Trump vs Springsteen:"Un perdente e prugna secca".

Commodore06

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Springsteen ha fatto un paio di belle canzoni. Per il resto è il solito artista con pensiero a sinistra e portafogli rigorosamente a estrema destra come tanti in Italia, ad esempio quella scema della Mannoia che modifica il testo delle sue canzoni per seguire la moda woke.

I Pink Floyd, ragazzi, sono mitici.
The Dark Side of the Moon album stupendo.
Sono gusti personali ma per me The Wall è la loro massima espressione artistica e musicale.
Ogni tanto vedo il film con l'impianto cinema per la gioia dei vicini :asd:

Ps. un "In The Flesh" e un "Run Like Hell" ci vorrebbero pure in Italia :ghign:
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Dirty Harry

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Ognuno ha le sue opinioni. Ma è chiaro che qui dentro c’è un orientamento politico molto marcato che prevale sulle valutazioni artistiche. Aggiungo che non c’è nemmeno obiettività. Springsteen è oggi un ricco signore. Waters, Gilmour e Mason non mi risulta siano poveracci. Tutti quanti, in un modo o nell’altro, hanno parlato di problemi sociali o politici che non li toccavano certo di persona. Non mi sembra che le intemerate distopiche di Animals o The Wall e neppure la narrazione psico filosofica dei due dischi precedenti siano diverse dai disagi di Nebraska o dai personaggi sperduti di Born in The USA (Per restare a periodi di tempi analoghi). Dopodiché basta leggere un qualsiasi buon testo di critica musicale per trovare valutazioni che vadano al di là dei pruriti adolescenziali. Io non sono per nulla d’accordo con chi snobisticamente continua a dire che i Pink Floyd sono finiti dopo l’addio di Barrett; ho amato moltissimo e ascoltato allo stremo tutti i loro dischi in formazione completa. Ma già nel 1975 Wish you were here aveva grosse lacune: have a cigar e welcome… sono a dir poco legnose e il disco diventa buono solo per i due magnifici altri pezzi; nel 1977, quando uscì, Animals per me fu una delusione: Dogs buona ma una specie di Shine on in sedicesimo, sheep discreta, il resto scadente.il disco nasce dagli “avanzi” del precedente, rititolati e da un paio di riempitivi: aggiungiamo una grande idea grafica e un tentativo di letterarietà, ma per chi era innamorato di Echoes è davvero poco o nulla. The Wall porta a destinazione questo percorso: un’opera per me indigeribile che non aveva nulla a che fare, ormai, col suono che mi aveva entusiasmato. The Wall vuole raccontare non più con la musica ma con le parole.
che poi come si tifa Milan si tifi per un gruppo foderandosi occhi e orecchie ci sta.
Che poi l’ideologia renda inviso un musicista ci sta anche, ma ricordate sempre che quello che in America è di sinistra qui non lo è proprio per niente.
 

Ramza Beoulve

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Ognuno ha le sue opinioni. Ma è chiaro che qui dentro c’è un orientamento politico molto marcato che prevale sulle valutazioni artistiche. Aggiungo che non c’è nemmeno obiettività. Springsteen è oggi un ricco signore. Waters, Gilmour e Mason non mi risulta siano poveracci. Tutti quanti, in un modo o nell’altro, hanno parlato di problemi sociali o politici che non li toccavano certo di persona. Non mi sembra che le intemerate distopiche di Animals o The Wall e neppure la narrazione psico filosofica dei due dischi precedenti siano diverse dai disagi di Nebraska o dai personaggi sperduti di Born in The USA (Per restare a periodi di tempi analoghi). Dopodiché basta leggere un qualsiasi buon testo di critica musicale per trovare valutazioni che vadano al di là dei pruriti adolescenziali. Io non sono per nulla d’accordo con chi snobisticamente continua a dire che i Pink Floyd sono finiti dopo l’addio di Barrett; ho amato moltissimo e ascoltato allo stremo tutti i loro dischi in formazione completa. Ma già nel 1975 Wish you were here aveva grosse lacune: have a cigar e welcome… sono a dir poco legnose e il disco diventa buono solo per i due magnifici altri pezzi; nel 1977, quando uscì, Animals per me fu una delusione: Dogs buona ma una specie di Shine on in sedicesimo, sheep discreta, il resto scadente.il disco nasce dagli “avanzi” del precedente, rititolati e da un paio di riempitivi: aggiungiamo una grande idea grafica e un tentativo di letterarietà, ma per chi era innamorato di Echoes è davvero poco o nulla. The Wall porta a destinazione questo percorso: un’opera per me indigeribile che non aveva nulla a che fare, ormai, col suono che mi aveva entusiasmato. The Wall vuole raccontare non più con la musica ma con le parole.
che poi come si tifa Milan si tifi per un gruppo foderandosi occhi e orecchie ci sta.
Che poi l’ideologia renda inviso un musicista ci sta anche, ma ricordate sempre che quello che in America è di sinistra qui non lo è proprio per niente.
Have a cigar legnosa?

I gusti son gusti, per carità, ma per me è un pezzone... il pezzo strumentale finale è da brividi...
 
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Have a cigar legnosa?

I gusti son gusti, per carità, ma per me è un pezzone... il pezzo strumentale finale è da brividi...
Già solo l’assolo è inarrivabile.
Poi ok, i gusti sono gusti, ma oggettivamente c’è poco da dire, i Pink Floyd stanno proprio su un’altra galassia, dov’è Springsteen non si sa manco chi sia. E non c’entra nessuna ideologia, è proprio così.
 
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Con tutto il rispetto del mondo, non mi pare molto ben centrato quello che scrivi.
Ho conosciuto i Pink Floyd intorno al 1974, quindi non sono uno di quelli che rimpiangono Syd Barrett.
All’epoca era appena uscito Dark Side e ho divorato tutti i loro dischi. Mi piacevano persino le due colonne sonore.
Ho atteso spasmodicamente l’uscita di Wish you… che mi è piaciuto solo in parte (la title track e Shine you…). Animals per me è stata una mezza delusione, col senno di poi per l’invadenza del fastidioso cantato di Waters e per tutta la retorica simil orwelliana. Bella Dogs (la tanto vociferata you gotta be Crazy) e poco d’altro. The wall lo comprai per completismo, ma il suono magico e sognante dei primi dischi (su tutti Ummagumma live ed Echoes, non a caso i pilastri di Pompeii) se ne era andato via lasciando il posto prima agli effetti di Dark Side e poi alla goffa adenoidea prosopopea di Waters. The Wall ha fatto scalpore ma credimi i veri Floyd si erano fermati prima.
Springsteen l’ho scoperto anni dopo ed è stato un colpo di fulmine. Passione, empatia, canzoni entusiasmanti e piene di storie che fanno pensare, dedizione totale al pubblico con concerti di 4 ore… guarda caso un italo irlandese. E almeno 6-7 dischi stratosferici più decine di pezzi che chiunque altro pagherebbe per aver scritto lasciati per strada perché non funzionali al progetto artistico.
Con tutto il bene per i Pink Floyd Springsteen gioca la champions League dei fenomeni generazionali insieme con i vari Dylan, Morrison, Beatles, Stones, young. I Pink Floyd sono stati abili a ritagliarsi uno spazio al dil là di capacità tecnica e qualità musicale e a collocarsi, per capirci in coppa uefa. Se li
amate, sentitevi 1000 volte tutti i primi dischi da saucerful I
L'arte è bella per la sua componente soggettiva, motivo per cui, a mio gusto, e sempre nel rispetto dei gusti di tutti, devo dire di discordare molto da questa opinione, che risente molto del tuo sguardo da fan, nulla di male.
La mia è un po' diversa.
Magari i Pink Floyd si giocano la permanenza in champions, ma lo fanno con i Led Zeppelin, con i King Crimson, con i primi Genesis, i Can, etc.
Non certo con il buon Springsteen, per il quale non provo antipatia, ma già nella lega dei cantautori, rispetto a gente come Dylan, Buckley padre e figlio, Crosby, Simon, Young , Nick Drake, etc., è al livello di Lega pro, non si avvicina neanche.
Springsteen per me è l'emblema di quel rock cafone e muscolare da stadio, privo di gusto e di spessore.
La musica è elementare, spesso banale sia dal lato compositivo che da quello esecutivo.
I testi sono spesso faciloni e populisti, la voce insopportabilmente enfatica e sguaiata.
Born in the USA è und egli album più osceni della storia: canzonette terribili arrangiate con i suoni più orrendi del mondo (quei synth e quel rullante gated reverb..mio dio...orrore!!!), strumenti suonati senza personalità, una roba che fa sembrare Britney Spears avanguardia dodecafonica.
Ha cacciato un paio di album carini a fine anni 70, e con la E Street Band dal vivo era potente, ma per il resto per quanto mi riguarda è roba per redneck, una specie di Ligabue americano.
Quanto a Wish ed Animals, sono decenni che ci si scanna sul valore dei Pink Floyd post Barrett e post Dark Side e dubito che il bandolo della matassa lo scioglieremo in questa sede.
Per me alcune canzoni minori di questi due album, come Welcome to the machine, Have a cigar, Pigs o Sheep, sono dei gioielli assoluti, per concetto, testi, costruzione sonora. Ho letto altrove che per te sono legnose. Legnoso è esattamente il termine che riserverei a certe lagne di Springsteen. Come si dice, non è bello ciò che è bello, etc. etc.
 
Ultima modifica:

Maurizio91

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Ahah Springteen un perdente? Sisi (tap tap con la mano sulla testa di Trump).

E a me non piace la sua musica
 

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