Pioli 220. Prende Sacchi e fa la storia. I numeri.

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La GDS in edicola oggi e l'ennesimo articolo celebrativo su Pioli: il Milan insegue, Pioli ha già raggiunto un nuovo traguardo: siederà in panchina (meglio: darà indicazioni in piedi davanti alla panchina) per la duecentoventesima volta. Affiancherà Arrigo Sacchi che chiuse a 220 il conto delle gare alla guida del club: era il primo giugno 1997. Pioli potrà continuare a scalare la classifica, anche se per salire il prossimo scalino servirebbero altre sessanta partite da allenatore rossonero. Sacchi, e da stasera Pioli, sono al settimo posto nella classifica dei più presenti di sempre nella storia del club. Sesto Liedholm a 280. Quinto Capello a 300, quarto Busini a 311, anni ‘40 e ‘50. Sul podio Viani (376), per anni allenatore e direttore tecnico, Ancelotti (420) e l’inarrivabile Rocco: 456. Pioli rimarca così il suo nome nella memoria milanista, già inciso dopo la vittoria del diciannovesimo scudetto, undici anni dopo l’ultimo successo. A quale prossimo gradino potrà ambire è ancora presto per dirlo: ha ribadito «di stare benissimo al Milan» ma anche rimandato alla società «le valutazioni di fine anno». Appartenenza La prima volta di Pioli al Milan risale al 20 ottobre 2019, entrando in corsa e raccolto il testimone da Marco Giampaolo. Milan ripreso sul pari nel finale dal Lecce. Prima ancora era entrato a Milanello: «Appena arrivi scopri un senso di appartenenza unico. C’è una serenità speciale che ti mette nelle condizioni di far bene perché siamo una grande famiglia». Milanello oggi è il suo regno, la società gli ha affidato il comando. Qui è nata la risalita, passo dopo passo: il ritorno in Europa League, la riconquista di un posto in Champions. Con lui la squadra è caduta e si è risollevata, fino a piantare la bandiera rossonera sulla vetta della Serie A nel maggio del 2022. Alla duecentoventesima panchina cerca invece una vittoria che tenga a distanza di sicurezza tutta la concorrenza Champions.

I numeri: Vittorie, a proposito. Se si conta il numero dei successi in panchina Pioli aveva già messo la freccia su Sacchi. Contro il Frosinone ha esultato per la centoventesima volta: ha vinto il 55% delle partite rossonere. Gli altri risultati: 53 pareggi e 46 sconfitte. Al calcolo di Sacchi vanno però sottratte un numero consistente di gare giocate: nel suo primo anno al Milan il campionato era a 16 squadre, poi una Serie A a 18. Vale lo stesso per i gol fatti e subiti: per Pioli sono 380 quelli realizzati, 239 quelli incassati. Per Sacchi 328 e 154. Arrigo non è geloso dell’attuale settimo posto in classifica - in solitaria - tra gli allenatori rossoneri più presenti di sempre, anzi. Lancia Pioli verso nuovi traguardi: «Se continua così e se proseguono i miglioramenti, non vedo per quale ragione dovrebbe essere mandato via a fine stagione. Sta lavorando con un gruppo di ragazzi che provengono quasi tutti dall’estero: non è facile, serve pazienza. I miglioramenti che si notano adesso sono frutto degli insegnamenti dell’allenatore, su questo non ho alcun dubbio. Stefano è un ottimo tecnico. Prima di arrivare al Milan era soprattutto un tattico, poi ha avuto un’evoluzione e adesso mi sembra che sia uno stratega». Di certo ha trovato la formula che fa 220. E il laboratorio resta aperto

Altre news di giornata:

—) Milan a San Donato. Come sarà. Tutto sul nuovo stadio.

—) Giroud e Theo spacca Napoli. Bennacer in mezzo.

—) Pioli 220. Prende Sacchi e fa la storia. I numeri.

—) Milan Lopetegui: contatti. Pioli resta se...

—) Milan: Di Gregorio se parte Maignan. Il rinnovo...

—) Milan: è Calabria l'anti Kvara.

—) Ordine:"Pioli contro tutti in pronostici".

—) Leao: assist ok. Ma ora servono i gol

—)
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La GDS in edicola oggi e l'ennesimo articolo celebrativo su Pioli: il Milan insegue, Pioli ha già raggiunto un nuovo traguardo: siederà in panchina (meglio: darà indicazioni in piedi davanti alla panchina) per la duecentoventesima volta. Affiancherà Arrigo Sacchi che chiuse a 220 il conto delle gare alla guida del club: era il primo giugno 1997. Pioli potrà continuare a scalare la classifica, anche se per salire il prossimo scalino servirebbero altre sessanta partite da allenatore rossonero. Sacchi, e da stasera Pioli, sono al settimo posto nella classifica dei più presenti di sempre nella storia del club. Sesto Liedholm a 280. Quinto Capello a 300, quarto Busini a 311, anni ‘40 e ‘50. Sul podio Viani (376), per anni allenatore e direttore tecnico, Ancelotti (420) e l’inarrivabile Rocco: 456. Pioli rimarca così il suo nome nella memoria milanista, già inciso dopo la vittoria del diciannovesimo scudetto, undici anni dopo l’ultimo successo. A quale prossimo gradino potrà ambire è ancora presto per dirlo: ha ribadito «di stare benissimo al Milan» ma anche rimandato alla società «le valutazioni di fine anno». Appartenenza La prima volta di Pioli al Milan risale al 20 ottobre 2019, entrando in corsa e raccolto il testimone da Marco Giampaolo. Milan ripreso sul pari nel finale dal Lecce. Prima ancora era entrato a Milanello: «Appena arrivi scopri un senso di appartenenza unico. C’è una serenità speciale che ti mette nelle condizioni di far bene perché siamo una grande famiglia». Milanello oggi è il suo regno, la società gli ha affidato il comando. Qui è nata la risalita, passo dopo passo: il ritorno in Europa League, la riconquista di un posto in Champions. Con lui la squadra è caduta e si è risollevata, fino a piantare la bandiera rossonera sulla vetta della Serie A nel maggio del 2022. Alla duecentoventesima panchina cerca invece una vittoria che tenga a distanza di sicurezza tutta la concorrenza Champions.

I numeri: Vittorie, a proposito. Se si conta il numero dei successi in panchina Pioli aveva già messo la freccia su Sacchi. Contro il Frosinone ha esultato per la centoventesima volta: ha vinto il 55% delle partite rossonere. Gli altri risultati: 53 pareggi e 46 sconfitte. Al calcolo di Sacchi vanno però sottratte un numero consistente di gare giocate: nel suo primo anno al Milan il campionato era a 16 squadre, poi una Serie A a 18. Vale lo stesso per i gol fatti e subiti: per Pioli sono 380 quelli realizzati, 239 quelli incassati. Per Sacchi 328 e 154. Arrigo non è geloso dell’attuale settimo posto in classifica - in solitaria - tra gli allenatori rossoneri più presenti di sempre, anzi. Lancia Pioli verso nuovi traguardi: «Se continua così e se proseguono i miglioramenti, non vedo per quale ragione dovrebbe essere mandato via a fine stagione. Sta lavorando con un gruppo di ragazzi che provengono quasi tutti dall’estero: non è facile, serve pazienza. I miglioramenti che si notano adesso sono frutto degli insegnamenti dell’allenatore, su questo non ho alcun dubbio. Stefano è un ottimo tecnico. Prima di arrivare al Milan era soprattutto un tattico, poi ha avuto un’evoluzione e adesso mi sembra che sia uno stratega». Di certo ha trovato la formula che fa 220. E il laboratorio resta aperto

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Qui è il vero degrado.
 

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I numeri: Vittorie, a proposito. Se si conta il numero dei successi in panchina Pioli aveva già messo la freccia su Sacchi. Contro il Frosinone ha esultato per la centoventesima volta: ha vinto il 55% delle partite rossonere. Gli altri risultati: 53 pareggi e 46 sconfitte. Al calcolo di Sacchi vanno però sottratte un numero consistente di gare giocate: nel suo primo anno al Milan il campionato era a 16 squadre, poi una Serie A a 18. Vale lo stesso per i gol fatti e subiti: per Pioli sono 380 quelli realizzati, 239 quelli incassati. Per Sacchi 328 e 154. Arrigo non è geloso dell’attuale settimo posto in classifica - in solitaria - tra gli allenatori rossoneri più presenti di sempre, anzi. Lancia Pioli verso nuovi traguardi: «Se continua così e se proseguono i miglioramenti, non vedo per quale ragione dovrebbe essere mandato via a fine stagione. Sta lavorando con un gruppo di ragazzi che provengono quasi tutti dall’estero: non è facile, serve pazienza. I miglioramenti che si notano adesso sono frutto degli insegnamenti dell’allenatore, su questo non ho alcun dubbio. Stefano è un ottimo tecnico. Prima di arrivare al Milan era soprattutto un tattico, poi ha avuto un’evoluzione e adesso mi sembra che sia uno stratega». Di certo ha trovato la formula che fa 220. E il laboratorio resta aperto

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—) Milan a San Donato. Come sarà. Tutto sul nuovo stadio.

—) Giroud e Theo spacca Napoli. Bennacer in mezzo.

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—) Milan: Di Gregorio se parte Maignan. Il rinnovo...

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Serie A: le big pro torneo a 18 squadre
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I numeri: Vittorie, a proposito. Se si conta il numero dei successi in panchina Pioli aveva già messo la freccia su Sacchi. Contro il Frosinone ha esultato per la centoventesima volta: ha vinto il 55% delle partite rossonere. Gli altri risultati: 53 pareggi e 46 sconfitte. Al calcolo di Sacchi vanno però sottratte un numero consistente di gare giocate: nel suo primo anno al Milan il campionato era a 16 squadre, poi una Serie A a 18. Vale lo stesso per i gol fatti e subiti: per Pioli sono 380 quelli realizzati, 239 quelli incassati. Per Sacchi 328 e 154. Arrigo non è geloso dell’attuale settimo posto in classifica - in solitaria - tra gli allenatori rossoneri più presenti di sempre, anzi. Lancia Pioli verso nuovi traguardi: «Se continua così e se proseguono i miglioramenti, non vedo per quale ragione dovrebbe essere mandato via a fine stagione. Sta lavorando con un gruppo di ragazzi che provengono quasi tutti dall’estero: non è facile, serve pazienza. I miglioramenti che si notano adesso sono frutto degli insegnamenti dell’allenatore, su questo non ho alcun dubbio. Stefano è un ottimo tecnico. Prima di arrivare al Milan era soprattutto un tattico, poi ha avuto un’evoluzione e adesso mi sembra che sia uno stratega». Di certo ha trovato la formula che fa 220. E il laboratorio resta aperto

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—) Giroud e Theo spacca Napoli. Bennacer in mezzo.

—) Pioli 220. Prende Sacchi e fa la storia. I numeri.

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Il più cesso dei cessi che arriverà a superare Rocco.
 

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