Chivu: i due volti. Fenomeno in A, comparsa in Europa.

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
255,819
Reaction score
50,461
CorSera: l’Inter vive un paradosso sportivo che vede una netta discrepanza tra il dominio nazionale e il fallimento europeo, segnando una rottura traumatica rispetto al recente passato sotto la guida di Inzaghi. Nonostante le lodi di osservatori internazionali come Thierry Henry, la squadra è uscita dai playoff di Champions League per mano dei debuttanti norvegesi del Bodø/Glimt, subendo due sconfitte figlie di un'inferiorità psicofisica e tattica evidente. Le radici di questo crollo sembrano risalire al trauma della finale persa contro il PSG nella stagione precedente, un'umiliazione che ha minato lo spogliatoio e spostato l’attenzione totale verso il campionato. Sotto la nuova gestione di Cristian Chivu, l'Inter mostra due volti opposti: in Serie A viaggia a ritmi storici, con una proiezione di oltre 90 punti che rende Chivu il miglior tecnico debuttante nella storia nerazzurra, mentre in Europa il bilancio è disastroso, con 5 sconfitte in sole 10 partite. Questa inversione di tendenza è alimentata dalla convinzione, confermata apertamente dal capitano Barella, che lo scudetto sia l'unico vero obiettivo stagionale, una scelta pragmatica per curare le ferite continentali che però ha portato a un pesante danno economico di circa 65 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'eliminazione precoce accelera i piani di una profonda ristrutturazione della rosa per il prossimo mercato estivo, dettata dall'addio di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre alla probabile partenza di Calhanoglu verso il Galatasaray. Mentre il club punta sulla coppia del futuro Lautaro-Esposito e monitora il calo di forma di pedine chiave come Thuram e Barella, l'attenzione resta ferocemente rivolta ai traguardi domestici, inclusi la Coppa Italia e il prossimo derby, nel tentativo di trasformare l'amarezza europea nel carburante necessario per cucirsi la seconda stella sul petto.
`
`
 
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
3,482
Reaction score
1,390
CorSera: l’Inter vive un paradosso sportivo che vede una netta discrepanza tra il dominio nazionale e il fallimento europeo, segnando una rottura traumatica rispetto al recente passato sotto la guida di Inzaghi. Nonostante le lodi di osservatori internazionali come Thierry Henry, la squadra è uscita dai playoff di Champions League per mano dei debuttanti norvegesi del Bodø/Glimt, subendo due sconfitte figlie di un'inferiorità psicofisica e tattica evidente. Le radici di questo crollo sembrano risalire al trauma della finale persa contro il PSG nella stagione precedente, un'umiliazione che ha minato lo spogliatoio e spostato l’attenzione totale verso il campionato. Sotto la nuova gestione di Cristian Chivu, l'Inter mostra due volti opposti: in Serie A viaggia a ritmi storici, con una proiezione di oltre 90 punti che rende Chivu il miglior tecnico debuttante nella storia nerazzurra, mentre in Europa il bilancio è disastroso, con 5 sconfitte in sole 10 partite. Questa inversione di tendenza è alimentata dalla convinzione, confermata apertamente dal capitano Barella, che lo scudetto sia l'unico vero obiettivo stagionale, una scelta pragmatica per curare le ferite continentali che però ha portato a un pesante danno economico di circa 65 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'eliminazione precoce accelera i piani di una profonda ristrutturazione della rosa per il prossimo mercato estivo, dettata dall'addio di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre alla probabile partenza di Calhanoglu verso il Galatasaray. Mentre il club punta sulla coppia del futuro Lautaro-Esposito e monitora il calo di forma di pedine chiave come Thuram e Barella, l'attenzione resta ferocemente rivolta ai traguardi domestici, inclusi la Coppa Italia e il prossimo derby, nel tentativo di trasformare l'amarezza europea nel carburante necessario per cucirsi la seconda stella sul petto.
Strano, eppure dopo le prime quattro partite del girone a punteggio pieno contro la bocciofila, il dopolavoro ferroviario, le guide valtour e il bar sport sembravano tornati di nuovo ingiocabili...
 
Registrato
15 Luglio 2015
Messaggi
9,700
Reaction score
6,961
CorSera: l’Inter vive un paradosso sportivo che vede una netta discrepanza tra il dominio nazionale e il fallimento europeo, segnando una rottura traumatica rispetto al recente passato sotto la guida di Inzaghi. Nonostante le lodi di osservatori internazionali come Thierry Henry, la squadra è uscita dai playoff di Champions League per mano dei debuttanti norvegesi del Bodø/Glimt, subendo due sconfitte figlie di un'inferiorità psicofisica e tattica evidente. Le radici di questo crollo sembrano risalire al trauma della finale persa contro il PSG nella stagione precedente, un'umiliazione che ha minato lo spogliatoio e spostato l’attenzione totale verso il campionato. Sotto la nuova gestione di Cristian Chivu, l'Inter mostra due volti opposti: in Serie A viaggia a ritmi storici, con una proiezione di oltre 90 punti che rende Chivu il miglior tecnico debuttante nella storia nerazzurra, mentre in Europa il bilancio è disastroso, con 5 sconfitte in sole 10 partite. Questa inversione di tendenza è alimentata dalla convinzione, confermata apertamente dal capitano Barella, che lo scudetto sia l'unico vero obiettivo stagionale, una scelta pragmatica per curare le ferite continentali che però ha portato a un pesante danno economico di circa 65 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'eliminazione precoce accelera i piani di una profonda ristrutturazione della rosa per il prossimo mercato estivo, dettata dall'addio di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre alla probabile partenza di Calhanoglu verso il Galatasaray. Mentre il club punta sulla coppia del futuro Lautaro-Esposito e monitora il calo di forma di pedine chiave come Thuram e Barella, l'attenzione resta ferocemente rivolta ai traguardi domestici, inclusi la Coppa Italia e il prossimo derby, nel tentativo di trasformare l'amarezza europea nel carburante necessario per cucirsi la seconda stella sul petto.
La mia analisi è molto più semplice di quella del Corsera: hai una squadra forte e che si conosce a memoria ma ormai un po' vecchia e con molte battaglie sulle spalle. Una ricostruzione è alle porte. Non puoi reggere due o tre competizioni e inoltre hai un esordiente in panchina che mai aveva visto l'Europa prima.
In una di queste competizioni però hai un enorme vantaggio: controlli le designazioni e gli arbitri, controlli soprattutto i varisti, e controlli i calendari. Sei in pratica il Boss del campionato. Vincere qui è ancora possibile, con i più luridi magheggi, e il potere che ti consente di intimidire chiunque, arbitri e avversari, ti metti in tasca lo scudetto e scappi.
 
Registrato
22 Agosto 2015
Messaggi
5,662
Reaction score
3,353
CorSera: l’Inter vive un paradosso sportivo che vede una netta discrepanza tra il dominio nazionale e il fallimento europeo, segnando una rottura traumatica rispetto al recente passato sotto la guida di Inzaghi. Nonostante le lodi di osservatori internazionali come Thierry Henry, la squadra è uscita dai playoff di Champions League per mano dei debuttanti norvegesi del Bodø/Glimt, subendo due sconfitte figlie di un'inferiorità psicofisica e tattica evidente. Le radici di questo crollo sembrano risalire al trauma della finale persa contro il PSG nella stagione precedente, un'umiliazione che ha minato lo spogliatoio e spostato l’attenzione totale verso il campionato. Sotto la nuova gestione di Cristian Chivu, l'Inter mostra due volti opposti: in Serie A viaggia a ritmi storici, con una proiezione di oltre 90 punti che rende Chivu il miglior tecnico debuttante nella storia nerazzurra, mentre in Europa il bilancio è disastroso, con 5 sconfitte in sole 10 partite. Questa inversione di tendenza è alimentata dalla convinzione, confermata apertamente dal capitano Barella, che lo scudetto sia l'unico vero obiettivo stagionale, una scelta pragmatica per curare le ferite continentali che però ha portato a un pesante danno economico di circa 65 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'eliminazione precoce accelera i piani di una profonda ristrutturazione della rosa per il prossimo mercato estivo, dettata dall'addio di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre alla probabile partenza di Calhanoglu verso il Galatasaray. Mentre il club punta sulla coppia del futuro Lautaro-Esposito e monitora il calo di forma di pedine chiave come Thuram e Barella, l'attenzione resta ferocemente rivolta ai traguardi domestici, inclusi la Coppa Italia e il prossimo derby, nel tentativo di trasformare l'amarezza europea nel carburante necessario per cucirsi la seconda stella sul petto.
In Italia hanno a disposizione, la terna arbitrale, il quarto uomo e il VAR, difficile perdere le partite.

Anche contro il Bodo se fosse stata una partita del campionato italiano avrebbero vinto. Un paio di rigori inverati dal nulla, qualche ammonizione per intimidire gli avversari, ed ecco che la partita l’hai portata a casa.
 

Cm Punk

Junior Member
Registrato
28 Agosto 2012
Messaggi
1,166
Reaction score
647
Non avendo in Europa i 2 elementi cardine della squadra come AIA e VAR è difficile portare a casa le vittorie…
È come se noi giocassimo ogni partita senza Modric e Rabiot, a quest’ora saremmo all’ottavo posto
 
Registrato
11 Aprile 2016
Messaggi
74,961
Reaction score
44,481
CorSera: l’Inter vive un paradosso sportivo che vede una netta discrepanza tra il dominio nazionale e il fallimento europeo, segnando una rottura traumatica rispetto al recente passato sotto la guida di Inzaghi. Nonostante le lodi di osservatori internazionali come Thierry Henry, la squadra è uscita dai playoff di Champions League per mano dei debuttanti norvegesi del Bodø/Glimt, subendo due sconfitte figlie di un'inferiorità psicofisica e tattica evidente. Le radici di questo crollo sembrano risalire al trauma della finale persa contro il PSG nella stagione precedente, un'umiliazione che ha minato lo spogliatoio e spostato l’attenzione totale verso il campionato. Sotto la nuova gestione di Cristian Chivu, l'Inter mostra due volti opposti: in Serie A viaggia a ritmi storici, con una proiezione di oltre 90 punti che rende Chivu il miglior tecnico debuttante nella storia nerazzurra, mentre in Europa il bilancio è disastroso, con 5 sconfitte in sole 10 partite. Questa inversione di tendenza è alimentata dalla convinzione, confermata apertamente dal capitano Barella, che lo scudetto sia l'unico vero obiettivo stagionale, una scelta pragmatica per curare le ferite continentali che però ha portato a un pesante danno economico di circa 65 milioni di euro rispetto all'anno precedente. L'eliminazione precoce accelera i piani di una profonda ristrutturazione della rosa per il prossimo mercato estivo, dettata dall'addio di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre alla probabile partenza di Calhanoglu verso il Galatasaray. Mentre il club punta sulla coppia del futuro Lautaro-Esposito e monitora il calo di forma di pedine chiave come Thuram e Barella, l'attenzione resta ferocemente rivolta ai traguardi domestici, inclusi la Coppa Italia e il prossimo derby, nel tentativo di trasformare l'amarezza europea nel carburante necessario per cucirsi la seconda stella sul petto.
C'è una motivazione tecnico-tattica : l'inter di simone inzaghi aspettava passivamente nella propria metà campo senza portare quasi mai pressione e ribaltava il campo.
Il palleggio era medio-basso.

L'inter di chivu ha deciso di alzasi , aggredire , mordere la partita.

Al cospetto delle big si sono palesate tutte le difficoltà di una squadra che ha deciso di cambiare spartito.
L'inter ha deciso di giocare da big quando non lo ha mai fatto negli ultimi 6 anni.

Il rendimento di thuram è la cartina al tornasole di questo cambio di mentalità.
Thuram senza spazi è nullo o quasi.

In italia hanno fatto terra bruciata perhè il livello di 12,14 squadre è terribile, perchè hanno allestito un sistema, perchè da corner sono una sentenza(15 gol!!) , perchè la concorrenza sportivamente è ridicola.
 
Ultima modifica:
Registrato
15 Maggio 2018
Messaggi
9,011
Reaction score
3,684
Hanno preso 5 pere in finale di CL, mi sembra chiaro che ci erano finiti per caso,
e di questo ne son contento.
Senza gli 8000 gol sbagliati da bayern e barca, loro li non ci dovevano essere.

Raggiungere quell'obiettivo ha fatto pensare che fossero forti in Europa, in realtà son sempre stati un bluff.

In Italia beh, la cosa è diversa.
Sbloccano le partite abbastanza presto, solitamente, e lo fanno perché le altre sono scarse, perché aggrediscono le piccole come andrebbe fatto, perché sui calci da fermo sono una sentenza, perché le altre contro l'inter sono già rassegnate, perché hanno aia e var, il sistema, pilotato.

Il Milan, con tutti i limiti che ha,
ha perso 14 punti contro le piccole per un'interpretazione delle partite arrendevole ed affidate al fato,
ma se avessimo avuto la metà dell'input che ha l'inter, in italia, di aggredire le piccole,
probabilmente oggi saremmo li su...
ed il milan ai vertici della serie A è una bestemmia, visto la pochezza della rosa.

Questo per dire che, infine,
la serie A è davvero scesa di livello.

2 squadre sono andate a casa eliminate dai norvegesi e turchi.
 
Alto