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CorSport: il grande mistero della stagione del Milan risiede nell'involuzione di Christian Pulisic, un giocatore che, dopo un inizio folgorante, è letteralmente sparito dai radar realizzativi da cinque mesi. L'ultima prestazione contro la Juventus ha confermato il suo momento di profonda crisi, evidenziando un blocco mentale derivante dal peso del digiuno dal gol, che dura ormai dal 28 dicembre scorso. Fermo a quota otto reti, l'attaccante ha eguagliato il suo record negativo di sedici partite consecutive senza segnare, un dato che ricalca il difficile periodo vissuto al Chelsea nella stagione 2022-23. Oltre alla componente psicologica e alla fragilità emotiva sottolineata da Massimiliano Allegri, il quale ha definito il ragazzo molto sensibile e condizionato dalla mancanza di fiducia, emerge un chiaro problema tattico. L'attuale modulo rossonero penalizza le caratteristiche dell'americano, che soffre la pressione dei difensori in un attacco a due punte e fatica in assenza di un centravanti di ruolo; Pulisic risulterebbe infatti molto più efficace in un tridente largo a destra, posizione che gli ha permesso di eccellere nei suoi primi anni a Milano. A complicare il quadro si aggiunge la scarsa intesa con Rafael Leao, con i due che spesso tendono a ignorarsi o a compiere movimenti sfasati in campo. Questa situazione di stallo ha portato al congelamento del rinnovo contrattuale e apre seri interrogativi sul futuro: se il Milan dovesse mantenere l'attuale assetto tattico, il giocatore potrebbe valutare nuove strade, sperando di sfruttare la vetrina del prossimo Mondiale per rilanciarsi e attirare l'interesse di altri club, mentre la società valuta una profonda ristrutturazione di un reparto offensivo apparso in grande affanno.