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Esatto spostare il focus dalla parte fisica a quella tecnicaSecondo me il problema calcistico italiano è culturale. Non è che gli spagnoli o i portoghesi (paese di solo 10 milioni di abitanti, il Portogallo) abbiamo delle strutture o dei metodi più avanzati dei nostri. La differenza enorme sta nella concezione del gioco: gli spagnoli formano giocatori privilegiando l’intelligenza calcistica e la visione di gioco, li vogliono veloci di testa prima che di gamba. I portoghesi formano e crescono giocatori tecnici, fantasiosi e abili nell 1 contro 1.
Noi? Prima di tutto li vogliamo forti fisicamente. Questa storia del giocatore “abile ma troppo leggero fisicamente” è un mantra tutto italiano. Quante volte lo abbiamo detto di Brahim Diaz? Mai sentito uno spagnolo fare un commento simile su un giocatore. O è bravo o è scarso, ma questa storia del “troppo leggero” non entra nel loro lessico calcistico.
Noi li vogliamo tutti forti fisicamente, dal centrale difensivo al centravanti. E poi li vogliamo disciplinati, intensi e affidabili. Il resto viene dopo.
Questa cosa ci ha affossato. Basta guardare i risultati.
Un processo lungo e difficile perché ormai anche i ragazzini sono moneta sonante e scardinare il potere dei procuratori non è facile
Personalmente creerei una premialità per chi fa esordire e fare almeno un terzo delle partite stagionali ad elementi provenienti dal settore giovanile
