Cardinale: 500 mln per 1 trofeo col Milan.

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Corsport: il Milan sta attraversando una fase definibile come "decrescita felice", in cui il ridimensionamento degli obiettivi sportivi si scontra con la soddisfazione della dirigenza per i bilanci in attivo e le qualificazioni in Champions League, traguardi lontani dai fasti del passato e dalle ambizioni dei tifosi. Questa parabola discendente è iniziata con il passaggio di proprietà da Elliott a Gerry Cardinale e il successivo licenziamento di Paolo Maldini e Ricky Massara, che ha portato al comando Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada. Nonostante investimenti massicci per oltre 500 milioni di euro in quattro anni — a fronte di cessioni pesanti come quelle di Tonali, Theo Hernández e Reijnders per un totale di 315 milioni — i risultati sul campo sono stati deludenti: dopo la semifinale europea del 2023, il club ha subito eliminazioni premature nelle coppe e un tracollo fino all'ottavo posto della scorsa stagione. Neanche l'ingresso di Zlatan Ibrahimovic come Senior Advisor ha invertito la rotta, portando all'attuale gestione di Allegri e Tare impegnati nel tentativo di salvare il piazzamento tra le prime quattro. La stagione in corso si avvia a concludersi senza trofei, con l'Inter o il Napoli pronti a festeggiare lo scudetto, confermando un circolo vizioso di continui "nuovi inizi" che necessiterebbe di scelte estive più azzeccate e, soprattutto, di una maggiore unità d'intenti a livello societario per tornare a essere competitivi ai massimi livelli.

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Ma come li fanno i conti? Massicci investimenti?
Cardinale ha solo pagato una parte ad Elliott, per il resto non ha messo nulla sul Milan di tasca sua, i bilanci sono sempre in utile.
La cosa incredibile è come faccia a riempire lo stadio nonostante tutto e nonostante i prezzi dei biglietti aumentati.
Cardinale firmerebbe con il sangue per fare dieci quarti posti consecutivi, noi tifosi invece preferiremmo piuttosto fare 10 stagioni con 3 scudetti, 4 piazzamenti in Champions e 3 piazzamenti fuori dalla Champions.
 

Oleg_Salenko

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Vero, Cardinale non dorme la notte al solo pensiero che il Milan non vinca trofei... è preoccupatissimo, una ragione di vita proprio.
Ma d’altronde l’ha detto lui stesso ai microfoni all’inizio, che non capisce perché i tifosi di calcio in Italia vogliano la vittoria a tutti i costi.
San siro è pieno, le magliette le stanno vendendo, prossimo anno faranno un paio di tournée nell’emisfero australe e quindi aumenterà il valore del brand, le sale private a san siro sono sempre piene di sponsor e ospiti…good entertainment e posizione buona in classifica, quindi bene tutto.
Non riesce a capire perché è americano e ottusissimo, non comprende che c’è un mondo al di fuori dell’America. Penserà “ci sono 20 squadre nella lega calcio serie A, 1 su 20 vince, come possono pretendere di vincere il campionato ed essere scontenti se non succede?”. Solo che così funziona lo sport americano, non quello europeo. Dove in MLB o NBA le franchigie sono tutte uguali, i tifosi dei Los Angeles Clippers non hanno smania di vincere perché ci sono altre 29 squadre in nba, quindi la dirigenza dei clippers è già contentissima quando arrivano ai playoff quindi buona stagione, lo stadio è pieno e si vendono tante magliette. Good entertainment mangiando tanti pop corn e magari qualche bel balletto tra un tempo e l’altro. Arrivare ai playoff è sufficiente per salvare la stagione. Ricavi su e tutto va bene.
Lo sport in Europa invece funziona diversamente. Il Milan ha una storia di vittorie iniziata prima che ci fosse il crollo di wall street del 29. Abbiamo visto baresi e Maldini alzare coppe dei campioni in faccia al resto dell’Europa, primeggiare, sbancare gli stadi di tutta Europa e lasciare le altre tifoserie attonite e cariche d’invidia. Le squadre e le aspettative della tifoseria non sono tutte uguali, il Milan non è il Torino o la Fiorentina o la Lazietta (con tutto il rispetto e scherzi a parte). Non ce ne frega nulla dell’entertainment, non siamo a New York o in MLB.
Troppo americano e troppo ottuso. Probabilmente si chiede anche perché la lega calcio non è divisa in conference e non ci sono i playoff
 
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Scusate,
qualcuno ha fatto il conto netto di quanto avrebbe dovuto investire Cardinale nel 2022, quando Maldini chiese 2-3 investimenti pesanti?
Intendo,
investimenti per soddisfare Maldini, zero cessioni, ma introiti da vittorie pressoché certe perché saremmo stati i più forti quantomeno in Italia.
Quell'estate avevamo i soldi della semifinale della Champions, sarebbe stata una grossa occasione per Maldini di avere finalmente un po' di margine di manovra, ma lo hanno cacciato ingiustamente (mi fanno ridere quelli che ancora credono sia stato cacciato per De Ketelaere).
Sono sicuro che Maldini avrebbe tenuto Tonali (ci saremmo beccati noi la sua squalifica, ma poi sarebbe stato ancora nostro) e avrebbe solo fatto pochi innesti mirati, mantenendo la struttura base della squadra.

Ma i tifosi che cantavano lo scorso anno "Cardinale devi vendere vendere vendere", come mai hanno smesso? Solo perché il Milan di Allegri ha lottato a lungo per lo scudetto? Anche se il gruppo squadra in un'annata funziona non bisogna distrarsi dal problema principale e cioé la nostra proprietà e i dirigenti. Tare preso per fare la marionetta.
 

Jino

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Corsport: il Milan sta attraversando una fase definibile come "decrescita felice", in cui il ridimensionamento degli obiettivi sportivi si scontra con la soddisfazione della dirigenza per i bilanci in attivo e le qualificazioni in Champions League, traguardi lontani dai fasti del passato e dalle ambizioni dei tifosi. Questa parabola discendente è iniziata con il passaggio di proprietà da Elliott a Gerry Cardinale e il successivo licenziamento di Paolo Maldini e Ricky Massara, che ha portato al comando Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada. Nonostante investimenti massicci per oltre 500 milioni di euro in quattro anni — a fronte di cessioni pesanti come quelle di Tonali, Theo Hernández e Reijnders per un totale di 315 milioni — i risultati sul campo sono stati deludenti: dopo la semifinale europea del 2023, il club ha subito eliminazioni premature nelle coppe e un tracollo fino all'ottavo posto della scorsa stagione. Neanche l'ingresso di Zlatan Ibrahimovic come Senior Advisor ha invertito la rotta, portando all'attuale gestione di Allegri e Tare impegnati nel tentativo di salvare il piazzamento tra le prime quattro. La stagione in corso si avvia a concludersi senza trofei, con l'Inter o il Napoli pronti a festeggiare lo scudetto, confermando un circolo vizioso di continui "nuovi inizi" che necessiterebbe di scelte estive più azzeccate e, soprattutto, di una maggiore unità d'intenti a livello societario per tornare a essere competitivi ai massimi livelli.

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Abbiamo vinto una supercoppa che francamente vale come il trofeo birra moretti, per me di trofei veri ce n'ha zero
 
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