Stile Amorim: empatia, intensità, modulo e tattica.

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GDS:il metodo del nuovo tecnico portoghese Ruben Amorim sta conquistando il Milan grazie a una vera e propria rivoluzione "gentile" basata su un'intensa empatia con tutto il gruppo. L'allenatore, che ha come punto di riferimento José Mourinho, non si comporta da sergente di ferro e alza la voce solo se strettamente necessario, ponendo come priorità la sintonia sia sotto l'aspetto umano sia su quello tecnico-tattico con ogni singolo calciatore, dai più giovani ai senatori come Gabbia, senza tralasciare nessuno.

L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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GDS:il metodo del nuovo tecnico portoghese Ruben Amorim sta conquistando il Milan grazie a una vera e propria rivoluzione "gentile" basata su un'intensa empatia con tutto il gruppo. L'allenatore, che ha come punto di riferimento José Mourinho, non si comporta da sergente di ferro e alza la voce solo se strettamente necessario, ponendo come priorità la sintonia sia sotto l'aspetto umano sia su quello tecnico-tattico con ogni singolo calciatore, dai più giovani ai senatori come Gabbia, senza tralasciare nessuno.

L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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Metodo lavazza : oggi lo portiamo su, cosi domani sprofonda giù.
 

Ruuddil23

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GDS:il metodo del nuovo tecnico portoghese Ruben Amorim sta conquistando il Milan grazie a una vera e propria rivoluzione "gentile" basata su un'intensa empatia con tutto il gruppo. L'allenatore, che ha come punto di riferimento José Mourinho, non si comporta da sergente di ferro e alza la voce solo se strettamente necessario, ponendo come priorità la sintonia sia sotto l'aspetto umano sia su quello tecnico-tattico con ogni singolo calciatore, dai più giovani ai senatori come Gabbia, senza tralasciare nessuno.

L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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Che noia mortale
 
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L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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Insomma, è tutto diverso, tutto nuovo come al solito: sedute, mentalismo, intensità, pressione e possesso, disciplina ma anche abbracci, spazi e libertà. Una mirabile alchimia.
Le castagne e il panettone aspettano di essere mangiate. Forse.
 

Marilson

Milano vende moda
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L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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Questo non mangia neanche le castagne
 

Oleg_Salenko

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GDS:il metodo del nuovo tecnico portoghese Ruben Amorim sta conquistando il Milan grazie a una vera e propria rivoluzione "gentile" basata su un'intensa empatia con tutto il gruppo. L'allenatore, che ha come punto di riferimento José Mourinho, non si comporta da sergente di ferro e alza la voce solo se strettamente necessario, ponendo come priorità la sintonia sia sotto l'aspetto umano sia su quello tecnico-tattico con ogni singolo calciatore, dai più giovani ai senatori come Gabbia, senza tralasciare nessuno.

L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.

Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.

La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.

Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.

Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.

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metodo Amorim, attenzione signori accorrete numeri, il grande guru del calcio: intensità, pressing, metodo, cose mai viste, uno scienziato del calcio e della duminansa.

poi: autostrade in mezzo al campo, squadra sbilanciata, contropiedi e 4 avversari davanti a Maignan come con Fonsega e 3-3 in casa col primo Genoa che arriva.
Il calcio di Amorim è praticabile in maniera efficace secondo me se hai una squadra tra le 2-3 più forti dell’intera competizione come aveva lui lo Sporting nel campionato portoghese, devi essere nettamente più forte del tuo avversario altrimenti rischi imbarcate da 4-5 goal a partita come col
Manchester o in Champions con lo Sporting (mi sembra abbia preso dei 5-0 o 5-1 da city ma anche ajax, eintracht, olympique)….noi invece proveremo a farlo con Athekame, Bartesaghi e De Winter, si salvi chi può.
Mi aspetto dei 3-3 in casa con le piccole, e non voglio sentire lementele quando prenderemo dei 4-1 da Atalanta o Inter. Perché con Amorim è andata così, sia con lo Sporting che col Manchester, con le grandi si rischia facilmente l’imbarcata da 4-5 goal. È un De Zerbi in pratica. I guru a parole nell’epoca dei fuffa guru.
Quando a dicembre saremo settimi/noni in classifica a -8 dalla zona Champions vedrete come vi tornerà in mente Allegri che con un calcio essenziale era secondo fino ad aprile con Athekame, Estupinan, De Winter, Ricci, Fofanà e senza punte.
E nel frattempo lui sarà secondo con il Napoli ancora agganciato allo scudetto. Mamma mia quante risate che mi farò.
Lo dico ora che è il primo agosto.
 
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metodo Amorim, attenzione signori accorrete numeri, il grande guru del calcio: intensità, pressing, metodo, cose mai viste, uno scienziato del calcio e della duminansa.

poi: autostrade in mezzo al campo, squadra sbilanciata, contropiedi e 4 avversari davanti a Maignan come con Fonsega e 3-3 in casa col primo Genoa che arriva.
Il calcio di Amorim è praticabile in maniera efficace secondo me se hai una squadra tra le 2-3 più forti dell’intera competizione come aveva lui lo Sporting nel campionato portoghese, devi essere nettamente più forte del tuo avversario altrimenti rischi imbarcate da 4-5 goal a partita come col
Manchester o in Champions con lo Sporting (mi sembra abbia preso dei 5-0 o 5-1 da city ma anche ajax, eintracht, olympique)….noi invece proveremo a farlo con Athekame, Bartesaghi e De Winter, si salvi chi può.
Mi aspetto dei 3-3 in casa con le piccole, e non voglio sentire lementele quando prenderemo dei 4-1 da Atalanta o Inter. Perché con Amorim è andata così, sia con lo Sporting che col Manchester, con le grandi si rischia facilmente l’imbarcata da 4-5 goal. È un De Zerbi in pratica. I guru a parole nell’epoca dei fuffa guru.
Quando a dicembre saremo settimi/noni in classifica a -8 dalla zona Champions vedrete come vi tornerà in mente Allegri che con un calcio essenziale era secondo fino ad aprile con Athekame, Estupinan, De Winter, Ricci, Fofanà e senza punte.
E nel frattempo lui sarà secondo con il Napoli ancora agganciato allo scudetto. Mamma mia quante risate che mi farò.
Lo dico ora che è il primo agosto.
Si crede in un allenatore nella misura con la quale gli si prendono giocatori funzionali per poi metterlo nelle condizoni di inculcare e praticare il suo calcio.

Noi abbiamo un presidente pazzo e sotto di lui 5,6 loschi figuri sullo stesso livello.

Non abbiamo ds ma abbiamo il supercoach.

Come vuoi che vada a finire in mezzo a cotanta ignoranza??
 
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