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Paolo Maldini ha iniziato ufficialmente il suo nuovo e cruciale percorso all'interno della FIGC, dove ricoprirà contemporaneamente il ruolo di direttore tecnico della Nazionale e di presidente del Club Italia. Questo doppio incarico rappresenta una forte rottura con il passato e segna l'avvio di una vera e propria rivoluzione voluta dal presidente Giovanni Malagò; per la prima volta, infatti, la guida del Club Italia non coincide con la presidenza della Federcalcio ma viene affidata a una figura strettamente legata al campo, che lavorerà in stretta sinergia con Leonardo. La priorità assoluta e più urgente nell'agenda dell'ex bandiera del Milan è la scelta del nuovo commissario tecnico, una decisione in cui la competenza tecnica dei due ex dirigenti rossoneri avrà un peso determinante, superando o integrando i profili finora più discussi come quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini. Maldini ha l'obiettivo di trasformare la struttura del Club Italia rendendola simile a quella di un club professionistico, capace di legare attraverso linee guida condivise e una visione comune l'intera filiera azzurra, che comprende la Nazionale maggiore, le selezioni giovanili, il calcio femminile, il futsal e il beach soccer. In questo ampio progetto di rilancio, che punta all'orizzonte dei Mondiali del 2030 passando per i prossimi Europei, un'attenzione speciale sarà riservata alle giovanili e in particolare all'Under 21, considerata fondamentale per valorizzare i giovani talenti e centrare il prestigioso ritorno ai Giochi Olimpici dopo ben quattro edizioni di assenza. Nelle sue prime giornate di lavoro a Coverciano e in giro per l'Italia, Maldini si dedicherà a studiare l'organizzazione interna, a scegliere i propri collaboratori e a confrontarsi con figure già esperte del sistema federale come Maurizio Viscidi, con lo scopo finale di raccogliere criticità, ascoltare calciatori e allenatori e ricostruire da zero la fiducia attorno a tutto l'ambiente azzurro.
Corsera: Il presidente federale Giovanni Malagò, insieme al direttore tecnico del Club Italia Paolo Maldini e all'advisor Leonardo, ha avviato una settimana di colloqui decisivi per scegliere il nuovo commissario tecnico della Nazionale, incarico che prevede un progetto quadriennale orientato al Mondiale 2030. La decisione richiederà tempo e terrà conto di rigidi criteri di budget e sostenibilità economica, dato che non è previsto alcun supporto finanziario da parte della Lega di Serie A. Al momento, Roberto Mancini si trova in pole position, con voci – smentite dalla Figc – di un preaccordo per un ingaggio tra i 2 e i 2,5 milioni di euro all'anno. Resta in forte corsa anche Antonio Conte, la cui candidatura richiede trattative economiche complesse che giustificano le tempistiche dilatate della Federazione. Oltre ai due favoriti, la Figc valuta Stefano Pioli, profilo in forte ascesa che ha il vantaggio di essere libero da vincoli contrattuali dopo la risoluzione con la Fiorentina e vanta un ottimo rapporto con Maldini. Vengono invece escluse altre piste: Carlo Ancelotti intende rimanere alla guida del Brasile (anche per via di rapporti non idilliaci con Leonardo), Andrea Pirlo non ha l'esperienza richiesta, mentre Simone Inzaghi (impegnato con l'Al Hilal) e Thiago Motta non sono mai stati contattati. Non si escludono comunque potenziali sorprese dell'ultimo minuto all'interno di una più ampia ristrutturazione del Club Italia, che dovrebbe vedere anche il ritorno di Gigi Buffon nel ruolo di capo delegazione.
Corsera: Il presidente federale Giovanni Malagò, insieme al direttore tecnico del Club Italia Paolo Maldini e all'advisor Leonardo, ha avviato una settimana di colloqui decisivi per scegliere il nuovo commissario tecnico della Nazionale, incarico che prevede un progetto quadriennale orientato al Mondiale 2030. La decisione richiederà tempo e terrà conto di rigidi criteri di budget e sostenibilità economica, dato che non è previsto alcun supporto finanziario da parte della Lega di Serie A. Al momento, Roberto Mancini si trova in pole position, con voci – smentite dalla Figc – di un preaccordo per un ingaggio tra i 2 e i 2,5 milioni di euro all'anno. Resta in forte corsa anche Antonio Conte, la cui candidatura richiede trattative economiche complesse che giustificano le tempistiche dilatate della Federazione. Oltre ai due favoriti, la Figc valuta Stefano Pioli, profilo in forte ascesa che ha il vantaggio di essere libero da vincoli contrattuali dopo la risoluzione con la Fiorentina e vanta un ottimo rapporto con Maldini. Vengono invece escluse altre piste: Carlo Ancelotti intende rimanere alla guida del Brasile (anche per via di rapporti non idilliaci con Leonardo), Andrea Pirlo non ha l'esperienza richiesta, mentre Simone Inzaghi (impegnato con l'Al Hilal) e Thiago Motta non sono mai stati contattati. Non si escludono comunque potenziali sorprese dell'ultimo minuto all'interno di una più ampia ristrutturazione del Club Italia, che dovrebbe vedere anche il ritorno di Gigi Buffon nel ruolo di capo delegazione.