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I quotidiani in edicola sulla sconfitta rimediata dal Milan contro il Sassuolo
In aggiornamento
GDS: Il Milan rimedia una figuraccia brutale a Reggio Emilia contro il Sassuolo, una sconfitta per 2-0 che certifica una crisi profonda e mette seriamente a rischio la qualificazione in Champions League. La partita si è aperta all'insegna di una preoccupante mollezza rossonera: Ardon Jashari, schierato al posto dell'assente Modric, ha perso un pallone sanguinoso a favore di Thorstvedt innescando l'azione del vantaggio neroverde, finalizzata dal solito diagonale di Berardi nell'indifferenza di una difesa "leopardiana". Il pomeriggio del Diavolo è precipitato al 24', quando Tomori, già ammonito per un fallo su Thorstvedt, è stato espulso per un secondo giallo dopo un intervento maldestro su Laurienté; un errore imputabile anche ad Allegri, colpevole di non aver sostituito per tempo il difensore in evidente affanno. Nonostante l'inferiorità numerica, il Milan ha vissuto il suo momento migliore nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo, pur non capitalizzando gli errori di Koné con Nkunku (che ha cercato un rigore improbabile) e Leao (fuori bersaglio). Alla ripresa, Allegri ha sorpreso togliendo Nkunku per Athekame, ma il Sassuolo ha raddoppiato quasi subito con un gran gol di Laurienté su assist di Lipani, favorito da una posizione rivedibile di Maignan. Nemmeno i successivi ingressi di Loftus-Cheek, Pulisic e Gimenez, con il passaggio al modulo 4-3-2, hanno scosso una squadra che è apparsa allo sbando, incapace di produrre gioco e pericolosa solo con una conclusione di Leao e un tiro-cross di Rabiot. I dati impietosi evidenziano un solo tiro in porta e un valore di "expected goals" di appena 0,27, a fronte di un Sassuolo che ha gestito il ritmo a piacimento senza infierire. Al termine del match, segnato dai fischi dei tifosi e dalla decisione dei giocatori di non recarsi sotto la curva, resta il bilancio drammatico di tre sconfitte nelle ultime cinque gare e un attacco asfittico. Ora il Milan è atteso da un vero e proprio scontro da "dentro o fuori" contro l'Atalanta a San Siro, dove un altro passo falso potrebbe essere fatale per il ritorno nell'Europa che conta.
Tuttosport: il Milan sta attraversando un momento di profonda crisi, culminato in una pesante sconfitta al Mapei Stadium contro il Sassuolo che mette seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League. La squadra di Allegri, apparsa lenta e priva di idee, ha pagato carissimo l'assenza per infortunio di Modric, elemento cardine di una manovra che ora appare involuta e incapace di pungere. Il tracollo rossonero è iniziato circa due mesi fa, dopo il derby dell'8 marzo: da quel momento la squadra ha raccolto solo quattro punti in cinque partite, segnando un solo gol e subendo sconfitte pesanti contro Lazio, Napoli, Udinese e ora Sassuolo. I numeri evidenziano un preoccupante calo difensivo, con una media di una rete subita ogni 70 minuti, e una sterilità offensiva preoccupante, simboleggiata dalla prestazione incolore di Nkunku. La partita contro il Sassuolo è stata compromessa già al 24' dall'espulsione di Fikayo Tomori per doppia ammonizione, quando i rossoneri erano comunque già sotto di un gol a causa della rete di Berardi, arrivata dopo una palla persa da Jashari. Nonostante un timido tentativo di reazione guidato da Leao, che ha sprecato una grande occasione davanti a Turati, il raddoppio emiliano è arrivato in apertura di ripresa con Laurienté, protagonista assoluto del match. Nemmeno gli ingressi di Gimenez e Pulisic sono serviti a cambiare l'inerzia di una sfida dominata tatticamente dalla squadra di Grosso. Con l'Inter che festeggia lo scudetto e la pressione delle inseguitrici che aumenta in attesa di Roma-Fiorentina, il Milan si trova ora costretto a cercare punti vitali nelle ultime tre giornate contro Atalanta, Genoa e Cagliari per evitare un clamoroso fallimento stagionale. Il clima si è fatto teso anche tra i tifosi, che al termine della gara di Reggio Emilia hanno manifestato il proprio disappunto per una brillantezza che sembra ormai un lontano ricordo.
CorSport: Berardi demonio. Milan, CL a rischio. Il Milan sta attraversando un finale di stagione estremamente critico, culminato in una pesante sconfitta sul campo di un Sassuolo brillante guidato da Fabio Grosso, che sale a quota 49 punti consolidando un'annata prestigiosa. La crisi dei rossoneri è certificata dai numeri impietosi — una sola vittoria e un solo gol segnato nelle ultime cinque partite — che mettono ora a serio rischio la qualificazione in Champions League. Il match è stato segnato dal consueto approccio deficitario della squadra di Allegri, punita immediatamente dal solito Berardi, che ha siglato il suo dodicesimo gol in carriera contro il Diavolo approfittando di una difesa in totale affanno, specialmente sul lato sinistro presidiato da un Tomori in gravissima difficoltà. Nonostante un'enorme occasione sprecata da Leao e alcune parate decisive di Maignan su Nzola, la partita è girata definitivamente al 24' con l'espulsione di Tomori per doppia ammonizione. L'inferiorità numerica ha spento ogni reazione milanista, nonostante i timidi segnali di Pavlovic e Saelemaekers. Nella ripresa, nonostante i cambi di Allegri che ha inserito Athekame per Nkunku, il Sassuolo ha raddoppiato con Laurienté, apparso imprendibile e lesto a sfruttare un'incertezza di Maignan dopo uno scambio con Thorstvedt. Nemmeno il triplo cambio tardivo con l'ingresso di Gimenez, Pulisic e Loftus-Cheek, né l'inserimento di Ricci per un Jashari non all'altezza di sostituire l'infortunato Modric, hanno scosso un Milan apparso mentalmente bloccato e incapace di reagire alle ripartenze neroverdi. Il clima finale è stato di estrema tensione: la squadra è stata sommersa dai fischi dei propri sostenitori e il capitano Maignan ha preferito scortare i compagni direttamente negli spogliatoi per evitare contestazioni dirette. Con un girone di ritorno in netta frenata e il nervosismo che cresce nel gruppo, il destino europeo del Milan si deciderà ora nelle ultime tre, decisive sfide di campionato.
CorSera: sprofondo Milan. Le paure di Allegri. Il Milan attraversa un momento di profonda crisi e paura, uscendo sconfitto per 2-0 dal campo del Sassuolo, un risultato che complica pesantemente la corsa alla zona Champions proprio nel giorno dei festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter. I numeri della gestione Allegri sono impietosi, con una sola vittoria e un solo gol nelle ultime cinque sfide, segno di una squadra che, una volta perso il treno per il titolo, non è riuscita a trovare nuovi stimoli, apparendo oggi svuotata e rassegnata. La partita di Reggio Emilia è stata segnata dall'espulsione di Tomori dopo soli trenta minuti, ma il Sassuolo di Grosso era già in controllo del match grazie alla rete del solito Berardi, arrivato al suo dodicesimo centro contro i rossoneri. Nella ripresa il raddoppio di Laurienté ha chiuso i conti, evidenziando una reazione milanista pressoché nulla, con stelle come Leao, Nkunku, Pulisic e Gimenez completamente in ombra e un unico tiro in porta arrivato solo nel recupero. Oltre ai problemi offensivi, preoccupano le falle a centrocampo, dove i nuovi innesti Jashari ed Estupinan hanno deluso profondamente; in particolare Jashari, chiamato a sostituire l'infortunato Modric, ha causato con un pallone perso l'azione del primo vantaggio neroverde. Allegri ha definito la prestazione come la peggiore della stagione, sottolineando l'urgenza di non sprecare dieci mesi di lavoro e la necessità di ottenere sei punti nelle ultime tre partite contro Atalanta, Genoa e Cagliari per difendere il piazzamento europeo. Il clima è reso ancora più teso dalla contestazione dei tifosi, che hanno fischiato sonoramente la squadra a fine gara, spingendo il capitano Maignan a guidare i compagni direttamente negli spogliatoi per evitare ulteriori tensioni, mentre il Sassuolo festeggiava il raggiungimento dell'ottavo posto in classifica.
Repubblica: la prestazione del Milan a Reggio Emilia contro il Sassuolo è stata la peggiore della stagione, caratterizzata da un atteggiamento molle, indolente e privo della necessaria intensità agonistica. La sconfitta per 2-0, maturata a causa delle reti di Berardi e Laurienté, rappresenta il quarto stop nelle ultime sette partite e mette seriamente a rischio la qualificazione in Champions League, permettendo alla Roma di accorciare potenzialmente le distanze in classifica. La gara è stata pesantemente condizionata dall'espulsione di Tomori per doppia ammonizione dopo meno di mezz'ora, un episodio che Allegri ha considerato specchio della scarsa tenuta mentale della squadra, incapace di effettuare anche un solo tiro in porta durante tutto l'incontro. Il crollo del "Diavolo" sembra affondare le radici nella delusione post-scudetto seguita alla sconfitta con la Lazio, aprendo una crisi d'identità che ha portato a segnare un solo gol nelle ultime cinque partite. Questo blackout offensivo, con gli attaccanti a secco da oltre due mesi, sta spingendo la società a profonde riflessioni di mercato: Leao rimane in bilico di fronte a possibili offerte, mentre si profila l'addio per Nkunku e il ritorno al West Ham di Füllkrug, con i nomi di Gonçalo Ramos e Kean individuati come possibili rinforzi per il futuro. Nonostante il tecnico cerchi di minimizzare l'accaduto parlando di una "giornata storta" per non vanificare dieci mesi di lavoro, il cammino verso la fine del campionato contro Atalanta, Genoa e Cagliari si preannuncia teso e privo di ulteriori margini d'errore.
In aggiornamento
GDS: Il Milan rimedia una figuraccia brutale a Reggio Emilia contro il Sassuolo, una sconfitta per 2-0 che certifica una crisi profonda e mette seriamente a rischio la qualificazione in Champions League. La partita si è aperta all'insegna di una preoccupante mollezza rossonera: Ardon Jashari, schierato al posto dell'assente Modric, ha perso un pallone sanguinoso a favore di Thorstvedt innescando l'azione del vantaggio neroverde, finalizzata dal solito diagonale di Berardi nell'indifferenza di una difesa "leopardiana". Il pomeriggio del Diavolo è precipitato al 24', quando Tomori, già ammonito per un fallo su Thorstvedt, è stato espulso per un secondo giallo dopo un intervento maldestro su Laurienté; un errore imputabile anche ad Allegri, colpevole di non aver sostituito per tempo il difensore in evidente affanno. Nonostante l'inferiorità numerica, il Milan ha vissuto il suo momento migliore nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo, pur non capitalizzando gli errori di Koné con Nkunku (che ha cercato un rigore improbabile) e Leao (fuori bersaglio). Alla ripresa, Allegri ha sorpreso togliendo Nkunku per Athekame, ma il Sassuolo ha raddoppiato quasi subito con un gran gol di Laurienté su assist di Lipani, favorito da una posizione rivedibile di Maignan. Nemmeno i successivi ingressi di Loftus-Cheek, Pulisic e Gimenez, con il passaggio al modulo 4-3-2, hanno scosso una squadra che è apparsa allo sbando, incapace di produrre gioco e pericolosa solo con una conclusione di Leao e un tiro-cross di Rabiot. I dati impietosi evidenziano un solo tiro in porta e un valore di "expected goals" di appena 0,27, a fronte di un Sassuolo che ha gestito il ritmo a piacimento senza infierire. Al termine del match, segnato dai fischi dei tifosi e dalla decisione dei giocatori di non recarsi sotto la curva, resta il bilancio drammatico di tre sconfitte nelle ultime cinque gare e un attacco asfittico. Ora il Milan è atteso da un vero e proprio scontro da "dentro o fuori" contro l'Atalanta a San Siro, dove un altro passo falso potrebbe essere fatale per il ritorno nell'Europa che conta.
Tuttosport: il Milan sta attraversando un momento di profonda crisi, culminato in una pesante sconfitta al Mapei Stadium contro il Sassuolo che mette seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League. La squadra di Allegri, apparsa lenta e priva di idee, ha pagato carissimo l'assenza per infortunio di Modric, elemento cardine di una manovra che ora appare involuta e incapace di pungere. Il tracollo rossonero è iniziato circa due mesi fa, dopo il derby dell'8 marzo: da quel momento la squadra ha raccolto solo quattro punti in cinque partite, segnando un solo gol e subendo sconfitte pesanti contro Lazio, Napoli, Udinese e ora Sassuolo. I numeri evidenziano un preoccupante calo difensivo, con una media di una rete subita ogni 70 minuti, e una sterilità offensiva preoccupante, simboleggiata dalla prestazione incolore di Nkunku. La partita contro il Sassuolo è stata compromessa già al 24' dall'espulsione di Fikayo Tomori per doppia ammonizione, quando i rossoneri erano comunque già sotto di un gol a causa della rete di Berardi, arrivata dopo una palla persa da Jashari. Nonostante un timido tentativo di reazione guidato da Leao, che ha sprecato una grande occasione davanti a Turati, il raddoppio emiliano è arrivato in apertura di ripresa con Laurienté, protagonista assoluto del match. Nemmeno gli ingressi di Gimenez e Pulisic sono serviti a cambiare l'inerzia di una sfida dominata tatticamente dalla squadra di Grosso. Con l'Inter che festeggia lo scudetto e la pressione delle inseguitrici che aumenta in attesa di Roma-Fiorentina, il Milan si trova ora costretto a cercare punti vitali nelle ultime tre giornate contro Atalanta, Genoa e Cagliari per evitare un clamoroso fallimento stagionale. Il clima si è fatto teso anche tra i tifosi, che al termine della gara di Reggio Emilia hanno manifestato il proprio disappunto per una brillantezza che sembra ormai un lontano ricordo.
CorSport: Berardi demonio. Milan, CL a rischio. Il Milan sta attraversando un finale di stagione estremamente critico, culminato in una pesante sconfitta sul campo di un Sassuolo brillante guidato da Fabio Grosso, che sale a quota 49 punti consolidando un'annata prestigiosa. La crisi dei rossoneri è certificata dai numeri impietosi — una sola vittoria e un solo gol segnato nelle ultime cinque partite — che mettono ora a serio rischio la qualificazione in Champions League. Il match è stato segnato dal consueto approccio deficitario della squadra di Allegri, punita immediatamente dal solito Berardi, che ha siglato il suo dodicesimo gol in carriera contro il Diavolo approfittando di una difesa in totale affanno, specialmente sul lato sinistro presidiato da un Tomori in gravissima difficoltà. Nonostante un'enorme occasione sprecata da Leao e alcune parate decisive di Maignan su Nzola, la partita è girata definitivamente al 24' con l'espulsione di Tomori per doppia ammonizione. L'inferiorità numerica ha spento ogni reazione milanista, nonostante i timidi segnali di Pavlovic e Saelemaekers. Nella ripresa, nonostante i cambi di Allegri che ha inserito Athekame per Nkunku, il Sassuolo ha raddoppiato con Laurienté, apparso imprendibile e lesto a sfruttare un'incertezza di Maignan dopo uno scambio con Thorstvedt. Nemmeno il triplo cambio tardivo con l'ingresso di Gimenez, Pulisic e Loftus-Cheek, né l'inserimento di Ricci per un Jashari non all'altezza di sostituire l'infortunato Modric, hanno scosso un Milan apparso mentalmente bloccato e incapace di reagire alle ripartenze neroverdi. Il clima finale è stato di estrema tensione: la squadra è stata sommersa dai fischi dei propri sostenitori e il capitano Maignan ha preferito scortare i compagni direttamente negli spogliatoi per evitare contestazioni dirette. Con un girone di ritorno in netta frenata e il nervosismo che cresce nel gruppo, il destino europeo del Milan si deciderà ora nelle ultime tre, decisive sfide di campionato.
CorSera: sprofondo Milan. Le paure di Allegri. Il Milan attraversa un momento di profonda crisi e paura, uscendo sconfitto per 2-0 dal campo del Sassuolo, un risultato che complica pesantemente la corsa alla zona Champions proprio nel giorno dei festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter. I numeri della gestione Allegri sono impietosi, con una sola vittoria e un solo gol nelle ultime cinque sfide, segno di una squadra che, una volta perso il treno per il titolo, non è riuscita a trovare nuovi stimoli, apparendo oggi svuotata e rassegnata. La partita di Reggio Emilia è stata segnata dall'espulsione di Tomori dopo soli trenta minuti, ma il Sassuolo di Grosso era già in controllo del match grazie alla rete del solito Berardi, arrivato al suo dodicesimo centro contro i rossoneri. Nella ripresa il raddoppio di Laurienté ha chiuso i conti, evidenziando una reazione milanista pressoché nulla, con stelle come Leao, Nkunku, Pulisic e Gimenez completamente in ombra e un unico tiro in porta arrivato solo nel recupero. Oltre ai problemi offensivi, preoccupano le falle a centrocampo, dove i nuovi innesti Jashari ed Estupinan hanno deluso profondamente; in particolare Jashari, chiamato a sostituire l'infortunato Modric, ha causato con un pallone perso l'azione del primo vantaggio neroverde. Allegri ha definito la prestazione come la peggiore della stagione, sottolineando l'urgenza di non sprecare dieci mesi di lavoro e la necessità di ottenere sei punti nelle ultime tre partite contro Atalanta, Genoa e Cagliari per difendere il piazzamento europeo. Il clima è reso ancora più teso dalla contestazione dei tifosi, che hanno fischiato sonoramente la squadra a fine gara, spingendo il capitano Maignan a guidare i compagni direttamente negli spogliatoi per evitare ulteriori tensioni, mentre il Sassuolo festeggiava il raggiungimento dell'ottavo posto in classifica.
Repubblica: la prestazione del Milan a Reggio Emilia contro il Sassuolo è stata la peggiore della stagione, caratterizzata da un atteggiamento molle, indolente e privo della necessaria intensità agonistica. La sconfitta per 2-0, maturata a causa delle reti di Berardi e Laurienté, rappresenta il quarto stop nelle ultime sette partite e mette seriamente a rischio la qualificazione in Champions League, permettendo alla Roma di accorciare potenzialmente le distanze in classifica. La gara è stata pesantemente condizionata dall'espulsione di Tomori per doppia ammonizione dopo meno di mezz'ora, un episodio che Allegri ha considerato specchio della scarsa tenuta mentale della squadra, incapace di effettuare anche un solo tiro in porta durante tutto l'incontro. Il crollo del "Diavolo" sembra affondare le radici nella delusione post-scudetto seguita alla sconfitta con la Lazio, aprendo una crisi d'identità che ha portato a segnare un solo gol nelle ultime cinque partite. Questo blackout offensivo, con gli attaccanti a secco da oltre due mesi, sta spingendo la società a profonde riflessioni di mercato: Leao rimane in bilico di fronte a possibili offerte, mentre si profila l'addio per Nkunku e il ritorno al West Ham di Füllkrug, con i nomi di Gonçalo Ramos e Kean individuati come possibili rinforzi per il futuro. Nonostante il tecnico cerchi di minimizzare l'accaduto parlando di una "giornata storta" per non vanificare dieci mesi di lavoro, il cammino verso la fine del campionato contro Atalanta, Genoa e Cagliari si preannuncia teso e privo di ulteriori margini d'errore.