Forse basterà anche Estupinan per aver ragione del Lecce, ma siamo alla vigilia di una sosta di quasi venti giorni, non hai bisogno di gestire la rosa giocando con le seconde linee. Io temo che lui Estupinan lo veda titolare nel ruolo a prescindere, e questo pone non pochi interrogativi circa il prossimo futuro. Questo qua ha idee tutte sue ed è deciso a difenderle fino alla fine (sua e del Milan).
Lui è "l'uomo di Manchester" ( sembra il titolo di un thriller ).
Ieri nella conferenza stampa ha confermato e difeso coi denti questa sua volontà di gestire i tempi della partita da disputare e l'utilizzo equilibrato di tutti i giocatori della rosa nelle partite successive (3 in una settimana).
Boh! Disarmante.
Perché nel fare questo sembra che tutte le partite siano uguali e che tutti i giocatori siano tutti uguali.
Ergo: conta solo lui che dosa gli ingredienti ed i tempi di cottura a piacimento.
Per me sottovaluta un aspetto importantissimo: il morale dei giocatori.
Lui stesso ha riconosciuto che in alcune partite l'essere andati in svantaggio ha creato insicurezza e confusione. E allora perché insiste? Mica siamo l'Inter che può giocare con l'handicap e poi tanto la partita la riprende. Proprio ieri mi chiedevo se l'Inter avesse un solo giocatore inaffidabile in tutta la rosa.
Poi, ogni partita mette in palio 3 punti, ma magari contro il Benfica che sarà probabilmente l'incontro più difficile della fase a gironi (per di più a San Siro...) perché fare esperimenti dall'esito incerto?
L'approccio opposto sarebbe : inizio ogni singola partita ed ogni singola competizione giocando con la formazione migliore e se riesco metto fieno in cascina (punti e morale). Se poi qualche partita dopo vado in affanno ci penserò.
Sta eccedendo in "gestione", ma è una gestione cieca.
Insomma è un alchimista che toglie sicurezze alla creatura che cerca di plasmare. E abbiamo un bisogno disperato di sicurezza con una rosa così raffazzonata.
Poi, per carità, contro il Lecce dall'inizio faccia pure giocare estupicoso, ma sento puzza di vocazione al suicidio.