Italia: Maldini rivoluziona tutto. CT: Mancini in pole ma...

Stanis La Rochelle

Senior Member
Registrato
1 Settembre 2012
Messaggi
17,670
Reaction score
10,389
Si parla di rivoluzionare tutto e poi mancini o pinoli.

Sarà una follia, ma io ci metterei palladino in nazionale
`
`
 

Ruuddil23

Senior Member
Registrato
27 Gennaio 2017
Messaggi
8,728
Reaction score
3,449
Sì, rispuntano fuori sempre a giugno e poi scompaiono.
Ne ho bannato uno proprio l'altro giorno che si dichiarava lui stesso un lurker, ho dato il tempo ma poi era evidente che era qui per altri scopi, non quello di partecipare al forum.
Quell'estate in cui è stato licenziato Maldini sono nati dei veri e propri mostri, la nascita delle fazioni contrapposte Pro furlani e Pro Maldini è stato l'inizio del declino della tifoseria rossonera.

Un paio di estati fa ce ne fu anche uno infiltrato dalla società, Admin si ricorderà. Qualche post dal nulla sospettissimo, anche il modo di scrivere, per lodare Furlani, e poi sparì dalla circolazione ancor prima del ban.

PS. Non c'entra nulla con il criticare Maldini, eh. Io stesso l'ho criticato più volte per diversi errori, è assolutamente legittimo farlo.
Si parla di qualcosa che va oltre, tentativi di imporre una certa narrazione.
Sì certo, sono più che altro volti a incensare le proprietà di turno, presenti o "passate", furlani è stato solo uno strumento. Poi ci sono curvaioli o filocurvaioli che sono contro Maldini e basta, a prescindere da tutto. Casi palesi come il primo che hai citato li ricordo anch'io, ma più in generale negli ultimi 3-4 anni è proprio nei tifosi "normali", non legati in alcun modo alla società, che è aumentato il degrado.
E vedrai che sfrutteranno il discorso nazionale per portare avanti certe narrazioni, come stavano già facendo con la questione fenerbahce. E nel frattempo il mostro a due teste Pimendes banchetta sulla carcassa rossonera.
 

Lineker10

Senior Member
Registrato
20 Giugno 2017
Messaggi
34,039
Reaction score
22,268
Paolo Maldini ha iniziato ufficialmente il suo nuovo e cruciale percorso all'interno della FIGC, dove ricoprirà contemporaneamente il ruolo di direttore tecnico della Nazionale e di presidente del Club Italia. Questo doppio incarico rappresenta una forte rottura con il passato e segna l'avvio di una vera e propria rivoluzione voluta dal presidente Giovanni Malagò; per la prima volta, infatti, la guida del Club Italia non coincide con la presidenza della Federcalcio ma viene affidata a una figura strettamente legata al campo, che lavorerà in stretta sinergia con Leonardo. La priorità assoluta e più urgente nell'agenda dell'ex bandiera del Milan è la scelta del nuovo commissario tecnico, una decisione in cui la competenza tecnica dei due ex dirigenti rossoneri avrà un peso determinante, superando o integrando i profili finora più discussi come quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini. Maldini ha l'obiettivo di trasformare la struttura del Club Italia rendendola simile a quella di un club professionistico, capace di legare attraverso linee guida condivise e una visione comune l'intera filiera azzurra, che comprende la Nazionale maggiore, le selezioni giovanili, il calcio femminile, il futsal e il beach soccer. In questo ampio progetto di rilancio, che punta all'orizzonte dei Mondiali del 2030 passando per i prossimi Europei, un'attenzione speciale sarà riservata alle giovanili e in particolare all'Under 21, considerata fondamentale per valorizzare i giovani talenti e centrare il prestigioso ritorno ai Giochi Olimpici dopo ben quattro edizioni di assenza. Nelle sue prime giornate di lavoro a Coverciano e in giro per l'Italia, Maldini si dedicherà a studiare l'organizzazione interna, a scegliere i propri collaboratori e a confrontarsi con figure già esperte del sistema federale come Maurizio Viscidi, con lo scopo finale di raccogliere criticità, ascoltare calciatori e allenatori e ricostruire da zero la fiducia attorno a tutto l'ambiente azzurro.

Corsera: Il presidente federale Giovanni Malagò, insieme al direttore tecnico del Club Italia Paolo Maldini e all'advisor Leonardo, ha avviato una settimana di colloqui decisivi per scegliere il nuovo commissario tecnico della Nazionale, incarico che prevede un progetto quadriennale orientato al Mondiale 2030. La decisione richiederà tempo e terrà conto di rigidi criteri di budget e sostenibilità economica, dato che non è previsto alcun supporto finanziario da parte della Lega di Serie A. Al momento, Roberto Mancini si trova in pole position, con voci – smentite dalla Figc – di un preaccordo per un ingaggio tra i 2 e i 2,5 milioni di euro all'anno. Resta in forte corsa anche Antonio Conte, la cui candidatura richiede trattative economiche complesse che giustificano le tempistiche dilatate della Federazione. Oltre ai due favoriti, la Figc valuta Stefano Pioli, profilo in forte ascesa che ha il vantaggio di essere libero da vincoli contrattuali dopo la risoluzione con la Fiorentina e vanta un ottimo rapporto con Maldini. Vengono invece escluse altre piste: Carlo Ancelotti intende rimanere alla guida del Brasile (anche per via di rapporti non idilliaci con Leonardo), Andrea Pirlo non ha l'esperienza richiesta, mentre Simone Inzaghi (impegnato con l'Al Hilal) e Thiago Motta non sono mai stati contattati. Non si escludono comunque potenziali sorprese dell'ultimo minuto all'interno di una più ampia ristrutturazione del Club Italia, che dovrebbe vedere anche il ritorno di Gigi Buffon nel ruolo di capo delegazione.

paolo-maldini.jpg
Parlando in modo piu immediato e solo relativamente alla scelta dell'allenatore, dopo aver scelto un colosso come Maldini, l'unica soluzione credibile e che davvero sarebbe un segnale di rivoluzione è mettere sotto contratto Guardiola fino ai mondiali del 2034.

Un ciclo di otto anni che cambi tutto alla radice delle cose, dalle squadre giovanili fino alla prima squadra, passando per due Europei e due Mondiali.

Allora direi che le cose starebbero cambiando davvero. Con un Mancini o anche con un Conte cambia poco o nulla, nella sostanza delle cose, perchè alla fine si tornerebbe ad avere le stesse dinamiche tossiche degli ultimi 20 anni.
 

Stanis La Rochelle

Senior Member
Registrato
1 Settembre 2012
Messaggi
17,670
Reaction score
10,389
Palladino in qualche modo mi ispira, mi sembra uno con le palle, il problema è che sinora ha litigato sia a Firenze che a Bergamo.

Non avrà procuratore bravo. Guarda carriera di Gattuso e chi ha allenato e guarda Palladino. A livello di capacità c'è un abisso tra i due eppure...
 
Registrato
29 Ottobre 2017
Messaggi
9,614
Reaction score
7,482
Che errore Maldini.

Si è infilato in un buco nero che risucchia ogni cosa.

Spero che questa esperienza non macchi la sua reputazione.

D'altro canto, se riesce a resuscitare persino la Nazionale, allora diventa una figura sovrumana e mitica. Ma la vedo difficile.
ma non credo.
Alla fine in nazionale chi ci rimette sempre è solo il CT.

Alla fine Maldini prende il posto di chi? I processi io li ho visti solo per Gattuso e Gravina.

E poi, è vero che si può sempre fare peggio, però oggettivamente con la nazionale si può solo migliorare ad oggi. Basterebbe fare una qualificazione per i prossimi mondiali e poi uscire ai gironi per fare comunque bella figura rispetto al passato.
Per questo Conte sta ronzando intorno alla nazionale, quando vede una situazione dove si può fare solo meglio rispetto al passato, lui c'è sempre.
 

Djerry

Well-known member
Registrato
25 Giugno 2015
Messaggi
3,915
Reaction score
430
Aggiungo due considerazioni confrontandoci con le nazionali big europee.

Francia, Germania, Belgio e Inghilterra da tanti anni adottano un modello "sociale" del calcio, con le federazioni che affiancano le società negli investimento a sostegno delle comunità piu periferiche e degradate dei paesi. Cosi le nazionali si riempiono di figli di immigrati, giocatori che provengono dalle periferie e da situazioni sociali difficili. E' il famosissimo sistema FFF di Clairefontaine ideato dalla Francia negli anni 90 (e poi imitato dalle altre), della piramide dei centri federali (i cosiddetti Pôles Espoirs) e in generale di una federazione invadente e protagonista nel trovare, selezionare e crescere i giocatori in parallelo alle società (che ne approfittano eccome sul piano economico).

Diverso è il sistema spagnolo, che invece è fortemente identitario e ideologico. Gran parte delle società spagnole sono società sportive e nei loro statuti hanno come obiettivi primario la rappresentazione della comunità locale. Oltre alla celeberrima identità catalana del Barcellona, simili obiettivi li hanno l'Athletic (ovviamente, che tessera solo e rigorosamente giocatori baschi), la Real Sociedad, l'Osasuna, Celta Vigo, Villarreal, Valencia... tutte società che hanno nei propri statuti questi principi che i presidenti, con periodi in certi casi alterni, devono comunque rispettare. Cosi si puo vedere che molte delle rose in Liga hanno persino 8-10 giocatori cresciti nel settore giovanile, che giocano stabilmente e spesso per tantissimi anni, diventando vere e proprie bandiere.

Ecco in questo confronto noi usciamo, come in tanti altri settori economici, disastrati perchè non seguiamo nessun modello ne direzione. Ci muoviamo in base agli interessi di pochi e il vantaggio di nessuno. In uno sport cosi ricco e competitivo come il calcio, se gestisci le cose da cialtroni e non sai bene quello che fai, non hai scampo.

Perfetto ed aggiungo a mia volta il sistema tedesco, che adesso farà ridere qualcuno perché la Germania non sta ottenendo risultati, ma che appena tornerà in finale da qualche parte (magari già tra due anni) ridiventerà il modello da seguire.

Lì addirittura c'è l'imposizione a tutti i club delle prime due serie di istituire settori giovanili certificati con determinati requisiti (logistica e campi, aggiornamento allenatori, medici, psicologi, docenti, etc), pena la mancata iscrizione.
Ma addirittura esiste un fondo tutt'altro che di facciata che, in base a controlli e valutazioni periodiche di organo terzo indipendente, finanzia le varie società solo per investimenti nello stesso settore giovanile, premiando il merito e generando così il circolo virtuoso.

Io non so fino a dove Maldini può spingersi e penetrare nel nostro sistema malato di interessi, ma credo che quel modello e quella direzione che citi siano chiarissimi nella sua testa.
Poi è come quando era al Milan: so che vuole vincere, so dove vuole arrivare, ma so anche che può sbagliare o che possono non lasciargli fare quello che vorrebbe. Ed in FIGC quest'ultimo ostacolo potrebbe persino essere peggio di Cardinale, infatti l'opzione che prima dei prossimi Mondiali o lui o Leo o entrambi sbattano la porta e se ne vadano non la escludo per niente.
 

Similar threads

Alto