Incontro Maldini-Leonardo-Guardiola a Barcellona. Proposto ruolo di CT

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ROSSO NERO 70

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Secondo me il problema calcistico italiano è culturale. Non è che gli spagnoli o i portoghesi (paese di solo 10 milioni di abitanti, il Portogallo) abbiamo delle strutture o dei metodi più avanzati dei nostri. La differenza enorme sta nella concezione del gioco: gli spagnoli formano giocatori privilegiando l’intelligenza calcistica e la visione di gioco, li vogliono veloci di testa prima che di gamba. I portoghesi formano e crescono giocatori tecnici, fantasiosi e abili nell 1 contro 1.

Noi? Prima di tutto li vogliamo forti fisicamente. Questa storia del giocatore “abile ma troppo leggero fisicamente” è un mantra tutto italiano. Quante volte lo abbiamo detto di Brahim Diaz? Mai sentito uno spagnolo fare un commento simile su un giocatore. O è bravo o è scarso, ma questa storia del “troppo leggero” non entra nel loro lessico calcistico.

Noi li vogliamo tutti forti fisicamente, dal centrale difensivo al centravanti. E poi li vogliamo disciplinati, intensi e affidabili. Il resto viene dopo.

Questa cosa ci ha affossato. Basta guardare i risultati.
Esatto spostare il focus dalla parte fisica a quella tecnica
Un processo lungo e difficile perché ormai anche i ragazzini sono moneta sonante e scardinare il potere dei procuratori non è facile
Personalmente creerei una premialità per chi fa esordire e fare almeno un terzo delle partite stagionali ad elementi provenienti dal settore giovanile
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Secondo me il problema calcistico italiano è culturale. Non è che gli spagnoli o i portoghesi (paese di solo 10 milioni di abitanti, il Portogallo) abbiamo delle strutture o dei metodi più avanzati dei nostri. La differenza enorme sta nella concezione del gioco: gli spagnoli formano giocatori privilegiando l’intelligenza calcistica e la visione di gioco, li vogliono veloci di testa prima che di gamba. I portoghesi formano e crescono giocatori tecnici, fantasiosi e abili nell 1 contro 1.

Noi? Prima di tutto li vogliamo forti fisicamente. Questa storia del giocatore “abile ma troppo leggero fisicamente” è un mantra tutto italiano. Quante volte lo abbiamo detto di Brahim Diaz? Mai sentito uno spagnolo fare un commento simile su un giocatore. O è bravo o è scarso, ma questa storia del “troppo leggero” non entra nel loro lessico calcistico.

Noi li vogliamo tutti forti fisicamente, dal centrale difensivo al centravanti. E poi li vogliamo disciplinati, intensi e affidabili. Il resto viene dopo.

Questa cosa ci ha affossato. Basta guardare i risultati.
secondo me, prima di tutto, il problema culturale negli italiani non sta nel volere il calciatore più fisico o più tecnico, ma semplicemente nella valutazione del giovane che non va mai bene. Perchè siamo tutti bravi a parole nel volere i giovani qui e là, poi metti un Bartesaghi qualsiasi e viene insultato perchè non è Theo, metti un Pio nell'Italia e viene insultato da noi milanisti e dai gobbi perchè giocatore dell'Inter e non è Vieri/Inzaghi prime.

Inutile negarlo, ma in Italia se pareggi la prima di campionato partono i processi e a chi non è di livello (come quasi sempre non lo sono i giovani), partono gli insulti.

Se l'Italia vuole cambiare, bisogna innanzitutto cominciare ad accettare le debolezze e le lacune dei giovani. E devono cominciare a fare questo un po' tutti: addetti ai lavori, giornalisti e soprattutto i tifosi.

Poi che siano tecnici o fisici i giovani si vedrà, come vengono vengono. Un Pio Esposito è fisico, un Liberali è tecnico. Vanno bene entrambi.
 

ROSSO NERO 70

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secondo me, prima di tutto, il problema culturale negli italiani non sta nel volere il calciatore più fisico o più tecnico, ma semplicemente nella valutazione del giovane che non va mai bene. Perchè siamo tutti bravi a parole nel volere i giovani qui e là, poi metti un Bartesaghi qualsiasi e viene insultato perchè non è Theo, metti un Pio nell'Italia e viene insultato da noi milanisti e dai gobbi perchè giocatore dell'Inter e non è Vieri/Inzaghi prime.

Inutile negarlo, ma in Italia se pareggi la prima di campionato partono i processi e a chi non è di livello (come quasi sempre non lo sono i giovani), partono gli insulti.

Se l'Italia vuole cambiare, bisogna innanzitutto cominciare ad accettare le debolezze e le lacune dei giovani. E devono cominciare a fare questo un po' tutti: addetti ai lavori, giornalisti e soprattutto i tifosi.

Poi che siano tecnici o fisici i giovani si vedrà, come vengono vengono. Un Pio Esposito è fisico, un Liberali è tecnico. Vanno bene entrambi.
Cerchiamo di fare differenza tra tifosi ed addetti al lavori
Il tifoso "giustamente"può dire quello che vuole e cambiare parere ad ogni partita l addetto ai lavori no
Può sbagliare ma non cambiare parere
 

Andris

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lo stalking finirà come Galliani che si presenta in casa di Ibra per farlo venire al Milan la prima volta o come Galliani che va a mangiare con Ancelotti in Canada per farlo tornare ? :asd:
 
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Le ultime righe parlano chiaro. O si riduce almeno di due terzi l'ingaggio o non lo prenderanno.
 

UDG

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Per me il ct di ogni nazionale dovrebbe essere della stessa nazionalità.
 
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Cerchiamo di fare differenza tra tifosi ed addetti al lavori
Il tifoso "giustamente"può dire quello che vuole e cambiare parere ad ogni partita l addetto ai lavori no
Può sbagliare ma non cambiare parere
il tifoso può dire quello che vuole, anche che Modric è un vecchio che ha i piedi quadrati ed è da fischiare appena mette piede in campo.
Ma questo non vuol dire che sia una cosa giusta e positiva per il calcio.
Gli esempi si sprecano, come scrivevo prima, se alcuni giornali scrivono bene di Pio Esposito e due allenatori lo schierano in campo, c'è tre quarti di italia (noi e i gobbi) che lo deridiamo e lo sminuiamo, non tutti di noi e dei gobbi ovviamente. Se viene schierato il seppur ad oggi modesto Bartesaghi da un allenatore e i giornali più o meno non lo demoliscono, siamo noi tifosi i primi a sminuirlo e a stroncarlo.
Noi tifosi, me in primis, siamo bravissimi a lamentarci, però siamo gli stessi che spesso e volentieri osteggiamo le soluzioni dei problemi perchè conta solo che vinca la nostra squadra la prossima partita che arriva che sia amichevole, campionato o coppa.

Secondo me, la rivoluzione culturale la devono fare prima di tutto i tifosi che sono la maggioranza di chi segue il calcio, di chi mette pressioni e fa giudizi. Poi certamente, gli addetti ai lavori hanno un ruolo più attivo nella situazione perchè amplificano il problema culturale (i giornalisti) o lo alimentanto (allenatori e dirigenti) andando dietro ai tifosi magari o al risultatismo immediato.
 
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