Trump:"Cuba dopo l'Iran. Dazi al 25% in Europa".

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I democratici, per voce di Chuck Schumer che ha definito le azioni del tycoon una "guerra illegale" con la complicità repubblicana, accusano Donald Trump di aver aggirato l'obbligo di chiedere l'autorizzazione al Congresso per il conflitto in Iran sostenendo che le ostilità siano terminate. Mentre il Pentagono annuncia il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania come ritorsione per lo scarso aiuto europeo sulla questione iraniana, Trump ha dichiarato con sarcasmo in Florida che "mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba. Sul fronte diplomatico, nonostante una nuova proposta negoziale di Teheran consegnata ai mediatori pakistani, il presidente Usa si è detto "non soddisfatto", mentre la tensione in Libano resta altissima con 13 vittime causate dai raid israeliani nel sud.

Donald Trump ha annunciato tramite Truth un imminente inasprimento dei dazi al 25% su auto e autocarri provenienti dall’Unione Europea, giustificando la misura con il mancato rispetto degli accordi commerciali da parte dell'UE: «Sono lieto di annunciare che, in considerazione del fatto che l'Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi applicati all'Unione Europea su automobili e autocarri in ingresso negli Stati Uniti. Il dazio sarà innalzato al 25%». Il tycoon ha però specificato che la tassazione non colpirà i veicoli realizzati negli USA, sottolineando la crescita degli investimenti interni: «È pienamente inteso e concordato che, qualora tali automobili e autocarri saranno prodotti in stabilimenti americani, non verrà applicato alcun dazio. Numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione, con investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari, un record nella storia dell'industria automobilistica». La reazione dell'Europarlamento è stata durissima, con Bernd Lange che ha definito il piano «inaccettabile», accusando Washington di essere un partner «inaffidabile» e aggiungendo che «il Parlamento europeo continua a rispettare l'accordo siglato in Scozia, lavorando per finalizzare la legislazione. Mentre l'Ue mantiene gli impegni, la controparte statunitense continua a non rispettarli», concludendo che «l'Ue deve ora mantenere chiarezza e fermezza» poiché già in passato si sono verificate «mosse arbitrarie di questo tipo, anche nei confronti dei partner». Anche la Commissione UE ha replicato tramite un portavoce assicurando che l'Unione sta attuando «gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta secondo la prassi legislativa standard, tenendo costantemente informata l'amministrazione Usa» e ribadendo l'impegno per relazioni stabili, pur avvertendo che «qualora gli Usa adottassero misure non conformi alla dichiarazione congiunta, ci riserveremo ogni possibilità di azione per tutelare gli interessi dell'Ue».
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