Schira:"Milan, frizioni interne. E Allegri...".

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E infatti a maggio/giugno, come suggerisce Schira, capiremo tante cose, anche degli ultimi anni. La narrazione dominante è che Furlani sia stato messo lì per volere di Elliott ma ora i Singer sono ufficialmente fuori. I nuovi investirori che sostengono RedBird, Comvest, non hanno nulla a che vedere con i vecchi proprietari, al di di là di complottismi vari.

A questo punto non ci sono più scuse. Ci può stare non aver cambiato subito per non turbare gli assetti nel corso della stagione e per cercare di raggiungere l'obiettivo fondamentale del quarto posto ma anche quest'ultima giustificazione cadrà nel giro di tre mesi. Se a fine stagione la dirigenza sarà confermata in toto, come temo che accadrà, allora forse, e dico forse, si capirà finalmente che il Milan non è tenuto in ostaggio da oscuri giochi finanziari ma dalla sindrome di Dunning-Kruger di Gerry Cardinale.
Sia all'inter che al milan ci sono troppi legami fantasmi con le vecchie proprietà.
Qualcosa dietro ci deve essere.
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Nicolò Schira sul Milan:"Allegri ha altri due anni di contratto con il Milan. Sono circolate tante voci: Allegri vorrebbe avere più voce in capitolo, più forza, un ruolo più centrale sul mercato, ma faccio fatica a pensare che possa lasciare il Milan. Ci sono le solite frizioni interne. Tare fa una cosa, Furlani ne fa un'altra, Moncada è più verso Furlani, Ibrahimovic è una terza linea. C'è tanta confusione ed è il problema del Milan delle ultime sessione di calciomercato, basti pensare a Mateta. Un'operazione che ha provato a fare da solo Furlani, Tare non sapeva praticamente nulla, Allegri lo ha saputo dopo e non l'aveva neanche del tutto avallata. A maggio/giugno parleremo anche delle possibili novità dell'assetto societario".

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Quindi in soldoni prepariamoci nuovamente all'ennesima rivoluzione dove si cambia tutto e niente
 

-Lionard-

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Praticamente l’AC Milan oggi è governato da Furlani.

All’inizio era circondato da uomini di calcio. Li ha fatti fuori uno alla volta.
Poi sono andati via quasi tutti i giocatori che avevano costruito e che ci avevano portato uno scudetto.
Si è poi circondato di nuovi uomini di calcio. Uno si proclamava comandante, ma dopo pochi mesi, il nano, è volato a New York a riprendersi il controllo.
Fallimento? Si corre ai ripari. Arrivano altre figure esperte, in dirigenza e in panchina.
E cosa cambia?
Nulla. Continua a decidere lui. Operazioni senza vera condivisione (Nkunku, il tentativo per Mateta), una linea tecnica poco chiara. Il Milan oggi non è né carne né pesce.

Si parla di rifinanziamenti, di rimborso del prestito a Elliott con consequenziale chiusura, ma lui resta lì. Intoccabile.

La domanda è semplice: perché?
Chi è davvero? Che cosa vuole ha?

Il Milan non è una start-up. È una società fondata nel 1899, quando il pallone era di cuoio e si giocava al Trotter.
Qui c’è una storia fatta di sudore, sacrifici, campioni veri.
Governare il Milan non è solo fare numeri a bilancio. È rispetto per ciò che rappresenta.
E oggi, francamente, questo rispetto non lo vedo.

Lo slogan non è, e non è mai stato "Cardinale devi vendere",
bisogna colpire Furlani.
La mia teoria è semplice: circonvenzione di incapace, punita dall'art. 643 del Codice Penale italiano. Furlani in Elliott era un semplice analyst della sede italiana, uno come tanti altri, e non godeva della stima dei top manager che infatti mai lo avrebbero preso in considerazione per il ruolo di AD. Con la scusa della passione per il Milan, si è fatto inserire in CDA con l'amico Cocirio e da qui ha iniziato a tessere la sua tela. Quando ha saputo dell'interesse di RedBird, ha convinto Cardinale di essere l'uomo giusto per tenere sotto controllo i costi e per competenze calcistiche e quello ci è "cascato" perchè gli ha garantito il famoso "cash flow".

Leggetevi l'intervista famosa di Maldini, quando riporta il suo dialogo con il CEO di Redbird.: "Cardinale mi disse che io e Massara eravamo licenziati. Gli chiesi perché e lui mi parlò di cattivi rapporti con l’ad Furlani. Allora io gli dissi: ti ho mai chiamato per lamentarmi di lui? Mai.
 
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La mia teoria è semplice: circonvenzione di incapace, punita dall'art. 643 del Codice Penale italiano. Furlani in Elliott era un semplice analyst della sede italiana, uno come tanti altri, e non godeva della stima dei top manager che infatti mai lo avrebbero preso in considerazione per il ruolo di AD. Con la scusa della passione per il Milan, si è fatto inserire in CDA con l'amico Cocirio e da qui ha iniziato a tessere la sua tela. Quando ha saputo dell'interesse di RedBird, ha convinto Cardinale di essere l'uomo giusto per tenere sotto controllo i costi e per competenze calcistiche e quello ci è "cascato" perchè gli ha garantito il famoso "cash flow".

Leggetevi l'intervista famosa di Maldini, quando riporta il suo dialogo con il CEO di Redbird.: "Cardinale mi disse che io e Massara eravamo licenziati. Gli chiesi perché e lui mi parlò di cattivi rapporti con l’ad Furlani. Allora io gli dissi: ti ho mai chiamato per lamentarmi di lui? Mai.
Mi risulata difficile credere a questi livelli ci si possa candidare per alzata di mano.
Per me furlani è semplicemente una delle mille teste dello stesso mostro.

Sulla pelle del milan si sta facendo una grandissima speculazione finanziaria e furlani è stato messo la semplicemente per conto d'altri.

Furlani e scaroni sono potentissimi, rappresentano il punto di contatto con finanza e istituzioni.


Il milan se lo stanno succhiando tutto.
 
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La mia teoria è semplice: circonvenzione di incapace, punita dall'art. 643 del Codice Penale italiano. Furlani in Elliott era un semplice analyst della sede italiana, uno come tanti altri, e non godeva della stima dei top manager che infatti mai lo avrebbero preso in considerazione per il ruolo di AD. Con la scusa della passione per il Milan, si è fatto inserire in CDA con l'amico Cocirio e da qui ha iniziato a tessere la sua tela. Quando ha saputo dell'interesse di RedBird, ha convinto Cardinale di essere l'uomo giusto per tenere sotto controllo i costi e per competenze calcistiche e quello ci è "cascato" perchè gli ha garantito il famoso "cash flow".

Leggetevi l'intervista famosa di Maldini, quando riporta il suo dialogo con il CEO di Redbird.: "Cardinale mi disse che io e Massara eravamo licenziati. Gli chiesi perché e lui mi parlò di cattivi rapporti con l’ad Furlani. Allora io gli dissi: ti ho mai chiamato per lamentarmi di lui? Mai.
Già sempre pensato e aggiungo un passaggio della stessa intervista.

“È stato veicolato il concetto che io e Massara siamo stati allontanati perché non condividevamo obiettivi e strategie di mercato: niente di più lontano dal vero. Anche da un punto di vista formale. Infatti, se parliamo delle condizioni di ingaggio, non ho mai avuto potere di firma neanche per i prestiti. Tuttavia essere accusato di non avere voluto condividere non lo trovo affatto giusto"

Ecco, infatti l'addio di Maldini passò così per molti haters in quel momento.

"Voleva fare di testa sua". "Troppo ego".
Tutte ste boiate che i boccaloni diffondevano, venivano appunto veicolate, per ammissione dello stesso Maldini.
Ovviamente se il messaggio era veicolato, """qualcuno""" deve averlo prima studiato e poi diffuso attraverso i soliti.

Che schifo.
 

-Lionard-

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Mi risulata difficile credere a questi livelli ci si possa candidare per alzata di mano.
Per me furlani è semplicemente una delle mille teste dello stesso mostro.

Sulla pelle del milan si sta facendo una grandissima speculazione finanziaria e furlani è stato messo la semplicemente per conto d'altri.

Furlani e scaroni sono potentissimi, rappresentano il punto di contatto con finanza e istituzioni.


Il milan se lo stanno succhiando tutto.
Ma non è alzata di mano, si tratta di tessere i rapporti e a certi livelli è così che si ottengono le poltrone più prestigiose.

Se non ci fosse stato Furlani, Cardinale ci avrebbe piazzato il solito Alec Schneider, con cui aveva collaborato a diversi progetti sportivi negli USA, o il Comolli di turno. E a proposito di quest'ultimo, ricordiamo che nel 2024 Cardinale lo incontrò quando stava cercando di concludere la cessione di una quota di minoranza agli arabi. Probabilmente aveva capito che Furlani non era all'altezza, come aveva dichiarato di essere, e stava cercando un sostituto ma fu bloccato dalla famosa inchiesta e anche dal tema del vendor loan.

Ora è libero, nessuno lo può condizionare. Se a giugno confermerà Furlani, magari con tanto di allontanamento di Tare e le dimissioni di Allegri, sarà difficile sostenere che sia ancora colpa dei Singer.
 

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