Usa: i social creano dipendenza. Google e Meta condannate.

Toby rosso nero

Go woke, go broke
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Una storica sentenza di un tribunale di Los Angeles ha riconosciuto Meta e Google colpevoli di aver causato dipendenza e gravi danni alla salute mentale dei minori attraverso Instagram e YouTube. Il caso, nato dalla denuncia di una ventenne californiana che ha testimoniato come l'uso precoce delle piattaforme abbia alimentato la sua depressione infantile, rappresenta un precedente clamoroso che mette in discussione le tutele legali di cui i colossi tech hanno goduto finora. Nonostante la ferma opposizione di Meta, la decisione della giuria segna un punto di svolta nella responsabilità delle Big Tech verso i giovanissimi utenti.

Sì sì certo, tribunale di Los angeles... già immagino quale selezioni specifiche di canali o spazi chiuderanno.
Youtube, lol.

Blue sky? Reddit? Tik tok? tutto ok.
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numero 3

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Negli anni 40 negli Stati Uniti i fumetti erano considerati come dei prodotti pericolosi per le nuove generazioni, poi venne la televisione e i cartoni animati erano sinonimo di violenza e degenerazione, ora abbiamo i social , ogni nuova generazione deve scontrarsi con la precedente che considera impuro qualsiasi modernità. Non sono un sociologo e non so come si svilupperanno le prossime generazioni ma si finirà per assuefarsi anche a questo e poi ci sarà altro ancora e il processo sarà continuo e irreversibile, unica differenza che " lo smartphone" e i contenuti ad esso legati sono praticamente universali e disponibili a tutti ,tranne forse qualche tribù isolata.
 
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Una storica sentenza di un tribunale di Los Angeles ha riconosciuto Meta e Google colpevoli di aver causato dipendenza e gravi danni alla salute mentale dei minori attraverso Instagram e YouTube. Il caso, nato dalla denuncia di una ventenne californiana che ha testimoniato come l'uso precoce delle piattaforme abbia alimentato la sua depressione infantile, rappresenta un precedente clamoroso che mette in discussione le tutele legali di cui i colossi tech hanno goduto finora. Nonostante la ferma opposizione di Meta, la decisione della giuria segna un punto di svolta nella responsabilità delle Big Tech verso i giovanissimi utenti.
Andrà a finire come già successo per le multinazionali del tabacco: avviso di pericolosità e si parano il didietro dai risarcimenti.
 
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Youtube e' in giro da quasi 20 anni. Non e' una droga. La droga sono i "youtube shorts" ovvero i reels/tiktok di youtube. Basta starne alla larga.

Per me YouTube e' il rimpiazzo della tv che non guardo praticamente mai (eccetto sanremo). Ho i miei youtubers preferiti e la sera per me e' l'equivalente di un film.
Verissimo,YouTube ha tantissimi contenuti interessanti,puoi vedere documentari o approfondimenti che in tv non vedresti mai,perché li si censura la qualunque essendo la tv controllata dal patronato.
 

Marilson

Milano vende moda
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Verissimo,YouTube ha tantissimi contenuti interessanti,puoi vedere documentari o approfondimenti che in tv non vedresti mai,perché li si censura la qualunque essendo la tv controllata dal patronato.

Avoglia, ho visto parecchi documentari di indipendenti su quello che succede in medio oriente. La bellezza di youtube e' che ti basta una telecamera e un microfono e vai da solo. La verita' basta cercarla e sapere dove trovarla. Per quanto riguarda la dipendenza da social, chiaramente dalle parti di google non sono manco loro stinchi di santo e hanno piu o meno tutti copiato tik tok. I reels di instagram e gli shorts di youtube sono la stessa feccia.

Non so voi ma disattivando il mio account e' successa una cosa particolare. La mia cerchia di amici strettissima, quelli di infanzia. Ci si sente sempre meno ma ormai "automaticamente" ci si girava reels di instagram uno con l'altro. Massimo un emoticon come reazione. Disattivando l'account, ho rotto la catena. Uno mi ha anche chiamato per sapere se stavo bene :asd:. Un altro si e' preso la briga di fare screen record di un reel e me lo ha mandato come video su whatsapp :asd: . A tutti quelli che mi mandano link su whatsapp ora dico "non posso aprirlo". Dopo un po' hanno smesso :sisi: .. ma sono anche spariti pero' :asd:

Davvero questo e' il nuovo modo di comunicare?
 
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A tutti quelli che mi mandano link su whatsapp ora dico "non posso aprirlo".
Lo dicevo anche io, ma dopo poco hanno scoperto che il 90% della roba lo si può vedere anche senza account. Quindi ora se mi mandano qualcosa mi immedesimo in un opossum e vado di tanatosi.
 
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Beh per le donne, considerata la dose massiccia da dopamina dovuta ai like, cuoricini, messaggi etc che ricevono esponenzialmente più degli uomini, la crisi di astinenza sarebbe terrificante...
Si vero. Fra l'altro le donne sono molto più propense a pavoneggiarsi, dio ne libera se sono anche carine.
In Italia è un malcostume terribile, anche perché siamo per natura un popolo di vouyer
 

Blu71

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Una storica sentenza di un tribunale di Los Angeles ha riconosciuto Meta e Google colpevoli di aver causato dipendenza e gravi danni alla salute mentale dei minori attraverso Instagram e YouTube. Il caso, nato dalla denuncia di una ventenne californiana che ha testimoniato come l'uso precoce delle piattaforme abbia alimentato la sua depressione infantile, rappresenta un precedente clamoroso che mette in discussione le tutele legali di cui i colossi tech hanno goduto finora. Nonostante la ferma opposizione di Meta, la decisione della giuria segna un punto di svolta nella responsabilità delle Big Tech verso i giovanissimi utenti.

Li stanno rinc...
 

falconez

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Si sta meglio. Ammetto che ora ho un'altra droga chiamata YouTube, però guardo sempre video utili e divulgativi. Mai cahate tipo i famosi YouTubers con tanto di certificato.
Eccomi qua..YouTube è un'ottima fonte di divulgazione per quelli che sono i miei (tanti) interessi; al netto che , anche qui, l'IA sta facendo disastri, col tempo si impara anche cosa vale la pena seguire.
Guardo solo quello che mi piace, punto. Social e simili per me possono chiudere baracca ieri, la TV generalista, tranne qualche canale di divulgazione, per me è morta e sepolta.
Basta solo saper scegliere.
 
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