Degrado Lotito: contro Sarri e Baroni, al tel con un tifoso.

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Il clima in casa Lazio è diventato rovente alla vigilia della semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta, a causa di una telefonata tra il presidente Claudio Lotito e un tifoso diventata rapidamente virale sui social. Nel corso del colloquio, il patron biancoceleste ha sferrato un attacco durissimo a Maurizio Sarri, rivendicando la proprietà esclusiva delle scelte societarie e accusando il tecnico di non valorizzare gli investimenti estivi, citando i 30 milioni spesi per Castellanos e la gestione di Maldini, schierato come centravanti anziché come esterno. Lotito ha inoltre imputato all'allenatore la rottura con Guendouzi e il blocco delle cessioni di Noslin e Belahyane, arrivando a definire "scemo" Marco Baroni per la gestione di un rigore in Europa e scagliandosi contro la tifoseria, ricordando di aver risanato 550 milioni di debiti e vinto sei trofei sotto la sua gestione. Questa tempesta mediatica cade nel momento più delicato della stagione, con una semifinale nazionale che rappresenta l'unico obiettivo rimasto per dare un senso a un'annata deludente, segnata da sole tre vittorie in tre mesi. Nonostante la tensione, Sarri ha cercato di gettare acqua sul fuoco in conferenza stampa, parlando di un "anno zero" dedicato alla ricostruzione della squadra e sottolineando che la Coppa Italia, pur affrontata con determinazione, non deve diventare un'ossessione o l'unico parametro per giudicare il suo futuro, confermato a parole anche dal ds Fabiani. Per la sfida contro la Dea, il tecnico spera di recuperare Gila e Pedro, rientrati in gruppo, mentre resta il dubbio legato alla tendinopatia di Maldini, in un Olimpico che si preannuncia semivuoto con appena cinquemila spettatori previsti, segno di una frattura ormai profonda tra la piazza e la presidenza.

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Il clima in casa Lazio è diventato rovente alla vigilia della semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta, a causa di una telefonata tra il presidente Claudio Lotito e un tifoso diventata rapidamente virale sui social. Nel corso del colloquio, il patron biancoceleste ha sferrato un attacco durissimo a Maurizio Sarri, rivendicando la proprietà esclusiva delle scelte societarie e accusando il tecnico di non valorizzare gli investimenti estivi, citando i 30 milioni spesi per Castellanos e la gestione di Maldini, schierato come centravanti anziché come esterno. Lotito ha inoltre imputato all'allenatore la rottura con Guendouzi e il blocco delle cessioni di Noslin e Belahyane, arrivando a definire "scemo" Marco Baroni per la gestione di un rigore in Europa e scagliandosi contro la tifoseria, ricordando di aver risanato 550 milioni di debiti e vinto sei trofei sotto la sua gestione. Questa tempesta mediatica cade nel momento più delicato della stagione, con una semifinale nazionale che rappresenta l'unico obiettivo rimasto per dare un senso a un'annata deludente, segnata da sole tre vittorie in tre mesi. Nonostante la tensione, Sarri ha cercato di gettare acqua sul fuoco in conferenza stampa, parlando di un "anno zero" dedicato alla ricostruzione della squadra e sottolineando che la Coppa Italia, pur affrontata con determinazione, non deve diventare un'ossessione o l'unico parametro per giudicare il suo futuro, confermato a parole anche dal ds Fabiani. Per la sfida contro la Dea, il tecnico spera di recuperare Gila e Pedro, rientrati in gruppo, mentre resta il dubbio legato alla tendinopatia di Maldini, in un Olimpico che si preannuncia semivuoto con appena cinquemila spettatori previsti, segno di una frattura ormai profonda tra la piazza e la presidenza.
Lotito ormai è da assecondare.
E non è un complimento o un attestato di stima.
 
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