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CorSera: Il Milan ha avviato la sua ricostruzione con l'ufficializzazione del nuovo allenatore Rubén Amorim, che ha firmato un contratto fino al 2029 a 3,5 milioni di euro a stagione più bonus. Sebbene i tifosi siano preoccupati perché le rivali appaiono più avanti, la scelta del tecnico portoghese rappresenta la prima pietra del nuovo corso, fortemente voluto dal patron Gerry Cardinale. Il businessman americano ha impiegato tre settimane per scegliere Amorim da una short list stilata dopo il licenziamento di Massimiliano Allegri, inviando un chiaro segnale sulla propria leadership. Cardinale ha spiegato di seguire il tecnico da anni, elogiando il suo straordinario percorso allo Sporting Lisbona e definendolo un allenatore giovane, ambizioso, innovativo e con una chiara identità tattica basata su un calcio offensivo e ad alta intensità. Amorim, da parte sua, si è detto orgoglioso ed entusiasta di affrontare la sfida in un club di tale storia e prestigio.
Nelle intenzioni della proprietà, il nuovo Milan dovrà essere l'opposto della gestione precedente e scendere in campo sempre per vincere, ispirandosi al modello calcistico del Como di Fabregas. Sebbene i due club non siano paragonabili per storia e ambizioni, e nonostante il precedente fallimentare di Fonseca due anni fa dimostri le insidie del calcio italiano, Cardinale punta su una rivoluzione vincente che ricorda lo scetticismo iniziale che accompagnò l'arrivo di Arrigo Sacchi sotto la gestione Berlusconi. Il proprietario del Milan, reduce dagli errori della passata stagione legati alla mancanza di una struttura dirigenziale coesa e alle deleterie intromissioni finali di Zlatan Ibrahimovic, vuole ora implementare un organigramma preciso e delineato. La nuova struttura sarà un triangolo decisionale composto da Cardinale al vertice, un head of football e l'allenatore. Per il ruolo di dirigente intermedio il nome più caldo è Markus Krosche dell'Eintracht Francoforte, il quale ha già avallato la scelta di Amorim. In questo assetto, Ibrahimovic manterrà esclusivamente un ruolo di consulente senza poteri decisionali, fornendo solo opinioni e visioni in un clima che la società definisce di confronto e non di scontro. La scelta finale spetterà sempre a Cardinale, che per Amorim ha trovato comunque una convergenza di vedute con lo stesso svedese. Per la riuscita di questo affascinante progetto, oltre all'assetto societario, sarà fondamentale un mercato all'altezza, destinato a cambiare profondamente la rosa del nuovo Diavolo.
Nelle intenzioni della proprietà, il nuovo Milan dovrà essere l'opposto della gestione precedente e scendere in campo sempre per vincere, ispirandosi al modello calcistico del Como di Fabregas. Sebbene i due club non siano paragonabili per storia e ambizioni, e nonostante il precedente fallimentare di Fonseca due anni fa dimostri le insidie del calcio italiano, Cardinale punta su una rivoluzione vincente che ricorda lo scetticismo iniziale che accompagnò l'arrivo di Arrigo Sacchi sotto la gestione Berlusconi. Il proprietario del Milan, reduce dagli errori della passata stagione legati alla mancanza di una struttura dirigenziale coesa e alle deleterie intromissioni finali di Zlatan Ibrahimovic, vuole ora implementare un organigramma preciso e delineato. La nuova struttura sarà un triangolo decisionale composto da Cardinale al vertice, un head of football e l'allenatore. Per il ruolo di dirigente intermedio il nome più caldo è Markus Krosche dell'Eintracht Francoforte, il quale ha già avallato la scelta di Amorim. In questo assetto, Ibrahimovic manterrà esclusivamente un ruolo di consulente senza poteri decisionali, fornendo solo opinioni e visioni in un clima che la società definisce di confronto e non di scontro. La scelta finale spetterà sempre a Cardinale, che per Amorim ha trovato comunque una convergenza di vedute con lo stesso svedese. Per la riuscita di questo affascinante progetto, oltre all'assetto societario, sarà fondamentale un mercato all'altezza, destinato a cambiare profondamente la rosa del nuovo Diavolo.