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GDS: Il raduno del Milan a Milanello segna un netto momento di ripartenza rispetto alla deludente conclusione della scorsa stagione, caratterizzata dalle contestazioni del pubblico per la mancata qualificazione in Champions League e dalle tensioni interne che hanno portato all'addio di Allegri e dell'intera dirigenza. La svolta impressa dal proprietario Gerry Cardinale si concretizza in un assetto societario rinnovato e nell'ingaggio del tecnico Ruben Amorim, reduce dall'esperienza di Manchester e fortemente motivato a vincere, tanto da essersi già stabilito nella storica camera numero 5 di Milanello, un tempo occupata da Sacchi, Capello e Ancelotti. Per mostrare la sua vicinanza al nuovo corso, Cardinale è arrivato a Carnago in elicottero — un trasferimento rapido dettato da esigenze d'agenda che ha ricordato lo stile di Silvio Berlusconi — trascorrendo l'intera giornata con il gruppo, pranzando accanto a Gabbia, accogliendo i nuovi arrivi e chiedendo espressamente ai calciatori italiani di trasmettere il senso di identità rossonera ai più giovani. Sul fronte tecnico, Amorim ha inaugurato i lavori con un discorso motivazionale in palestra, parlando in inglese e offrendo totale supporto e protezione ai suoi giocatori, a patto che garantiscano il massimo impegno e una concentrazione ferrea fin da subito. Sul campo, davanti a centinaia di tifosi festanti (sebbene fosse assente la Curva Sud), l'allenatore portoghese si è mostrato estremamente attivo nel proporre il suo credo tattico basato sul modulo 3-4-2-1, guidando personalmente i movimenti, richiamando la squadra alla costruzione dal basso, alla velocità nei passaggi e a un pressing costante attraverso sessioni ad alta intensità e con pochissime pause. In attesa del rientro del capitano Maignan, i difensori Gabbia e Pavlovic hanno guidato un gruppo che la società intende puntellare sul mercato solo dopo aver valutato i giovani e i rientri dai prestiti, come concordato nel vertice pomeridiano tra Cardinale, il tecnico e i dirigenti Calvelli, Almstadt e Gardiner. L'obiettivo finale di questo nuovo progetto triennale è chiaro e ambizioso: ritrovare compattezza, proporre un calcio offensivo e dominante e puntare con decisione alla vittoria dello scudetto della seconda stella.