Il Milan di Amorim: formazione, rebus Leao e modulo.

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GDS: il modulo di riferimento di Ruben Amorim è il 3-4-2-1 (o in alternativa il 3-4-3), un sistema basato su concetti precisi: difensori centrali capaci di impostare con piedi buoni, esterni aggressivi, trequartisti abili nei mezzi spazi e un centravanti di spessore fisico in grado di dare profondità. Il tecnico portoghese è noto per essere piuttosto integralista e coerente con la sua filosofia, basata su intensità, verticalità, pressione e un calcio spiccatamente offensivo, in linea con i desideri espressi da Cardinale dopo il licenziamento di Allegri. Rispetto al 3-5-2 di quest'ultimo, il Milan si troverà su un altro pianeta a livello concettuale, proponendo una difesa che inizia nella metà campo avversaria, correndo in avanti con l'obiettivo prioritario di recuperare la palla il più velocemente possibile.

Passando dai concetti alla pratica, il Milan si presenta attualmente come un cantiere totale a causa di giocatori in scadenza (o vicini a esserlo) e altri non convinti della rivoluzione societaria, rendendo la rosa per la stagione 2026-27 una pura ipotesi soggetta a mille variabili. Nonostante ciò, si può riflettere su chi beneficerebbe dell'arrivo di Amorim. Tra questi c'è sicuramente Pavlovic, una delle colonne da cui il club vuole ripartire, reduce da un clamoroso miglioramento sotto la guida di Allegri; se una linea a quattro avrebbe rappresentato un punto di domanda per la sua resa, la difesa a tre favorirà la sua crescita. Tuttavia, poiché le capacità di Pavlovic in fase di avvio della manovra sono limitate, diventerà necessario affianmargli uno o due compagni dai piedi educati. Considerando che Gabbia garantisce l'ordinaria amministrazione e Tomori non fa della tecnica il suo punto di forte, il Milan dovrà intervenire sul mercato, fermo restando che De Winter potrebbe avere qualche chance in più.

Un ruolo vitale nel gioco di Amorim è ricoperto dagli esterni, che devono creare superiorità numerica e agire come attaccanti aggiunti: una situazione in cui Saelemaekers potrebbe trovarsi molto bene avendo tali caratteristiche nelle proprie corde, mentre lo scenario sulla corsia opposta con Bartesaghi rimane meno evidente e la situazione di Estupinan è tutta da verificare. A centrocampo la composizione della mediana resta un terno al lotto, ma Jashari rappresenta un prospetto molto interessante per il portoghese per età, approccio e caratteristiche, essendo un giocatore di lotta e di governo che tornerà utile dopo una stagione condizionata da un lungo infortunio. Avanzando sulla trequarti nel 3-4-2-1, una coppia formata da Pulisic e Nkunku si adatterebbe decisamente bene, essendo entrambi esperti nel gioco tra le linee gradito al nuovo allenatore.

Nel caso in cui si optasse per il 3-4-3, si apre una riflessione su Rafa Leao. La cronaca evidenzia due dati di fatto: il portoghese vuole andarsene e il Milan intende cederlo, a meno che Amorim non decida di fare l'ennesimo allenatore "crocerossino" con la missione di renderlo un calciatore completo. Al momento, tuttavia, non ci sono offerte da circa 50 milioni di euro che il club potrebbe prendere in considerazione e, se non ne arrivassero, Leao sarebbe costretto a restare controvoglia e in condizioni ambientali pessime. In tale eventualità, quel tridente d'attacco potrebbe comunque fare gola; gli esterni offensivi di Amorim non sono puri ma devono accentrarsi per aprire spazi alle percussioni delle ali, permettendo così di trovare una soluzione tattica. Sebbene l'ipotesi della permanenza di Rafa resti una suggestione da fantacalcio di metà giugno, non vi è motivo di scartarla a priori.

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GDS: il modulo di riferimento di Ruben Amorim è il 3-4-2-1 (o in alternativa il 3-4-3), un sistema basato su concetti precisi: difensori centrali capaci di impostare con piedi buoni, esterni aggressivi, trequartisti abili nei mezzi spazi e un centravanti di spessore fisico in grado di dare profondità. Il tecnico portoghese è noto per essere piuttosto integralista e coerente con la sua filosofia, basata su intensità, verticalità, pressione e un calcio spiccatamente offensivo, in linea con i desideri espressi da Cardinale dopo il licenziamento di Allegri. Rispetto al 3-5-2 di quest'ultimo, il Milan si troverà su un altro pianeta a livello concettuale, proponendo una difesa che inizia nella metà campo avversaria, correndo in avanti con l'obiettivo prioritario di recuperare la palla il più velocemente possibile.

Passando dai concetti alla pratica, il Milan si presenta attualmente come un cantiere totale a causa di giocatori in scadenza (o vicini a esserlo) e altri non convinti della rivoluzione societaria, rendendo la rosa per la stagione 2026-27 una pura ipotesi soggetta a mille variabili. Nonostante ciò, si può riflettere su chi beneficerebbe dell'arrivo di Amorim. Tra questi c'è sicuramente Pavlovic, una delle colonne da cui il club vuole ripartire, reduce da un clamoroso miglioramento sotto la guida di Allegri; se una linea a quattro avrebbe rappresentato un punto di domanda per la sua resa, la difesa a tre favorirà la sua crescita. Tuttavia, poiché le capacità di Pavlovic in fase di avvio della manovra sono limitate, diventerà necessario affianmargli uno o due compagni dai piedi educati. Considerando che Gabbia garantisce l'ordinaria amministrazione e Tomori non fa della tecnica il suo punto di forte, il Milan dovrà intervenire sul mercato, fermo restando che De Winter potrebbe avere qualche chance in più.

Un ruolo vitale nel gioco di Amorim è ricoperto dagli esterni, che devono creare superiorità numerica e agire come attaccanti aggiunti: una situazione in cui Saelemaekers potrebbe trovarsi molto bene avendo tali caratteristiche nelle proprie corde, mentre lo scenario sulla corsia opposta con Bartesaghi rimane meno evidente e la situazione di Estupinan è tutta da verificare. A centrocampo la composizione della mediana resta un terno al lotto, ma Jashari rappresenta un prospetto molto interessante per il portoghese per età, approccio e caratteristiche, essendo un giocatore di lotta e di governo che tornerà utile dopo una stagione condizionata da un lungo infortunio. Avanzando sulla trequarti nel 3-4-2-1, una coppia formata da Pulisic e Nkunku si adatterebbe decisamente bene, essendo entrambi esperti nel gioco tra le linee gradito al nuovo allenatore.

Nel caso in cui si optasse per il 3-4-3, si apre una riflessione su Rafa Leao. La cronaca evidenzia due dati di fatto: il portoghese vuole andarsene e il Milan intende cederlo, a meno che Amorim non decida di fare l'ennesimo allenatore "crocerossino" con la missione di renderlo un calciatore completo. Al momento, tuttavia, non ci sono offerte da circa 50 milioni di euro che il club potrebbe prendere in considerazione e, se non ne arrivassero, Leao sarebbe costretto a restare controvoglia e in condizioni ambientali pessime. In tale eventualità, quel tridente d'attacco potrebbe comunque fare gola; gli esterni offensivi di Amorim non sono puri ma devono accentrarsi per aprire spazi alle percussioni delle ali, permettendo così di trovare una soluzione tattica. Sebbene l'ipotesi della permanenza di Rafa resti una suggestione da fantacalcio di metà giugno, non vi è motivo di scartarla a priori.

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In pratica, a parte un difensore dai piedi educati (quelli buoni costano, quindi si andrà su una scommessa), se ci si adatta al 3-4-3 la rosa va bene così, con Leao che resta.
Tutto molto buono per le casse di Gerry.
 

Clarenzio

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GDS: il modulo di riferimento di Ruben Amorim è il 3-4-2-1 (o in alternativa il 3-4-3), un sistema basato su concetti precisi: difensori centrali capaci di impostare con piedi buoni, esterni aggressivi, trequartisti abili nei mezzi spazi e un centravanti di spessore fisico in grado di dare profondità. Il tecnico portoghese è noto per essere piuttosto integralista e coerente con la sua filosofia, basata su intensità, verticalità, pressione e un calcio spiccatamente offensivo, in linea con i desideri espressi da Cardinale dopo il licenziamento di Allegri. Rispetto al 3-5-2 di quest'ultimo, il Milan si troverà su un altro pianeta a livello concettuale, proponendo una difesa che inizia nella metà campo avversaria, correndo in avanti con l'obiettivo prioritario di recuperare la palla il più velocemente possibile.

Passando dai concetti alla pratica, il Milan si presenta attualmente come un cantiere totale a causa di giocatori in scadenza (o vicini a esserlo) e altri non convinti della rivoluzione societaria, rendendo la rosa per la stagione 2026-27 una pura ipotesi soggetta a mille variabili. Nonostante ciò, si può riflettere su chi beneficerebbe dell'arrivo di Amorim. Tra questi c'è sicuramente Pavlovic, una delle colonne da cui il club vuole ripartire, reduce da un clamoroso miglioramento sotto la guida di Allegri; se una linea a quattro avrebbe rappresentato un punto di domanda per la sua resa, la difesa a tre favorirà la sua crescita. Tuttavia, poiché le capacità di Pavlovic in fase di avvio della manovra sono limitate, diventerà necessario affianmargli uno o due compagni dai piedi educati. Considerando che Gabbia garantisce l'ordinaria amministrazione e Tomori non fa della tecnica il suo punto di forte, il Milan dovrà intervenire sul mercato, fermo restando che De Winter potrebbe avere qualche chance in più.

Un ruolo vitale nel gioco di Amorim è ricoperto dagli esterni, che devono creare superiorità numerica e agire come attaccanti aggiunti: una situazione in cui Saelemaekers potrebbe trovarsi molto bene avendo tali caratteristiche nelle proprie corde, mentre lo scenario sulla corsia opposta con Bartesaghi rimane meno evidente e la situazione di Estupinan è tutta da verificare. A centrocampo la composizione della mediana resta un terno al lotto, ma Jashari rappresenta un prospetto molto interessante per il portoghese per età, approccio e caratteristiche, essendo un giocatore di lotta e di governo che tornerà utile dopo una stagione condizionata da un lungo infortunio. Avanzando sulla trequarti nel 3-4-2-1, una coppia formata da Pulisic e Nkunku si adatterebbe decisamente bene, essendo entrambi esperti nel gioco tra le linee gradito al nuovo allenatore.

Nel caso in cui si optasse per il 3-4-3, si apre una riflessione su Rafa Leao. La cronaca evidenzia due dati di fatto: il portoghese vuole andarsene e il Milan intende cederlo, a meno che Amorim non decida di fare l'ennesimo allenatore "crocerossino" con la missione di renderlo un calciatore completo. Al momento, tuttavia, non ci sono offerte da circa 50 milioni di euro che il club potrebbe prendere in considerazione e, se non ne arrivassero, Leao sarebbe costretto a restare controvoglia e in condizioni ambientali pessime. In tale eventualità, quel tridente d'attacco potrebbe comunque fare gola; gli esterni offensivi di Amorim non sono puri ma devono accentrarsi per aprire spazi alle percussioni delle ali, permettendo così di trovare una soluzione tattica. Sebbene l'ipotesi della permanenza di Rafa resti una suggestione da fantacalcio di metà giugno, non vi è motivo di scartarla a priori.

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Non considerando volutamente l'organigramma della società per non farmi troppo male, guardo solo la squadra in rapporto alle idee del tecnico:
Difensore tecnico: Thiaw, plusvalenza
Esterno alto: Theo regalato
Attacco: esterni alti incapaci di portare il primo pressing
Prima punta: mancante da anni

E tralascio il capitolo centrocampo, lì salvo miracoli sarebbe tutto da rifare.
 

Cm Punk

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Alla fine se ne andranno Modric e Rabiot, forse gli unici giocatori decenti che abbiamo
 

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