Italia: Pirlo in pole. Buffon pronto al rientro.

Ruuddil23

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Buona scelta secondo me. Di rottura con passato e tradizioni (logore).

Resta comunque un punto interrogativo, ma di certezze ormai in Italia non ce ne sono più. Anzi, sono proprio le nostre certezze ad averci fatto perdere il contatto con la realtà del calcio che ci circonda. Le nostre certezze di un calcio finito e strafinito che non si gioca più da anni nel resto del mondo.
Spero tu abbia ragione, del resto non sarei stato entusiasta né di Mancini né di Conte per diversi motivi, l'avevo già detto. Dei giovani però mi sembra ci sia qualcuno che ha dimostrato qualcosa più di Pirlo.
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Niente, continuerò a nonvedere neanche una partita di questa cloaca di nazionale.
È incredibile che pur di far finta di 'cambiare' si vada a raccattare :poop: inutile
 
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Spero tu abbia ragione, del resto non sarei stato entusiasta né di Mancini né di Conte per diversi motivi, l'avevo già detto. Dei giovani però mi sembra ci sia qualcuno che ha dimostrato qualcosa più di Pirlo.
sì, però allenare le nazionali è diverso che allenare i club. Un conto è se prendi come CT un Klopp o un Guardiola, allenatori dal valore indiscusso, top dei top. Un conto è scegliere tra Palladino (che comunque a me non fa schifo) e Pirlo.
Vai a vedere chi ha vinto mondiali ed europei, spesso e volentieri si tratta di CT sconosciuti al calcio dei club.

Se appunto non prendi Klopp e Guardiola, secondo me, il salto nel buio è inevitabile se vuoi ricominciare tutto da capo. Io gli farei un contratto di 8 anni a Pirlo e provi a ricominciare da capo col calcio italiano, partendo dalle nazionali giovanili. Se invece prendi un Pirlo qualsiasi e questo dovrà essere valutato di partita in partita di nations league e di amichevole in amichevole, non andrebbe bene nemmeno Guardiola.
 
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GDS: Il processo di selezione per il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, che guiderà gli azzurri nel quadriennio fino al Mondiale 2030, sta per giungere a conclusione attraverso una svolta metodologica senza precedenti, caratterizzata da una decisione condivisa in cui la componente tecnica, guidata da Paolo Maldini (direttore tecnico del Club Italia) e dal suo consigliere Leonardo, ha un peso decisivo rispetto alla tradizionale prerogativa esclusiva del presidente della Figc Giovanni Malagò. All'interno della "short list" dei candidati, composta da Andrea Pirlo, Antonio Conte, Roberto Mancini e Pep Guardiola, il profilo di Pirlo si è guadagnato la prima fila, rispondendo perfettamente all'identikit di un tecnico giovane, con un passato da calciatore vincente e desideroso di affermarsi in panchina, una scommessa che Maldini e Leonardo sono pronti a percorrere senza timore di rischiare. Tra gli altri sfidanti, Antonio Conte rappresenta la certezza dell'impatto motivazionale immediato ed è stato a lungo in vantaggio prima del coinvolgimento di Maldini, Roberto Mancini offre una visione di gioco affine a quella della direzione tecnica ma sconta la preferenza per un profilo più giovane, mentre Pep Guardiola rimane una suggestione affascinante per la quale si sta ancora valutando la complessa compatibilità economica e commerciale legata agli sponsor. Il verdetto definitivo è atteso entro l'inizio della prossima settimana, in vista del vertice di giovedì 23 luglio a Milano, dove Malagò, Maldini e Leonardo presenteranno i propri programmi e la rivoluzione del Club Italia all'Assemblea di Lega della Serie A; in questa sede verrà illustrato il percorso che ha portato alla scelta del nuovo CT, e i club della massima serie potrebbero persino decidere di contribuire finanziariamente al suo ingaggio, mentre il Consiglio federale della Figc si limiterà a prendere atto della nomina finale senza diritto di voto.

Sempre la GDS: il nuovo corso della Nazionale italiana, guidato dal neo-presidente della FIGC Giovanni Malagò, punta a una profonda rivoluzione strutturale e tecnica per risollevare un sistema calcio in forte crisi, scivolato al 15° posto del ranking mondiale dopo la dolorosa eliminazione subita a Zenica, in Bosnia. Questa rifondazione viaggia su binari paralleli: da un lato la scelta imminente del nuovo commissario tecnico per il prossimo quadriennio, con Andrea Pirlo in pole position; dall'altro, la ristrutturazione del Club Italia, che si configurerà come un vero e proprio club professionistico. Per facilitare il dialogo con le società, verrà aperto un presidio a Milano, presso la sede della Lega Serie A, che vedrà la presenza costante del direttore tecnico Paolo Maldini e dell'advisor Leonardo. Il fulcro di questa svolta si basa sul ritorno dei grandi campioni del passato — Maldini, Pirlo e Gigi Buffon — i quali insieme vantano ben 418 presenze in azzurro. In particolare, Malagò e Maldini intendono richiamare Buffon, dimessosi lo scorso aprile dopo il fallimento della spedizione mondiale legato alla sua scelta di puntare su Rino Gattuso per il post-Spalletti. Buffon, che già nel 2024 aveva accarezzato l'idea di farsi da parte dopo l'eliminazione dagli Europei contro la Svizzera prima di essere convinto a restare dall'ex presidente Gravina, riceverà presto un'offerta per un ruolo inedito e di primo piano all'interno dell'organigramma del nuovo Club Italia. Non si tratterà più della figura formale del capodelegazione ricoperta in passato, ma di una carica di grande responsabilità istituzionale e operativa, sul modello della leggendaria figura di Gigi Riva, volta a mettere i calciatori nelle migliori condizioni possibili per performare in campo e a ridisegnare l'intero movimento, dai centri federali alla valorizzazione dei giovani talenti.

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Vado controcorrente.. in questa fase la scelta del CT non è di importanza primaria, può andare bene anche un Pirlo.

La cosa fondamentale per far ripartire il movimento è tutto ciò che sta a valle della nazionale maggiore. Va avviato un progetto di medio-lungo termine, senza talenti generazionali dobbiamo strutturare tutte le categorie con lo stesso impianto di gioco, metodologia e criteri di gestione, prediligendo il calcio all'atletica.

Non sarà facile, va fatto un lavoro capillare sugli allenatori delle giovanili, serve cambiare metodologia a tutti e ci saranno certamente reticenze e ostruzionismi di chi teme un cambiamento dello status quo e sappiamo che essendoci di mezzo anche soldoni quando si parla di giovani talenti non è scontato avere appoggio incondizionato da tutti i pezzi del "sistema".

La cosa più difficile in assoluto cmq sarà avere la pazienza e la comprensione dell'opinione pubblica nel sostenere il cambiamento anche se ci saranno difficoltà iniziali.. su questo sono parecchio scettico.
 
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Vado controcorrente.. in questa fase la scelta del CT non è di importanza primaria, può andare bene anche un Pirlo.

La cosa fondamentale per far ripartire il movimento è tutto ciò che sta a valle della nazionale maggiore. Va avviato un progetto di medio-lungo termine, senza talenti generazionali dobbiamo strutturare tutte le categorie con lo stesso impianto di gioco, metodologia e criteri di gestione, prediligendo il calcio all'atletica.

Non sarà facile, va fatto un lavoro capillare sugli allenatori delle giovanili, serve cambiare metodologia a tutti e ci saranno certamente reticenze e ostruzionismi di chi teme un cambiamento dello status quo e sappiamo che essendoci di mezzo anche soldoni quando si parla di giovani talenti non è scontato avere appoggio incondizionato da tutti i pezzi del "sistema".

La cosa più difficile in assoluto cmq sarà avere la pazienza e la comprensione dell'opinione pubblica nel sostenere il cambiamento anche se ci saranno difficoltà iniziali.. su questo sono parecchio scettico.
concordo su tutto, soprattutto sulla parte in grassetto.
 

Dave90

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Quando qualcuno diceva che se Maldini fosse rimasto avrebbe, prima o poi, ingaggiato Pirlo, mi sembrava una fesseria. Invece mi sa tanto che era vero. Mi verrebbe da dire "scampato pericolo", se non fossimo riusciti a fare disastri ugualmente. In ogni caso, mi sembra una scelta davvero assurda, mi aspettavo decisamente altro.
 

fabri47

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Ricordo sempre che l'Italia ha vinto avendo come CT allenatori con curriculum. Discontinuità sì, ma con criterio.

E per me fino a che ci sarà Buffon di mezzo, è una presa in giro il "rinnovamento".
 

hiei87

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Baldini ad onor del vero è il simbolo di tutto ciò ed è lì proprio esclusivamente grazie a quello, visto che è amico di famiglia dei Buffon e c'è un legame storico dovuto alla congrega di Massa e Carrara.

Letteralmente nessun operatore di calcio al mondo diverso da Buffon avrebbe mai potuto pensare a Baldini.
È comunque uno che ha fatto della gavetta, ottenuto dei buoni risultati, anche recentemente, e ci sa fare coi giovani. In carriera è stato limitato perché fondamentalmente è matto, però le competenze per allenare un under 21 le ha e lo ha dimostrato.
Non dico dovesse essere promosso in nazionale maggiore, perché sarebbe stato effettivamente troppo, però Pirlo che competenze ha? Come Gattuso prima di lui, in carriera ha collezionato solo fallimenti.
 

Djerry

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È comunque uno che ha fatto della gavetta, ottenuto dei buoni risultati, anche recentemente, e ci sa fare coi giovani. In carriera è stato limitato perché fondamentalmente è matto, però le competenze per allenare un under 21 le ha e lo ha dimostrato.
Non dico dovesse essere promosso in nazionale maggiore, perché sarebbe stato effettivamente troppo, però Pirlo che competenze ha? Come Gattuso prima di lui, in carriera ha collezionato solo fallimenti.

Ah ok, io mi riferivo più al discorso della selezione per amicizie e raccomandazioni. Perché dici bene sulla carriera di Baldini, ma allora ne trovi altre 50 simili o migliori.
Mi pare infatti che ci stiamo incartando troppo sul discorso curriculum, e quoto in pieno @Nevergiveup qui sopra.

Anche perché c'è un problema di fondo che non si può ignorare: allenare la nazionale è oggettivamente molto diverso che allenare un club.
Chiedere a Sacchi per aggiornamenti. Mentre per esempio non lo si può chiedere a Bearzot, Vicini e papà Cesare, che hanno in pratica fatto solo uno dei due mestieri.
Ma ci si potrebbe sbizzarrire anche andando in giro all'estero (De la Fuente non è mai arrivato nei primi 10 in un campionato e non allena un club da 15 anni).

Mi sembra che si stia facendo troppo l'errore di considerare il CT, e quindi i vari curricula, come la genesi e l'origine del rinnovamento richiesto, quando in realtà deve esserne solo lo strumento.
O al massimo un segnale di spaccatura per la narrazione, ma mi piace pensare che Paolo abbia una visione un po' più ampia.
 
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