Ricordo gli insulti e le bestemmie nei confronti di Gattuso, lo scorso anno. Rino ha fatto il massimo con ciò che aveva a disposizione, se avesse avuto Leao in attacco e Theo terzino, due assaltatori fortissimi in ripartenza, cosa che non avevamo affatto lo scorso anno, saremmo arrivati terzi in scioltezza.
Giampaolo ha commesso e continua a commettere errori grossolani.Sia di scelta degli uomini che di impostazione tattica. Se vuoi giocare con la difesa alta, allora devi imporre ai tuoi un pressing feroce con più effettivi sin dai limiti dell'area avversaria, invece pressano individualmente e i difensori avversari ci scherzano venendo via puntualmente con brevi scambi. Rimane sempre un bel buco fra le linee, dove l'avversario ci penetra easy come Rocco in uno dei suoi film.
Sbaglia nel riproporre l'evanescenza, la lentezza e la monotonia di giocata di Suso, che doveva essere il primo della lista dei partenti e oggi è ancora qui, riproposto leader tecnico del nostro attacco: da folli.
Sbaglia nell'insistenza su Piatek, che ha evidentemente perso la bussola e va messo in tranquillità.
Ha sbagliato clamorosamente, a mio avviso, nel non dare a Paquetà un ruolo predominante nella nostra trequarti, ad oggi è un giocatore svalutato che non sente la fiducia dell'ambiente, ed è gravissimo per un talento di quella portata.
Sbaglia nel riproporre Calhanoglu quando ha in rosa delle alternative di maggior valore tecnico (Bonaventura) o di maggior prestanza fisica (Krunic). Nel non dare la possibilità allo stesso Bonaventura e a Conti di metter benzina nelle gambe, perché nei loro rispettivi ruoli sono i migliori e hannosolo bisogno di ritrovare gamba. S'è sbagliato nella scelta dei leader di reparto, Musacchio e Biglia sono due giocatori dai valori complessivi normali e con poco carisma, non trascinano.
Io continuo a pensare che con un 11 titolare di logica (e si può mettere giù) si potesse puntare alla lotta per il quarto posto. Ad oggi, e non per le 4 sconfitte, è troppo tardi perché l'allenatore dovrebbe in primis il coraggio di smentire categoricamente sé stesso, stravolgere la squadre e poi ritrovare le certezze mantenendo coerenza con la nuova impostazione. Quasi impossibile.