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Capisco il ragionamento, e lo condivido pure in linea generale, ma va anche applicato al contesto attuale. Confermare o cacciare Amorim è irrilevante ai fini del progetto perchè finché hai Cardinale e il vuoto cosmico dirigenziale oggettivamente non potrai mai aspirare a nulla di positivo.Siamo tutti troppo scafati per non capire che se mettiamo sempre un "però" o c'è sempre un distinguo vuol dire che c'è un problema a monte.
E sì, chi critica la gestione Cardinale per me non ha solo il diritto ma soprattutto le ragioni per farlo, perché l'incongruenza ed il cortocircuito societario e quindi tecnico è del tutto evidente ed imbarazzante.
Io trovo l'uomo Conte abominevole, direi "agghiacciante" per far capire anche a lui il concetto, ma un allenatore formidabile nel generare dal nulla una dinastia ribaltando un paradigma.
Per intenderci, Allegri messo alla Juve quando arrivò Conte dopo Del Neri mai e poi mai avrebbe creato le basi di quella dinastia.
Ma qui ci riempiamo anche giustamente la bocca di cosa significa il "Milan" e giustamente diamo un valore alla nostra storia (figuriamoci se l'abbiamo vissuta), e poi chiediamo al tempo stesso un comportamento e delle decisioni da Fiorentina o da prima Inter di Moratti, ovvero l'inno al perdentismo senza via di uscita.
E ci facciamo andare bene persino Andonio pur di vincere o di fermare la minuscola dinastia dei cugini, senza nemmeno la certezza di riuscirci.
Io ho un'altra certezza, perché a me appunto piace prendere un problema a monte, dall'origine: se continuiamo a ragionare così, non torniamo mai più.
E se non vi fidate giustamente di me, provate a farlo con Paolo Maldini, che pure tra mille errori ci ha riportato dove pensiamo ci spetti esattamente col ragionamento opposto e persino con Stefano Pioli.
L'unica flebile speranza sarebbe stata l'arrivo di un vero e indipendente Head of Football, con DS al seguito e scelta di allenatore coerente al progetto. Il paragone con la gestione Maldini non regge perchè all'epoca era stato costruito un gruppo coeso tra dirigenza, staff tecnico e giocatori che non è possibile oggi ricreare in un ambiente in cui viene messo fuori rosa pubblicamente solo per aver un contratto troppo pesante.