Giornalista Fabrizio Gatti su Di Maio:
"Lo aspettavamo dal 1935, anno della scomparsa di Thomas Edward Lawrence, passato ai libri di Storia come Lawrence d'Arabia. Finalmente l'Italia ha donato al mondo il degno erede di una figura così profonda nei rapporti tra Europa e sceicchi del petrolio: Luigi d'Arabia. Grazie all'attuale incarico che Bruxelles gli ha saggiamente assegnato di rappresentante speciale dell'Unione Europea per il Golfo Persico (15mila euro di stipendio al mese) e la futura, probabile, promozione a coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente (22mila euro di stipendio al mese), il nostro inviato sui luoghi più caldi del pianeta può finalmente rinunciare al cognome. Come Carlo d'Inghilterra, Filippo di Spagna, papa Leone, la cantante Madonna.
Così Di Maio diventa Luigi d'Arabia.
Luigi d'Arabia, con lo stesso sprezzo del pericolo che guidava il suo predecessore, dev'essersi infiltrato tra le popolazioni nomadi del deserto. Infatti non ne sentiamo parlare da mesi. Sta certamente tessendo quella ragnatela fondamentale di relazioni per evitare le guerre in Medio Oriente, consolidare la pace e magari dare un soffio di respiro a noi europei, schiacciati tra la prepotenza dell'Asse Trump-Netanyahu e l'odio dei pasdaran di Persia verso il Mediterraneo libero. Ma l'operazione dev'essere così pericolosa che Luigi d'Arabia risulta disperso: di lui non abbiamo più notizie."