Furia Cardinale, tutti in bilico. Rischio ridimensionamento.

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La GDS conferma le news che abbiamo riportato ieri e aggiunge: Il momento attuale in casa Milan è segnato da una profonda tensione e dalla delusione del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, il quale, nonostante la distanza fisica, segue con estremo coinvolgimento il crollo verticale della squadra dopo la sconfitta contro l'Atalanta. Il focus immediato è rivolto alla necessità di restare uniti per blindare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo vitale per il brand e per le casse del club, da raggiungere possibilmente già nelle prossime sfide contro Genoa e Cagliari. Cardinale è particolarmente irritato per come una stagione positiva fino a marzo sia stata compromessa, mettendo in discussione non solo i risultati sul campo, ma anche le scelte di mercato della dirigenza e l'operato di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic, le cui posizioni non sono più considerate intoccabili. Nonostante il malumore, il numero uno rossonero mantiene un filo diretto e una forte stima nei confronti di Massimiliano Allegri, blindato da un contratto fino al 2027, individuando in lui la guida esperta per uscire dalla crisi, a patto che vi sia una totale condivisione dei piani futuri. La preoccupazione maggiore riguarda il rischio di un ridimensionamento economico e sportivo: fallire l'accesso alla Champions costringerebbe la società a un bilancio in passivo o alla cessione di pezzi pregiati, scenario che Cardinale vuole evitare per non dover azzerare l'intero progetto tecnico e dirigenziale. La sua eventuale presenza a San Siro dipenderà dal clima ambientale e dalla volontà di non disturbare la squadra in un momento così delicato, rimandando ogni bilancio definitivo e ogni drastica decisione sulla continuità del management a dopo il 24 maggio, quando il verdetto del campo sarà definitivo.

CorSport: il Milan si trova attualmente sull'orlo della terza rivoluzione societaria e tecnica in soli tre anni, una crisi scaturita dai risultati estremamente negativi ottenuti a partire dallo scorso febbraio che ha messo in discussione ogni figura chiave del club, dall'allenatore Massimiliano Allegri al direttore sportivo Igli Tare, fino all'amministratore delegato Giorgio Furlani, quest'ultimo bersaglio di pesanti contestazioni durante la sfida contro l'Atalanta. Sebbene non siano previsti cambiamenti immediati prima della fine del campionato, la tensione è altissima poiché la gestione del fondo americano Redbird non ha raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, portando la squadra a un distacco di quasi venti punti dalla vetta per il terzo anno consecutivo e obbligandola a giocarsi l'accesso alla Champions League negli ultimi 180 minuti della stagione per evitare il totale fallimento economico e sportivo. Il bilancio dell'era Cardinale appare impietoso, con oltre novanta giocatori alternati tra entrate e uscite, quattro allenatori sostituiti e l'assenza di titoli rilevanti fatta eccezione per la Supercoppa Italiana, mentre Inter e Napoli dominavano il campionato dopo l'ultimo scudetto milanista del 2022. La strategia di Redbird, focalizzata sul profitto economico tramite la cessione sistematica dei pezzi pregiati come Tonali, Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez per finanziare il mercato, è entrata in rotta di collisione con la storia del club e con i tifosi, i quali manifestano apertamente il proprio dissenso evocando il nome di Paolo Maldini e attirando l'attenzione della stampa internazionale. In un recente e teso incontro a Casa Milan, Furlani ha richiamato i dirigenti alle proprie responsabilità senza rassegnare le dimissioni ma sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione europea, fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento finanziario che comporterebbe una perdita tra i settanta e gli ottanta milioni di euro e costringerebbe la società a ulteriori sacrifici sul mercato e a una riduzione del budget per i nuovi acquisti.

CorSera: l'intero ambiente del Milan si trova attualmente in uno stato di profonda crisi e sotto accusa, coinvolgendo ogni livello societario dalla proprietà alla dirigenza, fino all'allenatore e ai calciatori, a seguito della pesante sconfitta contro l'Atalanta. Un vertice d'urgenza convocato dai vertici societari, tra cui l'amministratore delegato Furlani e il direttore sportivo Tare, ha sancito la necessità assoluta di accantonare i personalismi per ritrovare un'unità d'intenti vitale per il finale di stagione, dato che una seconda mancata qualificazione alla Champions League rappresenterebbe un fallimento totale sia sportivo che economico, causando un danno da cento milioni di euro con ripercussioni devastanti sui futuri investimenti di mercato. Nonostante il destino sia ancora nelle mani della squadra, a cui basterebbero sei punti nelle sfide contro Genoa e Cagliari per la certezza aritmetica, i segnali attuali appaiono estremamente negativi a causa di un crollo mentale e atletico di un gruppo che sembra aver già rivolto il pensiero ai Mondiali o alla prossima stagione, come dimostrato dal misero bottino di una sola vittoria nelle ultime sei partite. In questo scenario critico, che vede la squadra in difficoltà sia in attacco che in una difesa ormai fragilissima, il tecnico Allegri ha deciso di ricorrere a un ritiro punitivo a Milanello, pratica che non veniva adottata dai tempi di Gattuso nel 2019, nel tentativo di scuotere l'ambiente e ritrovare la vittoria a partire dalla trasferta contro il Genoa di De Rossi. La situazione per la prossima gara è ulteriormente complicata dalle assenze per squalifica di Leao, Saelemaekers ed Estupinan, oltre all'infortunio di Modric, rendendo necessario l'impiego di Pulisic, fortunatamente recuperato, e di Nkunku, uno dei pochi a salvarsi nelle ultime prestazioni. Il clima di incertezza avvolge anche il futuro a lungo termine, con Leao ufficialmente sul mercato e la posizione di molti dirigenti e dello stesso allenatore in bilico, mentre la tifoseria contesta duramente Furlani chiedendone le dimissioni e auspica un ritorno centrale di Ibrahimovic nei quadri operativi. La proprietà americana guidata da Cardinale esige un cambiamento di rotta immediato, consapevole che l'insoddisfazione dei sostenitori è cresciuta esponenzialmente dalla separazione con Maldini nel 2023, lasciando al "Diavolo" solo 180 minuti per decidere le sorti del proprio futuro sportivo e societario.

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La GDS conferma le news che abbiamo riportato ieri e aggiunge: Il momento attuale in casa Milan è segnato da una profonda tensione e dalla delusione del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, il quale, nonostante la distanza fisica, segue con estremo coinvolgimento il crollo verticale della squadra dopo la sconfitta contro l'Atalanta. Il focus immediato è rivolto alla necessità di restare uniti per blindare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo vitale per il brand e per le casse del club, da raggiungere possibilmente già nelle prossime sfide contro Genoa e Cagliari. Cardinale è particolarmente irritato per come una stagione positiva fino a marzo sia stata compromessa, mettendo in discussione non solo i risultati sul campo, ma anche le scelte di mercato della dirigenza e l'operato di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic, le cui posizioni non sono più considerate intoccabili. Nonostante il malumore, il numero uno rossonero mantiene un filo diretto e una forte stima nei confronti di Massimiliano Allegri, blindato da un contratto fino al 2027, individuando in lui la guida esperta per uscire dalla crisi, a patto che vi sia una totale condivisione dei piani futuri. La preoccupazione maggiore riguarda il rischio di un ridimensionamento economico e sportivo: fallire l'accesso alla Champions costringerebbe la società a un bilancio in passivo o alla cessione di pezzi pregiati, scenario che Cardinale vuole evitare per non dover azzerare l'intero progetto tecnico e dirigenziale. La sua eventuale presenza a San Siro dipenderà dal clima ambientale e dalla volontà di non disturbare la squadra in un momento così delicato, rimandando ogni bilancio definitivo e ogni drastica decisione sulla continuità del management a dopo il 24 maggio, quando il verdetto del campo sarà definitivo.

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Il ridimensionamento è già avvenuto e il progetto tecnico è già stato azzerato.
Se abbiamo dei dirigenti che sono delle capre, fissi sulle loro poltrone dopo i disastri degli ultimi anni, mentre l’unico che ha portato risultati è stato licenziato, il responsabile è uno solo.
 

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CorSport: il Milan si trova attualmente sull'orlo della terza rivoluzione societaria e tecnica in soli tre anni, una crisi scaturita dai risultati estremamente negativi ottenuti a partire dallo scorso febbraio che ha messo in discussione ogni figura chiave del club, dall'allenatore Massimiliano Allegri al direttore sportivo Igli Tare, fino all'amministratore delegato Giorgio Furlani, quest'ultimo bersaglio di pesanti contestazioni durante la sfida contro l'Atalanta. Sebbene non siano previsti cambiamenti immediati prima della fine del campionato, la tensione è altissima poiché la gestione del fondo americano Redbird non ha raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, portando la squadra a un distacco di quasi venti punti dalla vetta per il terzo anno consecutivo e obbligandola a giocarsi l'accesso alla Champions League negli ultimi 180 minuti della stagione per evitare il totale fallimento economico e sportivo. Il bilancio dell'era Cardinale appare impietoso, con oltre novanta giocatori alternati tra entrate e uscite, quattro allenatori sostituiti e l'assenza di titoli rilevanti fatta eccezione per la Supercoppa Italiana, mentre Inter e Napoli dominavano il campionato dopo l'ultimo scudetto milanista del 2022. La strategia di Redbird, focalizzata sul profitto economico tramite la cessione sistematica dei pezzi pregiati come Tonali, Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez per finanziare il mercato, è entrata in rotta di collisione con la storia del club e con i tifosi, i quali manifestano apertamente il proprio dissenso evocando il nome di Paolo Maldini e attirando l'attenzione della stampa internazionale. In un recente e teso incontro a Casa Milan, Furlani ha richiamato i dirigenti alle proprie responsabilità senza rassegnare le dimissioni ma sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione europea, fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento finanziario che comporterebbe una perdita tra i settanta e gli ottanta milioni di euro e costringerebbe la società a ulteriori sacrifici sul mercato e a una riduzione del budget per i nuovi acquisti.
 

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CorSera: l'intero ambiente del Milan si trova attualmente in uno stato di profonda crisi e sotto accusa, coinvolgendo ogni livello societario dalla proprietà alla dirigenza, fino all'allenatore e ai calciatori, a seguito della pesante sconfitta contro l'Atalanta. Un vertice d'urgenza convocato dai vertici societari, tra cui l'amministratore delegato Furlani e il direttore sportivo Tare, ha sancito la necessità assoluta di accantonare i personalismi per ritrovare un'unità d'intenti vitale per il finale di stagione, dato che una seconda mancata qualificazione alla Champions League rappresenterebbe un fallimento totale sia sportivo che economico, causando un danno da cento milioni di euro con ripercussioni devastanti sui futuri investimenti di mercato. Nonostante il destino sia ancora nelle mani della squadra, a cui basterebbero sei punti nelle sfide contro Genoa e Cagliari per la certezza aritmetica, i segnali attuali appaiono estremamente negativi a causa di un crollo mentale e atletico di un gruppo che sembra aver già rivolto il pensiero ai Mondiali o alla prossima stagione, come dimostrato dal misero bottino di una sola vittoria nelle ultime sei partite. In questo scenario critico, che vede la squadra in difficoltà sia in attacco che in una difesa ormai fragilissima, il tecnico Allegri ha deciso di ricorrere a un ritiro punitivo a Milanello, pratica che non veniva adottata dai tempi di Gattuso nel 2019, nel tentativo di scuotere l'ambiente e ritrovare la vittoria a partire dalla trasferta contro il Genoa di De Rossi. La situazione per la prossima gara è ulteriormente complicata dalle assenze per squalifica di Leao, Saelemaekers ed Estupinan, oltre all'infortunio di Modric, rendendo necessario l'impiego di Pulisic, fortunatamente recuperato, e di Nkunku, uno dei pochi a salvarsi nelle ultime prestazioni. Il clima di incertezza avvolge anche il futuro a lungo termine, con Leao ufficialmente sul mercato e la posizione di molti dirigenti e dello stesso allenatore in bilico, mentre la tifoseria contesta duramente Furlani chiedendone le dimissioni e auspica un ritorno centrale di Ibrahimovic nei quadri operativi. La proprietà americana guidata da Cardinale esige un cambiamento di rotta immediato, consapevole che l'insoddisfazione dei sostenitori è cresciuta esponenzialmente dalla separazione con Maldini nel 2023, lasciando al "Diavolo" solo 180 minuti per decidere le sorti del proprio futuro sportivo e societario.
 
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La GDS conferma le news che abbiamo riportato ieri e aggiunge: Il momento attuale in casa Milan è segnato da una profonda tensione e dalla delusione del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, il quale, nonostante la distanza fisica, segue con estremo coinvolgimento il crollo verticale della squadra dopo la sconfitta contro l'Atalanta. Il focus immediato è rivolto alla necessità di restare uniti per blindare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo vitale per il brand e per le casse del club, da raggiungere possibilmente già nelle prossime sfide contro Genoa e Cagliari. Cardinale è particolarmente irritato per come una stagione positiva fino a marzo sia stata compromessa, mettendo in discussione non solo i risultati sul campo, ma anche le scelte di mercato della dirigenza e l'operato di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic, le cui posizioni non sono più considerate intoccabili. Nonostante il malumore, il numero uno rossonero mantiene un filo diretto e una forte stima nei confronti di Massimiliano Allegri, blindato da un contratto fino al 2027, individuando in lui la guida esperta per uscire dalla crisi, a patto che vi sia una totale condivisione dei piani futuri. La preoccupazione maggiore riguarda il rischio di un ridimensionamento economico e sportivo: fallire l'accesso alla Champions costringerebbe la società a un bilancio in passivo o alla cessione di pezzi pregiati, scenario che Cardinale vuole evitare per non dover azzerare l'intero progetto tecnico e dirigenziale. La sua eventuale presenza a San Siro dipenderà dal clima ambientale e dalla volontà di non disturbare la squadra in un momento così delicato, rimandando ogni bilancio definitivo e ogni drastica decisione sulla continuità del management a dopo il 24 maggio, quando il verdetto del campo sarà definitivo.

CorSport: il Milan si trova attualmente sull'orlo della terza rivoluzione societaria e tecnica in soli tre anni, una crisi scaturita dai risultati estremamente negativi ottenuti a partire dallo scorso febbraio che ha messo in discussione ogni figura chiave del club, dall'allenatore Massimiliano Allegri al direttore sportivo Igli Tare, fino all'amministratore delegato Giorgio Furlani, quest'ultimo bersaglio di pesanti contestazioni durante la sfida contro l'Atalanta. Sebbene non siano previsti cambiamenti immediati prima della fine del campionato, la tensione è altissima poiché la gestione del fondo americano Redbird non ha raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, portando la squadra a un distacco di quasi venti punti dalla vetta per il terzo anno consecutivo e obbligandola a giocarsi l'accesso alla Champions League negli ultimi 180 minuti della stagione per evitare il totale fallimento economico e sportivo. Il bilancio dell'era Cardinale appare impietoso, con oltre novanta giocatori alternati tra entrate e uscite, quattro allenatori sostituiti e l'assenza di titoli rilevanti fatta eccezione per la Supercoppa Italiana, mentre Inter e Napoli dominavano il campionato dopo l'ultimo scudetto milanista del 2022. La strategia di Redbird, focalizzata sul profitto economico tramite la cessione sistematica dei pezzi pregiati come Tonali, Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez per finanziare il mercato, è entrata in rotta di collisione con la storia del club e con i tifosi, i quali manifestano apertamente il proprio dissenso evocando il nome di Paolo Maldini e attirando l'attenzione della stampa internazionale. In un recente e teso incontro a Casa Milan, Furlani ha richiamato i dirigenti alle proprie responsabilità senza rassegnare le dimissioni ma sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione europea, fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento finanziario che comporterebbe una perdita tra i settanta e gli ottanta milioni di euro e costringerebbe la società a ulteriori sacrifici sul mercato e a una riduzione del budget per i nuovi acquisti.

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In tre anni, ha cambiato 3 allenatori, probabilmente ora ci sarà il quarto allenatore.
Management sportivo fatto fuori una volta e se Tare va via si parlerebbe già di due ds esonerati in tre anni.
Fuori da una Champions con un ottavo posto e forse fuori per il secondo anno.

Fate voi.
 

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La GDS conferma le news che abbiamo riportato ieri e aggiunge: Il momento attuale in casa Milan è segnato da una profonda tensione e dalla delusione del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, il quale, nonostante la distanza fisica, segue con estremo coinvolgimento il crollo verticale della squadra dopo la sconfitta contro l'Atalanta. Il focus immediato è rivolto alla necessità di restare uniti per blindare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo vitale per il brand e per le casse del club, da raggiungere possibilmente già nelle prossime sfide contro Genoa e Cagliari. Cardinale è particolarmente irritato per come una stagione positiva fino a marzo sia stata compromessa, mettendo in discussione non solo i risultati sul campo, ma anche le scelte di mercato della dirigenza e l'operato di figure chiave come Furlani, Tare, Moncada e Ibrahimovic, le cui posizioni non sono più considerate intoccabili. Nonostante il malumore, il numero uno rossonero mantiene un filo diretto e una forte stima nei confronti di Massimiliano Allegri, blindato da un contratto fino al 2027, individuando in lui la guida esperta per uscire dalla crisi, a patto che vi sia una totale condivisione dei piani futuri. La preoccupazione maggiore riguarda il rischio di un ridimensionamento economico e sportivo: fallire l'accesso alla Champions costringerebbe la società a un bilancio in passivo o alla cessione di pezzi pregiati, scenario che Cardinale vuole evitare per non dover azzerare l'intero progetto tecnico e dirigenziale. La sua eventuale presenza a San Siro dipenderà dal clima ambientale e dalla volontà di non disturbare la squadra in un momento così delicato, rimandando ogni bilancio definitivo e ogni drastica decisione sulla continuità del management a dopo il 24 maggio, quando il verdetto del campo sarà definitivo.

CorSport: il Milan si trova attualmente sull'orlo della terza rivoluzione societaria e tecnica in soli tre anni, una crisi scaturita dai risultati estremamente negativi ottenuti a partire dallo scorso febbraio che ha messo in discussione ogni figura chiave del club, dall'allenatore Massimiliano Allegri al direttore sportivo Igli Tare, fino all'amministratore delegato Giorgio Furlani, quest'ultimo bersaglio di pesanti contestazioni durante la sfida contro l'Atalanta. Sebbene non siano previsti cambiamenti immediati prima della fine del campionato, la tensione è altissima poiché la gestione del fondo americano Redbird non ha raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, portando la squadra a un distacco di quasi venti punti dalla vetta per il terzo anno consecutivo e obbligandola a giocarsi l'accesso alla Champions League negli ultimi 180 minuti della stagione per evitare il totale fallimento economico e sportivo. Il bilancio dell'era Cardinale appare impietoso, con oltre novanta giocatori alternati tra entrate e uscite, quattro allenatori sostituiti e l'assenza di titoli rilevanti fatta eccezione per la Supercoppa Italiana, mentre Inter e Napoli dominavano il campionato dopo l'ultimo scudetto milanista del 2022. La strategia di Redbird, focalizzata sul profitto economico tramite la cessione sistematica dei pezzi pregiati come Tonali, Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez per finanziare il mercato, è entrata in rotta di collisione con la storia del club e con i tifosi, i quali manifestano apertamente il proprio dissenso evocando il nome di Paolo Maldini e attirando l'attenzione della stampa internazionale. In un recente e teso incontro a Casa Milan, Furlani ha richiamato i dirigenti alle proprie responsabilità senza rassegnare le dimissioni ma sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione europea, fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento finanziario che comporterebbe una perdita tra i settanta e gli ottanta milioni di euro e costringerebbe la società a ulteriori sacrifici sul mercato e a una riduzione del budget per i nuovi acquisti.

CorSera: l'intero ambiente del Milan si trova attualmente in uno stato di profonda crisi e sotto accusa, coinvolgendo ogni livello societario dalla proprietà alla dirigenza, fino all'allenatore e ai calciatori, a seguito della pesante sconfitta contro l'Atalanta. Un vertice d'urgenza convocato dai vertici societari, tra cui l'amministratore delegato Furlani e il direttore sportivo Tare, ha sancito la necessità assoluta di accantonare i personalismi per ritrovare un'unità d'intenti vitale per il finale di stagione, dato che una seconda mancata qualificazione alla Champions League rappresenterebbe un fallimento totale sia sportivo che economico, causando un danno da cento milioni di euro con ripercussioni devastanti sui futuri investimenti di mercato. Nonostante il destino sia ancora nelle mani della squadra, a cui basterebbero sei punti nelle sfide contro Genoa e Cagliari per la certezza aritmetica, i segnali attuali appaiono estremamente negativi a causa di un crollo mentale e atletico di un gruppo che sembra aver già rivolto il pensiero ai Mondiali o alla prossima stagione, come dimostrato dal misero bottino di una sola vittoria nelle ultime sei partite. In questo scenario critico, che vede la squadra in difficoltà sia in attacco che in una difesa ormai fragilissima, il tecnico Allegri ha deciso di ricorrere a un ritiro punitivo a Milanello, pratica che non veniva adottata dai tempi di Gattuso nel 2019, nel tentativo di scuotere l'ambiente e ritrovare la vittoria a partire dalla trasferta contro il Genoa di De Rossi. La situazione per la prossima gara è ulteriormente complicata dalle assenze per squalifica di Leao, Saelemaekers ed Estupinan, oltre all'infortunio di Modric, rendendo necessario l'impiego di Pulisic, fortunatamente recuperato, e di Nkunku, uno dei pochi a salvarsi nelle ultime prestazioni. Il clima di incertezza avvolge anche il futuro a lungo termine, con Leao ufficialmente sul mercato e la posizione di molti dirigenti e dello stesso allenatore in bilico, mentre la tifoseria contesta duramente Furlani chiedendone le dimissioni e auspica un ritorno centrale di Ibrahimovic nei quadri operativi. La proprietà americana guidata da Cardinale esige un cambiamento di rotta immediato, consapevole che l'insoddisfazione dei sostenitori è cresciuta esponenzialmente dalla separazione con Maldini nel 2023, lasciando al "Diavolo" solo 180 minuti per decidere le sorti del proprio futuro sportivo e societario.

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Ridimensionamento??? AHAHAHAHA

Se c'è una cosa piu comica e ridicola del Circo Milan è il giornalismo servile che gira attorno al Circo Milan.

Tutti gli avvoltoi si avventano sulla carcassa ormai. Povero Milan, che brutta fine che hai fatto.
 

Lineker10

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In tre anni, ha cambiato 3 allenatori, probabilmente ora ci sarà il quarto allenatore.
Management sportivo fatto fuori una volta e se Tare va via si parlerebbe già di due ds esonerati in tre anni.
Fuori da una Champions con un ottavo posto e forse fuori per il secondo anno.

Fate voi.
Ad un certo punto ci dovrebbe arrivare anche lui a capire che il calcio non è roba sua.
 
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