è massacrato da questo intreccio di problemi:
- il merito che viene accantonato rispetto alle esigenze di procuratori o di chi addirittura paga per giocare (si vede anche questo ormai)
- la necessità di fare immediata plusvalenza piena appena un giocatore del proprio settore giovanile dà segnali di vita, quindi non coltivandolo mai in funzione della prima squadra (e si torna al punto 1)
- la filosofia alla rovescia dei campionati giovanili che premia chi vince e non chi forma, con la conseguenza che i curricula degli allenatori si gonfiano più se vinci un campionato under 17 provinciale piuttosto che se formi Totti o Del Piero
- il sistema ridicolo dei fuoriquota (in entrambi i sensi) ed il modo in cui è pensato il calcio dalla serie B alla serie D che non considera meccanismi di valorizzazione e di lungo periodo o inserimenti dei 18enni (ed anche qui si torna al punto 1)

Maldini non credo possa mettere mano a tutto, perché la questione è prima di tutto politica e solo dopo sportiva.
La cosa che a me preoccupa è come detto da molti che di queste cose non se ne parla, anzi Malagò se n'è uscito solo con la delirante idea di fare cassa non si sa bene per cosa grazie ad una non meglio precisata quota delle scommesse sportive.
Ed allora auguri Paolo.
Aggiungo due considerazioni confrontandoci con le nazionali big europee.

Francia, Germania, Belgio e Inghilterra da tanti anni adottano un modello "sociale" del calcio, con le federazioni che affiancano le società negli investimento a sostegno delle comunità piu periferiche e degradate dei paesi. Cosi le nazionali si riempiono di figli di immigrati, giocatori che provengono dalle periferie e da situazioni sociali difficili. E' il famosissimo sistema FFF di Clairefontaine ideato dalla Francia negli anni 90 (e poi imitato dalle altre), della piramide dei centri federali (i cosiddetti Pôles Espoirs) e in generale di una federazione invadente e protagonista nel trovare, selezionare e crescere i giocatori in parallelo alle società (che ne approfittano eccome sul piano economico).

Diverso è il sistema spagnolo, che invece è fortemente identitario e ideologico. Gran parte delle società spagnole sono società sportive e nei loro statuti hanno come obiettivi primario la rappresentazione della comunità locale. Oltre alla celeberrima identità catalana del Barcellona, simili obiettivi li hanno l'Athletic (ovviamente, che tessera solo e rigorosamente giocatori baschi), la Real Sociedad, l'Osasuna, Celta Vigo, Villarreal, Valencia... tutte società che hanno nei propri statuti questi principi che i presidenti, con periodi in certi casi alterni, devono comunque rispettare. Cosi si puo vedere che molte delle rose in Liga hanno persino 8-10 giocatori cresciti nel settore giovanile, che giocano stabilmente e spesso per tantissimi anni, diventando vere e proprie bandiere.

Ecco in questo confronto noi usciamo, come in tanti altri settori economici, disastrati perchè non seguiamo nessun modello ne direzione. Ci muoviamo in base agli interessi di pochi e il vantaggio di nessuno. In uno sport cosi ricco e competitivo come il calcio, se gestisci le cose da cialtroni e non sai bene quello che fai, non hai scampo.
 

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