Maldini: Italia in pressing. Ruolo centrale e piena autonomia.

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GDS: Il percorso di rifondazione della Nazionale italiana di calcio, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali a causa della sconfitta contro la Bosnia e le successive dimissioni di Gabriele Gravina, è entrato in una fase cruciale con l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc col 68,58% dei voti. La strategia condivisa da Malagò e dai club di Serie A per dare stabilità all'ambiente e invertire la rotta prevede un piano ben preciso che si articola su due figure chiave: Paolo Maldini e Antonio Conte. L'idea fondamentale è quella di affidare a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico di un Club Italia completamente ridisegnato, che andrebbe ad accorpare sotto un unico vertice decisionale tre strutture fino ad oggi separate: il Club Italia stesso, il settore tecnico federale e il settore giovanile. Questa configurazione, ideata originariamente da Gravina, darebbe a Maldini una centralità e un'autonomia mai viste prima nel calcio italiano, permettendogli di guidare la visione complessiva del sistema. Maldini, che sta valutando attentamente la proposta focalizzandosi sulle reali prospettive di autonomia e responsabilità, avrebbe il compito propedeutico di scegliere il nuovo commissario tecnico, la cui nomina dovrà poi essere approvata dai consiglieri federali. L'obiettivo principale per la panchina è Antonio Conte, sostenuto fortemente dalle società di Serie A e da consiglieri come Marotta e Chiellini, che preferiscono il tecnico salentino a Roberto Mancini; i club desiderano infatti instaurare un rapporto di stretta fiducia e dialogo con il nuovo CT per la gestione di stage e convocazioni, ritenendo Conte l'uomo più adatto a incidere profondamente in breve tempo, mentre su Mancini pesa ancora il recente trasferimento in Arabia Saudita oltre a questioni di opportunità legate al suo legame con Malagò. All'interno di questo rinnovato Club Italia potrebbe trovare spazio anche Gianfranco Zola, reduce dall'esperienza delle riforme sui giovani in Lega Pro, nel ruolo di vice. Le prossime ore e il consiglio federale di mercoledì prossimo saranno decisivi per capire se Maldini, che festeggia il suo cinquantottesimo compleanno, accetterà questa sfida guidato da una scelta di cuore, a patto che gli venga garantito il pieno rispetto del raggio d'azione richiesto per far ripartire il calcio italiano nelle prossime due stagioni di legislatura.

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GDS: Il percorso di rifondazione della Nazionale italiana di calcio, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali a causa della sconfitta contro la Bosnia e le successive dimissioni di Gabriele Gravina, è entrato in una fase cruciale con l'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc col 68,58% dei voti. La strategia condivisa da Malagò e dai club di Serie A per dare stabilità all'ambiente e invertire la rotta prevede un piano ben preciso che si articola su due figure chiave: Paolo Maldini e Antonio Conte. L'idea fondamentale è quella di affidare a Paolo Maldini il ruolo di direttore tecnico di un Club Italia completamente ridisegnato, che andrebbe ad accorpare sotto un unico vertice decisionale tre strutture fino ad oggi separate: il Club Italia stesso, il settore tecnico federale e il settore giovanile. Questa configurazione, ideata originariamente da Gravina, darebbe a Maldini una centralità e un'autonomia mai viste prima nel calcio italiano, permettendogli di guidare la visione complessiva del sistema. Maldini, che sta valutando attentamente la proposta focalizzandosi sulle reali prospettive di autonomia e responsabilità, avrebbe il compito propedeutico di scegliere il nuovo commissario tecnico, la cui nomina dovrà poi essere approvata dai consiglieri federali. L'obiettivo principale per la panchina è Antonio Conte, sostenuto fortemente dalle società di Serie A e da consiglieri come Marotta e Chiellini, che preferiscono il tecnico salentino a Roberto Mancini; i club desiderano infatti instaurare un rapporto di stretta fiducia e dialogo con il nuovo CT per la gestione di stage e convocazioni, ritenendo Conte l'uomo più adatto a incidere profondamente in breve tempo, mentre su Mancini pesa ancora il recente trasferimento in Arabia Saudita oltre a questioni di opportunità legate al suo legame con Malagò. All'interno di questo rinnovato Club Italia potrebbe trovare spazio anche Gianfranco Zola, reduce dall'esperienza delle riforme sui giovani in Lega Pro, nel ruolo di vice. Le prossime ore e il consiglio federale di mercoledì prossimo saranno decisivi per capire se Maldini, che festeggia il suo cinquantottesimo compleanno, accetterà questa sfida guidato da una scelta di cuore, a patto che gli venga garantito il pieno rispetto del raggio d'azione richiesto per far ripartire il calcio italiano nelle prossime due stagioni di legislatura.

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Chissà come mai la rosea spinge tanto per Maldini in nazionale ...
 

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