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GDS: Il debutto del Milan in Europa League si è trasformato in un'umiliante sconfitta casalinga per 0-2 contro il Benfica, accolta dai fischi di rassegnazione di San Siro in una serata aperta dai cori d'affetto per l'ex numero 10 e oggi presidente lusitano Manuel Rui Costa. Il tecnico Rúben Amorim ha optato per un ampio turnover lasciando in panchina pilastri come Rabiot, Pulisic, Modric, Moreira e Gila; tuttavia, anche il Benfica di Marco Silva ha applicato la stessa strategia, risparmiando inizialmente il bomber Pavlidis in vista del big match contro il Porto. Dal punto di vista tattico, i portoghesi hanno dominato la gara grazie a un assetto estremamente dinamico e imprevedibile che si difendeva a cinque con Kaminski basso a sinistra e impostava a quattro avanzando Lukebakio sulla trequarti per attirare Bartesaghi. I rossoneri, al contrario, sono apparsi privi di idee e incapaci di creare superiorità numerica, affidandosi soltanto a qualche velleitaria conclusione da fuori come quelle di Hutchinson e Terracciano. La superiorità del Benfica si è concretizzata nel primo tempo con un'azione personale di Lukebakio, che dopo aver saltato Bartesaghi ha sbloccato il match con un sinistro nell'angolo, prima che Sudakov colpisse un palo dalla medesima posizione. Nonostante gli ingressi a inizio ripresa di Gila, Pulisic, Saelemaekers e Moreira, il Milan ha evidenziato solo una palla gol sprecata da De Winter e una totale latitanza dell'attaccante Gonçalo Ramos, ignorato dai compagni. Il raddoppio del Benfica è arrivato con un colpo di testa indisturbato di Kaminski su cross di El Karouani nel contesto di una difesa rossonera del tutto immobile, rendendo vani i tentativi finali dalla distanza da parte di Pulisic e aggravando la posizione di Amorim.
CorSera: il cammino del Milan in Europa League si apre con una bruciante e figuraccia d'esordio a San Siro contro il Benfica, propiziata dalle scelte incomprensibili di Rúben Amorim che ha applicato un turnover eccessivo lasciando fuori tutti i big e schierando dall'inizio riserve come Terracciano, fermo da mesi. Nonostante la presenza in tribuna di Antonio Conte e il clima di festa pre-gara con le leggende José Altafini e Manuel Rui Costa (oggi presidente dei portoghesi), la squadra di Marco Silva — pur infarcita di seconde linee in vista dello scontro con il Porto — ha dominato la sfida grazie a identità, corsa e tecnica. Il Benfica è passato subito in vantaggio con Lukebakio (capace di superare Bartesaghi e trafiggere Maignan), ha colpito un palo con Sudakov e ha raddoppiato con Kaminski dopo un errore sotto porta di De Winter e la prova deludente di Jashari in mediana, mentre Modric è rimasto in panchina per tutta la gara e Gonçalo Ramos è apparso ancora una volta impalpabile. Gli ingressi tardivi di Pulisic, Moreira e Rabiot nella ripresa non sono bastati per rimontare come accaduto a Roma con la Lazio, costringendo ora i rossoneri, già fischiati dal proprio pubblico e spalle al muro, a dover cercare punti nelle prossime difficili trasferte europee contro Salisburgo e Bournemouth.
Tuttosport: Milan, il disastro è totale. il Milan incappa in una prestazione fallimentare nel debutto casalingo di Europa League, uscendo sconfitto per 2-0 contro il Benfica e venendo sommerso dai fischi di San Siro. Il tecnico Rúben Amorim, ripetendo gli errori commessi contro la Lazio, compromette l'avvio di gara schierando formazioni e scelte discutibili: applica ben cinque cambi nell'undici iniziale e concede la prima maglia da titolare a Terracciano e Hutchinson, lasciando invece in panchina sia Luka Modric sia Diego Moreira, reduce dalla doppietta dell'Olimpico. D'altra parte, l'allenatore del Benfica Marco Silva, pur applicando un massiccio turnover con nove titolari a riposo (compresi Pavlidis e Prestianni) in vista della sfida contro il Porto, imbriglia il Milan con un solido 5-4-1. Nel primo tempo i portoghesi sbloccano il match con Lukebakio, avvantaggiato da una mancata chiusura di Jashari e dalla ritardata opposizione di Bartesaghi; lo stesso Jashari rischia il raddoppio poco dopo perdendo un pallone sanguinoso che porta Sudakov a colpire il palo. Nella ripresa Amorim prova nuovamente a correre ai ripari inserendo subito Gila e Pulisic per Terracciano e Hutchinson. Il Milan sfiora il pari con un'imprecisa conclusione di De Winter, ma cade definitivamente sul raddoppio lusitano siglato da Kaminski (su cross di El Karouani), favorito da una difesa rossonera del tutto immobile. Nonostante i successivi ingressi di Moreira, Saelemaekers e Rabiot, il forcing finale del Milan si rivela del tutto confuso e infruttuoso, permettendo così al Benfica di conquistare la prima storica vittoria a San Siro contro i rossoneri senza troppi affanni.
CorSport: Milan, la prima è da dimenticare. Il debutto del Milan in Europa League si è trasformato in una serata da dimenticare a San Siro, dove il Benfica si è imposto per 2-0 tra i fischi dei tifosi di casa, punendo la squadra di Rúben Amorim e l'ex Gonçalo Ramos (rimasto impalpabile). A differenza di quanto accaduto contro la Lazio, la reazione rossonera nella ripresa non c'è stata e le sostituzioni non hanno prodotto alcun effetto positivo, evidenziando una preoccupante involuzione sul piano del gioco, dell'equilibrio e dello spirito di sacrificio. Il Benfica ha sbloccato la gara dopo meno di un quarto d'ora grazie a Lukebakio, che ha tagliato l'area contenuto troppo blandamente da Bartesaghi per poi trafiggere Maignan, sfiorando persino il raddoppio con un palo colpito da Sudakov dopo una palla persa da Jashari. Nonostante i tentativi di Amorim di scuotere la squadra inserendo Pulisic, Gila, Moreira, Saelemaekers e Rabiot, il Milan si è mostrato piatto, privo di idee e incapace di reagire. Il raddoppio definitivo dei portoghesi è arrivato nel secondo tempo con Kaminski, il quale ha colpito di testa indisturbato al centro dell'area su cross di El Karouani.
CorSera: il cammino del Milan in Europa League si apre con una bruciante e figuraccia d'esordio a San Siro contro il Benfica, propiziata dalle scelte incomprensibili di Rúben Amorim che ha applicato un turnover eccessivo lasciando fuori tutti i big e schierando dall'inizio riserve come Terracciano, fermo da mesi. Nonostante la presenza in tribuna di Antonio Conte e il clima di festa pre-gara con le leggende José Altafini e Manuel Rui Costa (oggi presidente dei portoghesi), la squadra di Marco Silva — pur infarcita di seconde linee in vista dello scontro con il Porto — ha dominato la sfida grazie a identità, corsa e tecnica. Il Benfica è passato subito in vantaggio con Lukebakio (capace di superare Bartesaghi e trafiggere Maignan), ha colpito un palo con Sudakov e ha raddoppiato con Kaminski dopo un errore sotto porta di De Winter e la prova deludente di Jashari in mediana, mentre Modric è rimasto in panchina per tutta la gara e Gonçalo Ramos è apparso ancora una volta impalpabile. Gli ingressi tardivi di Pulisic, Moreira e Rabiot nella ripresa non sono bastati per rimontare come accaduto a Roma con la Lazio, costringendo ora i rossoneri, già fischiati dal proprio pubblico e spalle al muro, a dover cercare punti nelle prossime difficili trasferte europee contro Salisburgo e Bournemouth.
Tuttosport: Milan, il disastro è totale. il Milan incappa in una prestazione fallimentare nel debutto casalingo di Europa League, uscendo sconfitto per 2-0 contro il Benfica e venendo sommerso dai fischi di San Siro. Il tecnico Rúben Amorim, ripetendo gli errori commessi contro la Lazio, compromette l'avvio di gara schierando formazioni e scelte discutibili: applica ben cinque cambi nell'undici iniziale e concede la prima maglia da titolare a Terracciano e Hutchinson, lasciando invece in panchina sia Luka Modric sia Diego Moreira, reduce dalla doppietta dell'Olimpico. D'altra parte, l'allenatore del Benfica Marco Silva, pur applicando un massiccio turnover con nove titolari a riposo (compresi Pavlidis e Prestianni) in vista della sfida contro il Porto, imbriglia il Milan con un solido 5-4-1. Nel primo tempo i portoghesi sbloccano il match con Lukebakio, avvantaggiato da una mancata chiusura di Jashari e dalla ritardata opposizione di Bartesaghi; lo stesso Jashari rischia il raddoppio poco dopo perdendo un pallone sanguinoso che porta Sudakov a colpire il palo. Nella ripresa Amorim prova nuovamente a correre ai ripari inserendo subito Gila e Pulisic per Terracciano e Hutchinson. Il Milan sfiora il pari con un'imprecisa conclusione di De Winter, ma cade definitivamente sul raddoppio lusitano siglato da Kaminski (su cross di El Karouani), favorito da una difesa rossonera del tutto immobile. Nonostante i successivi ingressi di Moreira, Saelemaekers e Rabiot, il forcing finale del Milan si rivela del tutto confuso e infruttuoso, permettendo così al Benfica di conquistare la prima storica vittoria a San Siro contro i rossoneri senza troppi affanni.
CorSport: Milan, la prima è da dimenticare. Il debutto del Milan in Europa League si è trasformato in una serata da dimenticare a San Siro, dove il Benfica si è imposto per 2-0 tra i fischi dei tifosi di casa, punendo la squadra di Rúben Amorim e l'ex Gonçalo Ramos (rimasto impalpabile). A differenza di quanto accaduto contro la Lazio, la reazione rossonera nella ripresa non c'è stata e le sostituzioni non hanno prodotto alcun effetto positivo, evidenziando una preoccupante involuzione sul piano del gioco, dell'equilibrio e dello spirito di sacrificio. Il Benfica ha sbloccato la gara dopo meno di un quarto d'ora grazie a Lukebakio, che ha tagliato l'area contenuto troppo blandamente da Bartesaghi per poi trafiggere Maignan, sfiorando persino il raddoppio con un palo colpito da Sudakov dopo una palla persa da Jashari. Nonostante i tentativi di Amorim di scuotere la squadra inserendo Pulisic, Gila, Moreira, Saelemaekers e Rabiot, il Milan si è mostrato piatto, privo di idee e incapace di reagire. Il raddoppio definitivo dei portoghesi è arrivato nel secondo tempo con Kaminski, il quale ha colpito di testa indisturbato al centro dell'area su cross di El Karouani.
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