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GDS: L'attuale crisi del Milan di Massimiliano Allegri viene descritta come un totale scollamento tra l'allenatore e una squadra che, se inizialmente ne rispecchiava fedelmente l'identità tattica e caratteriale, appare oggi irriconoscibile e incapace di reagire. Il declino è personificato da diversi elementi chiave, a partire da Rafa Leao: trasformato dall'entusiasmo estivo in un calciatore malinconico e privo di incisività, il portoghese è reduce da una stagione segnata dalla pubalgia e da una rottura del feeling con il tecnico. Anche il centrocampo, inizialmente costruito attorno a Ruben Loftus-Cheek, si è rivelato un fallimento progettuale; l'inglese ha pagato la mancanza di continuità e un atteggiamento troppo morbido nonostante la stazza fisica, deludendo profondamente le aspettative di Allegri. Non va meglio per Fofana, la cui indisciplina tattica ha portato l'allenatore a gestirlo con un utilizzo altalenante, tanto da metterne in dubbio la permanenza futura vista l'attrattività sul mercato. La crisi coinvolge pesantemente anche Christian Pulisic, spentosi progressivamente dopo un buon inizio e ora tormentato da infortuni e da una preoccupante involuzione realizzativa. Il quadro generale di delusione si estende a tutta la rosa: da Jashari ed Estupinan, finiti ai margini delle rotazioni, fino a Tomori, i cui cronici cali di concentrazione sono riemersi nel tempo. Persino il reparto offensivo è naufragato, con Santiago Gimenez che non ha convinto al rientro dall'infortunio, Nkunku rimasto un oggetto misterioso nonostante sprazzi isolati di talento e Füllkrug relegato a un ruolo del tutto marginale, lasciando la squadra in una situazione di stallo totale a metà maggio.