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Il recente addio anticipato di Antonio Conte alla panchina del Napoli ha riaperto i giochi sul suo futuro professionale, facendo emergere la suggestiva ipotesi di un clamoroso ritorno alla guida della Nazionale italiana a dieci anni di distanza dalla sua precedente e intensa esperienza biennale terminata nel 2016. Il principale ostacolo a questo scenario è rappresentato dall'oneroso ingaggio del tecnico salentino, che a Napoli percepiva 9 milioni di euro netti a stagione, una cifra del tutto fuori portata per le casse della Federazione se confrontata con gli stipendi di altri recenti commissari tecnici come Gattuso o Spalletti. Per superare questo nodo economico si sta ipotizzando una soluzione simile a quella adottata nel 2014, ovvero il ricorso al contributo finanziario di importanti sponsor commerciali per coprire parte dello stipendio. La situazione legata alla panchina azzurra resta comunque subordinata alle imminenti elezioni del nuovo presidente federale, previste per il 22 giugno, che dovranno ridefinire la guida della FIGC. Nel caso in cui la trattativa con la Nazionale non dovesse andare in porto, Conte potrebbe valutare l'idea di un anno sabbatico oppure prendere in considerazione le offerte di grandi club di Serie A, con Juventus e Milan che rimangono vigili alla finestra: i bianconeri hanno in realtà blindato Luciano Spalletti dopo la conquista della Champions League, mentre i rossoneri potrebbero separarsi da Massimiliano Allegri, il quale è a sua volta corteggiato proprio dal Napoli per la successione. Lo riporta Virgilio Sport.