Rajoy:"Francia ottima squadra ma senza francesi". È polemica

Maurizio91

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Quella della nazionalità è una diatriba non semplice da sciogliere. O meglio, da un punto di vista legislativo è stata sciolta, e si è deciso di considerare francese (o altra nazionalita) chi nasce e cresce in Francia.

Ma quell'individuo è effettivamente un francese? Solamente guardandoli la risposta naturale sarebbe no, e a questa conclusione ci arriverebbero pure i popoli dell'era dell'impero Romano, dove i romani..erano i romani, i galli i galli, i siriani i siriani etc. al di là di dove nascevano.

Prendiamo il caso Yamal, figlio di genitori del Marocco e della guinea equatoriale. Egli è nato e cresciuto in un quartiere spagnolo, quindi è considerato cittadino spagnolo.

La legge ha deciso che anche se nasci tondo noi ti consideriamo quadrato se cresci tra i quadrati.

Ma proviamo ad estremizzare la scelta legislativa:

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in una stazione spaziale che orbita attorno la Terra, è inglese o spaziale/internazionale?

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in un pianeta lontano abitato da alieni verdi, è inglese o "verdiano"? Se non neppure più essere umano (ma le sue fattezze genetiche e fenotipiche sono ancora quelle umane)?
 

Marilson

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Quella della nazionalità è una diatriba non semplice da sciogliere. O meglio, da un punto di vista legislativo è stata sciolta, e si è deciso di considerare francese (o altra nazionalita) chi nasce e cresce in Francia.

Ma quell'individuo è effettivamente un francese? Solamente guardandoli la risposta naturale sarebbe no, e a questa conclusione ci arriverebbero pure i popoli dell'era dell'impero Romano, dove i romani..erano i romani, i galli i galli, i siriani i siriani etc. al di là di dove nascevano.

Prendiamo il caso Yamal, figlio di genitori del Marocco e della guinea equatoriale. Egli è nato e cresciuto in un quartiere spagnolo, quindi è considerato cittadino spagnolo.

La legge ha deciso che anche se nasci tondo noi ti consideriamo quadrato se cresci tra i quadrati.

Ma proviamo ad estremizzare la scelta legislativa:

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in una stazione spaziale che orbita attorno la Terra, è inglese o spaziale/internazionale?

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in un pianeta lontano abitato da alieni verdi, è inglese o "verdiano"? Se non neppure più essere umano (ma le sue fattezze genetiche e fenotipiche sono ancora quelle umane)?
Star Trek ci viene in soccorso :sisi:

Il Luogotenente comandante Worf, imbarcato sulla USS Enterprise e' un ottimo esempio :sisi:. Viveva su una colonia Klingon, i suoi genitori sono stati uccisi dai Romulani. E' stato adottato da una famiglia di umani e cresciuto sulla Terra. Nonostante sia arruolato nella Federazione, si considera comunque un Klingon. Tra l'altro nella Federazione il concetto di nazionalita' non sembra esistere, si parla solo di pianeta/popolo di appartenenza.
 

Maurizio91

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Star Trek ci viene in soccorso :sisi:

Il Luogotenente comandante Worf, imbarcato sulla USS Enterprise e' un ottimo esempio :sisi:. Viveva su una colonia Klingon, i suoi genitori sono stati uccisi dai Romulani. E' stato adottato da una famiglia di umani e cresciuto sulla Terra. Nonostante sia arruolato nella Federazione, si considera comunque un Klingon. Tra l'altro nella Federazione il concetto di nazionalita' non sembra esistere, si parla solo di pianeta/popolo di appartenenza.
Se avessero prodotto il telefilm in questi anni e non negli anni 70 è probabile che tale Worf non avrebbe mai rivendicato le proprie origini (gesto peraltro di rispetto e dignità verso i klingon stessi, perfino in linea con la DUDU dell' onu del 1948) ma avrebbe abbracciato l'umana specie al suon dell' inclusivita' indiscriminata, e tanti saluti ai klingon, ormai un lontano ricordo
 

Marilson

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Se avessero prodotto il telefilm in questi anni e non negli anni 70 è probabile che tale Worf non avrebbe mai rivendicato le proprie origini (gesto peraltro di rispetto e dignità verso i klingon stessi, perfino in linea con la DUDU dell' onu del 1948) ma avrebbe abbracciato l'umana specie al suon dell' inclusivita' indiscriminata, e tanti saluti ai klingon, ormai un lontano ricordo

Worf pero' e' nato nel 2340 :asd:
 
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Oggettivamente è sostituzione etnica, pure se sono nati e cresciuti in Francia. Tutto giustificato con il dover sostenere lo schema Ponzi pensionistico (ma riformare e tagliare a chi non meritava mai, eh?), continuando ad arricchire mafia, coop e grandi industriali. Quando il cattivo e patriarcale maschio caucasico sarà estinto l'umanità si godrà il paradiso in terra creato dagli afromuslim, i produttivi sudamericani e gli asiatici.
 
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Quella della nazionalità è una diatriba non semplice da sciogliere. O meglio, da un punto di vista legislativo è stata sciolta, e si è deciso di considerare francese (o altra nazionalita) chi nasce e cresce in Francia.

Ma quell'individuo è effettivamente un francese? Solamente guardandoli la risposta naturale sarebbe no, e a questa conclusione ci arriverebbero pure i popoli dell'era dell'impero Romano, dove i romani..erano i romani, i galli i galli, i siriani i siriani etc. al di là di dove nascevano.

Prendiamo il caso Yamal, figlio di genitori del Marocco e della guinea equatoriale. Egli è nato e cresciuto in un quartiere spagnolo, quindi è considerato cittadino spagnolo.

La legge ha deciso che anche se nasci tondo noi ti consideriamo quadrato se cresci tra i quadrati.

Ma proviamo ad estremizzare la scelta legislativa:

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in una stazione spaziale che orbita attorno la Terra, è inglese o spaziale/internazionale?

- se un essere umano, figlio di due inglesi, nasce e cresce in un pianeta lontano abitato da alieni verdi, è inglese o "verdiano"? Se non neppure più essere umano (ma le sue fattezze genetiche e fenotipiche sono ancora quelle umane)?
Confondi il concetto di cittadinanza con quello di nazionalità. La cittadinanza è uno strumento giuridico storicamente ideato per distinguere cittadini e non cittadini e collegare un diverso trattamento in base allo status(roba, fortunatamente, ormai superata), la nazionalità è un concetto di tipo culturale per il quale non esiste alcun tipo di riconoscimento materiale.
Per quanto riguarda la cittadinanza, nessuno Stato al Mondo richiede determinate caratteristiche fenotipiche come requisito per concedere o meno la cittadinanza, quindi ha zero senso considerarlo un criterio.

PS: visto che li hai citati, i Romani davano la cittadinanza un po’ a “cani e porci” se lo reputavano politicamente conveniente, la dinastia dei Severi era di origini nord-africane eccetera eccetera eccetera.
 

Maurizio91

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Confondi il concetto di cittadinanza con quello di nazionalità. La cittadinanza è uno strumento giuridico storicamente ideato per distinguere cittadini e non cittadini e collegare un diverso trattamento in base allo status(roba, fortunatamente, ormai superata), la nazionalità è un concetto di tipo culturale per il quale non esiste alcun tipo di riconoscimento materiale.
Per quanto riguarda la cittadinanza, nessuno Stato al Mondo richiede determinate caratteristiche fenotipiche come requisito per concedere o meno la cittadinanza, quindi ha zero senso considerarlo un criterio.

PS: visto che li hai citati, i Romani davano la cittadinanza un po’ a “cani e porci” se lo reputavano politicamente conveniente, la dinastia dei Severi era di origini nord-africane eccetera eccetera eccetera.
Eh ma infatti diciamolo chiaramente che sono due cose diverse. La cittadinanza è il concetto propriamente "ideato" per tirare una linea di demarcazione che permette di inserire un essere umano in questa o quella nazione con relativo status e diritti. Non ha appunto niente a che fare con la nazionalità che è un'altra cosa e che andrebbe tenuta a mente proprio per non mancare di rispetto alle origini di miliardi di persone. Ma temo che parte degli individui di origine africana siano i primi a rinnegare le loro origini e di corsa affermare il loro essere svedesi doc anche se palesemente zingari, somali o algerini.
Eppure tutti conosciamo siciliani e calabresi che si considerano, giustamente, tali anche se vivono a Padova da 35 anni. E italiani, nati e cresciuti negli stati uniti per il trasferimento a suo tempo dei nonni per lavoro, che si considerano italiani pure se l'italia l'hanno viste 5 volte.

E' il concetto di "invasione ideologica" che è alla base di tutti sti dissidi e che portano voti al vannacci di turno. A me piace il concetto di mauro scardovelli o altri per cui il confine geografico di una nazione ha anche una corrispondenza con un confine mentale identitario; si grida subito al razzismo ma è risaputo che i timori di molti non sono legati all'altro ma alla sensazione di invasione personale
 
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