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Analizzando l'andamento del Milan a partire dalla ventesima giornata, emerge il ritratto di una squadra in profonda crisi che, se il campionato fosse iniziato solo nel girone di ritorno, si troverebbe a lottare per evitare la parte destra della classifica. Con soli 25 punti raccolti in 16 giornate, il Diavolo accusa distacchi pesanti dalle dirette concorrenti, scivolando a -12 dall'Inter e finendo dietro non solo a Napoli, Juventus, Roma e Atalanta, ma persino a realtà come il Como e il Sassuolo. Questa flessione ha fatto precipitare i rossoneri al nono posto virtuale, con un margine d'errore ridottissimo su Genoa, Fiorentina, Parma e Udinese. Il declino è diventato allarmante soprattutto dopo la vittoria nel derby decisa da Estupinan: da quel momento la squadra ha ottenuto appena 7 punti in 7 gare, restando a secco di gol per ben cinque partite. Il vero nodo critico della gestione di Allegri riguarda infatti l'anemia offensiva, con sole 16 reti segnate nel ritorno e un digiuno dei propri attaccanti che dura dallo scorso 1° marzo; una statistica impietosa che vede il Milan fare meglio solo delle ultime della classe e che identifica nel ritrovamento della via del gol l'unica strada possibile per uscire da questo momento negativo, simboleggiato dalle polveri bagnate di Christopher Nkunku, fermo dal 3 febbraio. Lo riporta la GDS.