Milan: assalto alla coppa mai vinta. Col turnover..

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GDS: il Milan affronta il Benfica a San Siro davanti a oltre 65mila spettatori nel suo ritorno in Europa a 575 giorni dall'ultima apparizione (l'eliminazione dai playoff di Champions contro il Feyenoord del febbraio 2025) con l'obiettivo di conquistare l'Europa League, l'unico trofeo internazionale mancante nella gloriosa bacheca rossonera e fondamentale porta d'accesso per la prossima Champions. Nonostante l'importanza del match e i suggestivi incroci storici e sentimentali — dalle due finali di Coppa dei Campioni vinte contro le "Aquile" nel 1963 e nel 1990 fino alla presenza dell'ex stella rossonera Rui Costa, oggi presidente del Benfica —, il tecnico Rúben Amorim sembra orientato a schierare una formazione ampiamente rimaneggiata. La scelta di applicare un forte turnover lasciando inizialmente in panchina big come Gila, Rabiot, Moreira, Pulisic e Modric (ancora alle prese con il difficile adattamento tattico) appare discutibile, soprattutto considerando il valore e la spinta offensiva dell'avversario. Il Benfica, secondo nella Primeira Liga portoghese a due punti dal Porto di Farioli, ha infatti un attacco travolgente da 21 gol in sei gare guidato da Vangelis Pavlidis, autore di 14 reti stagionali ma anch'esso candidato alla panchina per via del risparmio di energie in vista del big match domenicale contro la capolista. L'attacco del Milan sarà invece affidato a Gonçalo Ramos, ex della sfida atteso al riscatto dopo un avvio deludente da un solo gol in quattro giornate di Serie A, che ha già annunciato che non esulterà in caso di rete. A supporto del centravanti portoghese agiranno i giovani trequartisti Omari Hutchinson (classe 2003) e Alphadjo Cisse (classe 2006, già due reti all'attivo e finito nei radar del CT Mancini), chiamati a mostrare qualità e personalità per innescare la punta e dare finalmente un'identità precisa e vincente al calcio di Amorim in una competizione che il Milan non può permettersi di sottovalutare.

CorSera: il debutto del Milan nel maxi girone di Europa League a San Siro contro il Benfica rappresenta un'opportunità fondamentale non solo per conquistare un trofeo continentale — come dichiarato dal tecnico Rúben Amorim, già finalista nel maggio 2025 con il Manchester United — ma anche per garantirsi un potenziale "piano B" di qualificazione alla prossima Champions League vincendo la finale di Francoforte del 26 maggio 2027. La sfida porta con sé una grande carica emotiva e storica: si rievocano le storiche finali di Coppa dei Campioni vinte dai rossoneri nel 1963 e nel 1990 contro la squadra portoghese, oltre al legame personale di Amorim (cresciuto nel Benfica) e dell'attaccante Gonçalo Ramos, il quale ha vissuto l'ambiente di Lisbona presieduto dall'ex rossonero Manuel Rui Costa. Ramos, reduce da prove senza reti contro Juventus e Lazio e rincuorato dai consigli di Zlatan Ibrahimović a Milanello, cerca il riscatto pur avendo promesso di non esultare in caso di gol. Amorim è orientato a un ampio turnover per gestire le energie in vista della stagione e di impegni logistici complicati: alle spalle di Ramos, accanto ad Alpha Cisse, si prefigura l'esordio da titolare del nuovo acquisto Omari Hutchinson (arrivato dal Nottingham Forest), mentre la formazione potrebbe vedere in panchina pilastri come Luka Modric, Adrien Rabiot, Christian Pulisic, Mario Gila e lo stesso Diego Moreira, rimpiazzati sulle corsie esterne da Samuel Chukwueze e Davide Bartesaghi, oltre all'inserimento di Filippo Terracciano in difesa. Dal canto suo, anche il Benfica di Marco Silva (subentrato a José Mourinho) applicherà delle rotazioni in vista del successivo scontro diretto contro il Porto; il club lusitano si presenta comunque con un ruolino di 12 partite già disputate in stagione e trascinato dal bomber greco Vangelis Pavlidis (14 gol in 11 uscite), affiancato dal recente acquisto da 18 milioni Alessandro Circati. Nonostante le critiche piovute dopo i due pareggi consecutivi in campionato, Amorim ha ribadito che al Milan non esistono obiettivi minimi e che la vittoria resta l'unica strada percorribile.

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CorSera: il debutto del Milan nel maxi girone di Europa League a San Siro contro il Benfica rappresenta un'opportunità fondamentale non solo per conquistare un trofeo continentale — come dichiarato dal tecnico Rúben Amorim, già finalista nel maggio 2025 con il Manchester United — ma anche per garantirsi un potenziale "piano B" di qualificazione alla prossima Champions League vincendo la finale di Francoforte del 26 maggio 2027. La sfida porta con sé una grande carica emotiva e storica: si rievocano le storiche finali di Coppa dei Campioni vinte dai rossoneri nel 1963 e nel 1990 contro la squadra portoghese, oltre al legame personale di Amorim (cresciuto nel Benfica) e dell'attaccante Gonçalo Ramos, il quale ha vissuto l'ambiente di Lisbona presieduto dall'ex rossonero Manuel Rui Costa. Ramos, reduce da prove senza reti contro Juventus e Lazio e rincuorato dai consigli di Zlatan Ibrahimović a Milanello, cerca il riscatto pur avendo promesso di non esultare in caso di gol. Amorim è orientato a un ampio turnover per gestire le energie in vista della stagione e di impegni logistici complicati: alle spalle di Ramos, accanto ad Alpha Cisse, si prefigura l'esordio da titolare del nuovo acquisto Omari Hutchinson (arrivato dal Nottingham Forest), mentre la formazione potrebbe vedere in panchina pilastri come Luka Modric, Adrien Rabiot, Christian Pulisic, Mario Gila e lo stesso Diego Moreira, rimpiazzati sulle corsie esterne da Samuel Chukwueze e Davide Bartesaghi, oltre all'inserimento di Filippo Terracciano in difesa. Dal canto suo, anche il Benfica di Marco Silva (subentrato a José Mourinho) applicherà delle rotazioni in vista del successivo scontro diretto contro il Porto; il club lusitano si presenta comunque con un ruolino di 12 partite già disputate in stagione e trascinato dal bomber greco Vangelis Pavlidis (14 gol in 11 uscite), affiancato dal recente acquisto da 18 milioni Alessandro Circati. Nonostante le critiche piovute dopo i due pareggi consecutivi in campionato, Amorim ha ribadito che al Milan non esistono obiettivi minimi e che la vittoria resta l'unica strada percorribile.
 

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GDS: il Milan affronta il Benfica a San Siro davanti a oltre 65mila spettatori nel suo ritorno in Europa a 575 giorni dall'ultima apparizione (l'eliminazione dai playoff di Champions contro il Feyenoord del febbraio 2025) con l'obiettivo di conquistare l'Europa League, l'unico trofeo internazionale mancante nella gloriosa bacheca rossonera e fondamentale porta d'accesso per la prossima Champions. Nonostante l'importanza del match e i suggestivi incroci storici e sentimentali — dalle due finali di Coppa dei Campioni vinte contro le "Aquile" nel 1963 e nel 1990 fino alla presenza dell'ex stella rossonera Rui Costa, oggi presidente del Benfica —, il tecnico Rúben Amorim sembra orientato a schierare una formazione ampiamente rimaneggiata. La scelta di applicare un forte turnover lasciando inizialmente in panchina big come Gila, Rabiot, Moreira, Pulisic e Modric (ancora alle prese con il difficile adattamento tattico) appare discutibile, soprattutto considerando il valore e la spinta offensiva dell'avversario. Il Benfica, secondo nella Primeira Liga portoghese a due punti dal Porto di Farioli, ha infatti un attacco travolgente da 21 gol in sei gare guidato da Vangelis Pavlidis, autore di 14 reti stagionali ma anch'esso candidato alla panchina per via del risparmio di energie in vista del big match domenicale contro la capolista. L'attacco del Milan sarà invece affidato a Gonçalo Ramos, ex della sfida atteso al riscatto dopo un avvio deludente da un solo gol in quattro giornate di Serie A, che ha già annunciato che non esulterà in caso di rete. A supporto del centravanti portoghese agiranno i giovani trequartisti Omari Hutchinson (classe 2003) e Alphadjo Cisse (classe 2006, già due reti all'attivo e finito nei radar del CT Mancini), chiamati a mostrare qualità e personalità per innescare la punta e dare finalmente un'identità precisa e vincente al calcio di Amorim in una competizione che il Milan non può permettersi di sottovalutare.

CorSera: il debutto del Milan nel maxi girone di Europa League a San Siro contro il Benfica rappresenta un'opportunità fondamentale non solo per conquistare un trofeo continentale — come dichiarato dal tecnico Rúben Amorim, già finalista nel maggio 2025 con il Manchester United — ma anche per garantirsi un potenziale "piano B" di qualificazione alla prossima Champions League vincendo la finale di Francoforte del 26 maggio 2027. La sfida porta con sé una grande carica emotiva e storica: si rievocano le storiche finali di Coppa dei Campioni vinte dai rossoneri nel 1963 e nel 1990 contro la squadra portoghese, oltre al legame personale di Amorim (cresciuto nel Benfica) e dell'attaccante Gonçalo Ramos, il quale ha vissuto l'ambiente di Lisbona presieduto dall'ex rossonero Manuel Rui Costa. Ramos, reduce da prove senza reti contro Juventus e Lazio e rincuorato dai consigli di Zlatan Ibrahimović a Milanello, cerca il riscatto pur avendo promesso di non esultare in caso di gol. Amorim è orientato a un ampio turnover per gestire le energie in vista della stagione e di impegni logistici complicati: alle spalle di Ramos, accanto ad Alpha Cisse, si prefigura l'esordio da titolare del nuovo acquisto Omari Hutchinson (arrivato dal Nottingham Forest), mentre la formazione potrebbe vedere in panchina pilastri come Luka Modric, Adrien Rabiot, Christian Pulisic, Mario Gila e lo stesso Diego Moreira, rimpiazzati sulle corsie esterne da Samuel Chukwueze e Davide Bartesaghi, oltre all'inserimento di Filippo Terracciano in difesa. Dal canto suo, anche il Benfica di Marco Silva (subentrato a José Mourinho) applicherà delle rotazioni in vista del successivo scontro diretto contro il Porto; il club lusitano si presenta comunque con un ruolino di 12 partite già disputate in stagione e trascinato dal bomber greco Vangelis Pavlidis (14 gol in 11 uscite), affiancato dal recente acquisto da 18 milioni Alessandro Circati. Nonostante le critiche piovute dopo i due pareggi consecutivi in campionato, Amorim ha ribadito che al Milan non esistono obiettivi minimi e che la vittoria resta l'unica strada percorribile.
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