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Svolta nelle indagini sulla morte di Gianvito Pascullo, ragazzo di 17 anni, nella notte tra 13 e 14 aprile all'ospedale San Paolo di Bari dopo un intervento di routine alla tibia.
Potrebbe essere morto per una somministrazione di cloruro di potassio, farmaco letale che è usato infatti negli Stati Uniti per la pena di morte.
La reazione corrisponde, infatti il ragazzo avrebbe urlato "Brucia, brucia" poco prima di svenire e morire.
Cinque ortopedici e due anestesisti indagati.
Non si comprende perchè un farmaco letale fosse lì in ortopedia senza sicurezza.
La madre in tv a La vita in diretta chiede giustizia:
"In Ortopedia il potassio non ci può stare. Abbiamo fatto delle ricerche, è un farmaco che negli Stati Uniti viene dato per eseguire la pena di morte. A nostro figlio è stata data la pena di morte e questa cosa è inaccettabile
Nostro figlio stava benissimo, quando la notte siamo arrivati lo abbiamo già trovato cadavere: nessuno ci diceva nulla, tutti avevano il capo chino. Nessuno potrà ridarci nostro figlio ma vogliamo giustizia. Non conosciamo gli atti, abbiamo appreso dell'ipotesi del cloruro di potassio dai giornali. Un OSS ci ha detto che nostro figlio a un certo punto ha urlato 'Brucia, brucia', poi è deceduto"
Potrebbe essere morto per una somministrazione di cloruro di potassio, farmaco letale che è usato infatti negli Stati Uniti per la pena di morte.
La reazione corrisponde, infatti il ragazzo avrebbe urlato "Brucia, brucia" poco prima di svenire e morire.
Cinque ortopedici e due anestesisti indagati.
Non si comprende perchè un farmaco letale fosse lì in ortopedia senza sicurezza.
La madre in tv a La vita in diretta chiede giustizia:
"In Ortopedia il potassio non ci può stare. Abbiamo fatto delle ricerche, è un farmaco che negli Stati Uniti viene dato per eseguire la pena di morte. A nostro figlio è stata data la pena di morte e questa cosa è inaccettabile
Nostro figlio stava benissimo, quando la notte siamo arrivati lo abbiamo già trovato cadavere: nessuno ci diceva nulla, tutti avevano il capo chino. Nessuno potrà ridarci nostro figlio ma vogliamo giustizia. Non conosciamo gli atti, abbiamo appreso dell'ipotesi del cloruro di potassio dai giornali. Un OSS ci ha detto che nostro figlio a un certo punto ha urlato 'Brucia, brucia', poi è deceduto"