Milan: senza CL addio Allegri, cessioni e mercato low cost.

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Mediaset: il futuro del Milan appare oggi incerto e volubile come il meteo di maggio, oscillando tra le ambizioni da Champions League e il rischio di un ridimensionamento in Europa League che allontanerebbe ulteriormente i rossoneri dai vertici occupati dall'Inter. Nonostante le indiscrezioni su un'estate di grandi colpi di mercato, la mancata qualificazione alla massima competizione europea cambierebbe drasticamente i piani societari, mettendo in discussione persino la permanenza di figure chiave come Luka Modric, il quale potrebbe decidere di anticipare il suo addio al calcio o comunque lasciare la squadra di Massimiliano Allegri. Lo stesso tecnico toscano, tornato con l'obiettivo dichiarato di riportare il club ai vertici europei, vedrebbe la propria posizione fortemente indebolita da un eventuale fallimento, con l'ombra della Nazionale sempre presente sullo sfondo di una stagione che, dopo aver illuso i tifosi con sogni di scudetto, rischierebbe di chiudersi nel peggiore dei modi. Senza i ricavi e il prestigio della Champions, il Milan sarebbe costretto ad abbandonare le piste che portano a top player internazionali, come Goretzka, per ripiegare su un progetto basato su scommesse e giovani talenti, spesso rivelatisi non all'altezza in passato. Oltre all'impossibilità di acquistare nuovi campioni, il club faticherebbe a trattenere i pezzi pregiati già in rosa, aprendo la strada a una fuga generale dei big. La soluzione a questo scenario critico passa obbligatoriamente per le ultime tre sfide di campionato contro Atalanta, Cagliari e Genoa, dove ai rossoneri serviranno sei punti per blindare il quarto posto ed evitare un ritorno nell'incertezza economica e sportiva.
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GDS: la pesante sconfitta subita contro il Sassuolo ha fatto precipitare il Milan in una crisi d'identità e di risultati, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League con un vantaggio ormai ridotto a soli due punti sulla Juventus e tre sulla Roma. Questo scenario minaccia di distruggere l'intero progetto sportivo rossonero, poiché l'assenza dei ricavi UEFA comporterebbe un ridimensionamento economico stimato intorno ai cento milioni di euro, compromettendo la permanenza di figure chiave come l'allenatore Massimiliano Allegri. Nonostante un contratto che potrebbe estendersi fino al 2028 in caso di successo, Allegri, tornato con l'ambizione di vincere lo scudetto e la seconda stella, difficilmente accetterebbe di restare alla guida di una squadra non competitiva, valutando seriamente l'ipotesi di passare alla guida della Nazionale. Il declassamento in Europa League provocherebbe inoltre l'addio quasi certo di Luka Modric, che ha scelto il Milan per vincere trofei, e renderebbe impossibile l'acquisto di profili di alto livello come Goretzka, Sorloth, Gonçalo Ramos o Jackson, ripetendo l'errore del passato con Akanji che scelse l'Inter proprio per la vetrina della Champions. Oltre al danno tecnico, si profila un disastro finanziario: senza l'Europa che conta, il bilancio rischierebbe il profondo rosso, costringendo la dirigenza a sacrificare i pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e generare plusvalenze. Tra i partenti potrebbero esserci i big come Leao, Pulisic e Maignan, o i recenti investimenti onerosi come Nkunku, Gimenez e Fofana. Tale ridimensionamento non farebbe che aumentare il divario con l'Inter, fresca di conquista del ventunesimo scudetto, spegnendo definitivamente le ambizioni dei tifosi rossoneri di tornare a trionfare con continuità.

Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.

Mediaset: il futuro del Milan appare oggi incerto e volubile come il meteo di maggio, oscillando tra le ambizioni da Champions League e il rischio di un ridimensionamento in Europa League che allontanerebbe ulteriormente i rossoneri dai vertici occupati dall'Inter. Nonostante le indiscrezioni su un'estate di grandi colpi di mercato, la mancata qualificazione alla massima competizione europea cambierebbe drasticamente i piani societari, mettendo in discussione persino la permanenza di figure chiave come Luka Modric, il quale potrebbe decidere di anticipare il suo addio al calcio o comunque lasciare la squadra di Massimiliano Allegri. Lo stesso tecnico toscano, tornato con l'obiettivo dichiarato di riportare il club ai vertici europei, vedrebbe la propria posizione fortemente indebolita da un eventuale fallimento, con l'ombra della Nazionale sempre presente sullo sfondo di una stagione che, dopo aver illuso i tifosi con sogni di scudetto, rischierebbe di chiudersi nel peggiore dei modi. Senza i ricavi e il prestigio della Champions, il Milan sarebbe costretto ad abbandonare le piste che portano a top player internazionali, come Goretzka, per ripiegare su un progetto basato su scommesse e giovani talenti, spesso rivelatisi non all'altezza in passato. Oltre all'impossibilità di acquistare nuovi campioni, il club faticherebbe a trattenere i pezzi pregiati già in rosa, aprendo la strada a una fuga generale dei big. La soluzione a questo scenario critico passa obbligatoriamente per le ultime tre sfide di campionato contro Atalanta, Cagliari e Genoa, dove ai rossoneri serviranno sei punti per blindare il quarto posto ed evitare un ritorno nell'incertezza economica e sportiva.

E speriamo non vada in porto quella porcheria di NBA. Altrimenti, questi disgraziati il Milan lo portano sul serio in B.
 

Djici

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Lo dico da inizio stagione.
Allegri va bene solo se vince.
Se non vinci con Allegri allora hai buttato 1 anno.
Ma se addiritura non si arriva quarti allora la scelta Allegri avrà buttato 2 anni.
Complimenti.
Da mandare via.

E.lo dico pure se vinciamo le prossime 3 per 5-0.
 

Alkampfer

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Al proprietario importa poco, se calano i ricavi lui abbassa i costi e il bilancio rimane in ordine, in attesa di costruire lo stadio.
Proprietario? e chi sarebbe ?
nell'ambito dell' inchiesta San Siro è stato chiesto ( antimafia ) e non è stata data alcuna informazione.
Se , per grazia divina, salta l'affare san siro, e non si va in CL, posso immaginare che non vedendo alcun guadagno in prospettiva, questi (?) decidano di mollare la carcassa. è l'unica speranza che abbiamo come tifosi, anche perchè di contestazioni non se ne vedono all'orizzonte
 

malos

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GDS: la pesante sconfitta subita contro il Sassuolo ha fatto precipitare il Milan in una crisi d'identità e di risultati, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League con un vantaggio ormai ridotto a soli due punti sulla Juventus e tre sulla Roma. Questo scenario minaccia di distruggere l'intero progetto sportivo rossonero, poiché l'assenza dei ricavi UEFA comporterebbe un ridimensionamento economico stimato intorno ai cento milioni di euro, compromettendo la permanenza di figure chiave come l'allenatore Massimiliano Allegri. Nonostante un contratto che potrebbe estendersi fino al 2028 in caso di successo, Allegri, tornato con l'ambizione di vincere lo scudetto e la seconda stella, difficilmente accetterebbe di restare alla guida di una squadra non competitiva, valutando seriamente l'ipotesi di passare alla guida della Nazionale. Il declassamento in Europa League provocherebbe inoltre l'addio quasi certo di Luka Modric, che ha scelto il Milan per vincere trofei, e renderebbe impossibile l'acquisto di profili di alto livello come Goretzka, Sorloth, Gonçalo Ramos o Jackson, ripetendo l'errore del passato con Akanji che scelse l'Inter proprio per la vetrina della Champions. Oltre al danno tecnico, si profila un disastro finanziario: senza l'Europa che conta, il bilancio rischierebbe il profondo rosso, costringendo la dirigenza a sacrificare i pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e generare plusvalenze. Tra i partenti potrebbero esserci i big come Leao, Pulisic e Maignan, o i recenti investimenti onerosi come Nkunku, Gimenez e Fofana. Tale ridimensionamento non farebbe che aumentare il divario con l'Inter, fresca di conquista del ventunesimo scudetto, spegnendo definitivamente le ambizioni dei tifosi rossoneri di tornare a trionfare con continuità.

Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.

Mediaset: il futuro del Milan appare oggi incerto e volubile come il meteo di maggio, oscillando tra le ambizioni da Champions League e il rischio di un ridimensionamento in Europa League che allontanerebbe ulteriormente i rossoneri dai vertici occupati dall'Inter. Nonostante le indiscrezioni su un'estate di grandi colpi di mercato, la mancata qualificazione alla massima competizione europea cambierebbe drasticamente i piani societari, mettendo in discussione persino la permanenza di figure chiave come Luka Modric, il quale potrebbe decidere di anticipare il suo addio al calcio o comunque lasciare la squadra di Massimiliano Allegri. Lo stesso tecnico toscano, tornato con l'obiettivo dichiarato di riportare il club ai vertici europei, vedrebbe la propria posizione fortemente indebolita da un eventuale fallimento, con l'ombra della Nazionale sempre presente sullo sfondo di una stagione che, dopo aver illuso i tifosi con sogni di scudetto, rischierebbe di chiudersi nel peggiore dei modi. Senza i ricavi e il prestigio della Champions, il Milan sarebbe costretto ad abbandonare le piste che portano a top player internazionali, come Goretzka, per ripiegare su un progetto basato su scommesse e giovani talenti, spesso rivelatisi non all'altezza in passato. Oltre all'impossibilità di acquistare nuovi campioni, il club faticherebbe a trattenere i pezzi pregiati già in rosa, aprendo la strada a una fuga generale dei big. La soluzione a questo scenario critico passa obbligatoriamente per le ultime tre sfide di campionato contro Atalanta, Cagliari e Genoa, dove ai rossoneri serviranno sei punti per blindare il quarto posto ed evitare un ritorno nell'incertezza economica e sportiva.


Allegri_MG5_3246.jpg
Addio Allegri capirai che grande perdita.
 

Ramza Beoulve

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Vorrà dire che avremo meno soldi da regalare al chelsea o ai procuratori amichetti della nostra dirigenza o da buttare nel ***** per soddisfare i pruriti perversi di moncada...
 

J&B

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Eh, qui si dimentica che Allegri non s'è mai dimesso in vita sua, ma sfruttato il contratto e preso i soldi fino all'ultimo anche standosene a casa sua.
 
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Lo dico da inizio stagione.
Allegri va bene solo se vince.
Se non vinci con Allegri allora hai buttato 1 anno.
Ma se addiritura non si arriva quarti allora la scelta Allegri avrà buttato 2 anni.
Complimenti.
Da mandare via.

E.lo dico pure se vinciamo le prossime 3 per 5-0.
e ricordiamo che quest'anno abbiamo vinto il nulla.

Poi se si vuol far passare come vittoria la qualificazione alla Champions come, anno scorso a parte, facciamo da anni e anni, allora vale tutto. Anche arrivare quinti e qualificarci in EL possiamo farla risultare come vittoria.
 
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