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GDS:il metodo del nuovo tecnico portoghese Ruben Amorim sta conquistando il Milan grazie a una vera e propria rivoluzione "gentile" basata su un'intensa empatia con tutto il gruppo. L'allenatore, che ha come punto di riferimento José Mourinho, non si comporta da sergente di ferro e alza la voce solo se strettamente necessario, ponendo come priorità la sintonia sia sotto l'aspetto umano sia su quello tecnico-tattico con ogni singolo calciatore, dai più giovani ai senatori come Gabbia, senza tralasciare nessuno.
L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.
Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.
La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.
Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.
Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.
L'approccio umano si nota fin dal momento in cui l'allenatore e il suo staff arrivano sul campo in anticipo per preparare le esercitazioni: al momento del riscaldamento, Amorim accoglie infatti tutti i giocatori uno per uno con una stretta di mano e un abbraccio, per far capire di non essere una figura che si limita a impartire ordini. Nonostante non parli ancora fluentemente l'italiano — lingua per la quale sta prendendo lezioni online e di cui comprende già diverse frasi —, il tecnico riesce a comunicare efficacemente tramite l'inglese e i gesti.
Le sedute di allenamento seguono una struttura ben precisa e iniziano sempre con la squadra raccolta in cerchio attorno a lui per ascoltare la spiegazione del lavoro della giornata, che si traduce in un menu vario illustrato in pochi secondi. Le sedute sul campo, come quella svolta di recente in Australia della durata di due ore con un'unica seduta giornaliera, sono molto intense e intervallate unicamente da brevi pause per dissetarsi.
La componente tattica risulta predominante fin dai primi minuti: dopo un breve riscaldamento e una quindicina di minuti dedicati alla parte atletica tra corse, scatti ed esercizi di forza, l'attenzione si sposta sul lavoro mentale e tecnico. Utilizzando le sagome in campo, il portoghese prova dettagliatamente i movimenti ripetendo le situazioni di gioco e correggendo i calciatori con calma; lo schema prevede un 3-4-2-1 in fase offensiva e un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Come confermato da Pavlovic, i concetti chiave richiesti rispetto al passato rappresentano un cambiamento notevole e si focalizzano su pressione alta, possesso palla e ritmo elevato.
Infine, la scelta di svolgere un solo allenamento al giorno al posto delle classiche sedute doppie risponde alla volontà di concedere spazi e libertà alla squadra, permettendo ai giocatori di recuperare le energie e vivere la preparazione estiva senza stress eccessivi. Fin dai giorni a Milanello, Amorim ha infatti rifiutato l'idea di un ritiro estivo blindato, consentendo ai calciatori di cenare e dormire a casa con le famiglie dopo l'obbligo di colazione insieme la mattina alle 8:30. Questo approccio flessibile e privo di clausura si riflette anche nelle tournée all'estero, dove la squadra gode di momenti di svago e turismo per staccare la spina e mantenere la mente più reattiva e concentrata al momento di scendere in campo.
Il Milan guidato da Ruben Amorim si presenta in campo con un assetto tattico di partenza basato sul 3-4-2-1, ma rivela una grande dinamicità strutturale che ne modifica la forma a seconda delle situazioni di gioco. In particolare, quando la squadra perde la palla e passa alla fase di non possesso, un coordinato sistema di scalate e ripiegamenti trasforma il modulo iniziale in un solido e ben organizzato 4-4-1-1. Questa metamorfosi difensiva avviene attraverso movimenti coordinati tra i vari reparti: uno dei due esterni a tutta fascia retrocede per andare a occupare la posizione di terzino, provocando uno scivolamento laterale di tutta la linea difensiva che scala così a quattro uomini; contemporaneamente, uno dei due trequartisti compie un importante ripiegamento difensivo per andarsi ad affiancare ai centrocampisti, ricomponendo una linea mediana a quattro; infine, l'altra mezza punta si stringe verso il centro del campo per affiancare il centravanti, lavorando in sinergia con lui per schermare le linee di passaggio ed ostacolare la prima costruzione di gioco degli avversari fin dalla loro trequarti.