Ormai parlatene pure senza spoiler, sono passati 15 giorni.
Mi è piaciuto per due terzi.
Dirò una cosa, i maggiori fastidi li ho avuti non dal woke (presente in pillole brevissime e per questo indigeste in un quadro altrimenti "pulito", e dunque straevidente per imposizione della casa cinematografica), cast o costumi, ma come purista dell'Odissea.
La prima parte di introduzione, con tutti quei salti di regia, salti temporali, flashback, introduzione alla vicenda, è FENOMENALE, Nolan in steroidi.
La terza molto buona.
Quella in mezzo, quella del viaggio, l'ho trovata personalmente orribile.
Ma attenzione, non è qualcosa fatto a caso: c'è un messaggio dietro. Tutta la parte del viaggio potrebbe non esistere affatto ed essere una proiezione mentale di Ulisse, come Atena. Gli indizi sono ovunque, ora non ho tempo ma potrei dimostrarlo in tanti dettagli.
Quindi non è un "difetto", è una visione del regista. A me però da purista omerico (che era comunque disposto ad accettare qualche modifica come quella di "nessuno") la messa in scena del viaggio non è piaciuta per nulla.
Invece la versione nolaniana dell'Ulisse che ha paura di tornare a casa temendo di trovarla come Troi., e usa gli dei che lo ostacolano come pretesto per mascherare i crimini derivati dal suo ingegno, non mi è dispiaciuta e l'ho trovata interessante. L'ingegno umano, il cosiddetto "progresso", il culto dell'umanesimo senza dei, che può provocare morte e distruzione è tematica interessante, come in Oppenheimer.
Non c'è nulla di sinistra o destra nei messaggi. La Legge di Zeus, il popolo del mare, per esempio possono essere interpretata dall'estrema sinistra come Netanyahu che invade la Palestina e ***** come Gaza, ma anche i Proci allora sono invasori che invadono la proprietà privata, come le risorse che non rispettano le nostre tradizioni, e lo stesso Ulisse guarito mentalmente per proteggere "patria e famiglia" alla fine si fa comunque giustizia come Roggero. Questa parte non è stata modificata da Nolan, la legge di zeus si applica non solo ai greci ma anche ai proci. La casa di Ulisse li aveva accolti con ogni riguardo, come facciamo noi con le risorse.
E sarebbe stato anche semplice fare di Penelope la classica femminista che si prende il trono alla fine (come Jasmine nel live action disney) e cede alla tentazione estrema di una notte infedele con Antinoo dando la colpa di tutto al marito maschio. E invece no, nel finale di nolan c'è un concetto tradizionale di famiglia molto di destra e patriarcale, con Telemaco maschio che eredità la corona e la coppia che si gode la felicità, la stessa Penelope non fa certo discorsi di indipendenza o disdegno del sesso maschile, ma dice sempre di "io non voglio un uomo, non voglio un trono... io voglio Ulisse!"
Secondo me Nolan se ne è totalmente infischiato di sinistra o destra, e la dimostrazione è che ognuno ci vede quello che vuole.
Da questo punto di vista mi dissocio totalmente dai tentativi di etichettare politicamente questo film.