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GDS: il Milan attuale evidenzia una preoccupante mancanza di certezze quando scende in campo con le seconde linee, dimostrando di non essere una squadra capace di viaggiare a certe condizioni poiché, tolto un solo pezzo, il motore rallenta, e tolto più di uno si sbanda completamente. Le rotazioni effettuate non sono state dettate solo dalla necessità di gestire le risorse e dalla fisiologica stanchezza post derby, ma hanno mostrato un'intensità azzerata e una totale mancanza di energie europee, con un gruppo nuovamente rivisto e corretto a causa della squalifica di Maignan che ha costretto a schierare Torriani in porta, il quale si è reso colpevole sul primo gol. Nessuno dei giocatori in campo è riuscito ad accendere la luce, a partire da un Cisse per nulla gasato dalla prima convocazione in Nazionale e durato solo un tempo, evidenziando una differenza troppo netta tra titolari e riserve che rende il mercato di gennaio l'unica via per colmare questa distanza. Le prestazioni dei singoli confermano le difficoltà generali, a cominciare da Davide Bartesaghi, giudicato insufficiente, e dai cambi in difesa con Terracciano e Diawara, dove il primo è apparso male e il secondo discontinuo, mentre a centrocampo Jashari è risultato molle in difesa e inconcludente in attacco, e Musah è stato tra i peggiori. La situazione generale evidenzia che il Milan non schiera la formazione titolare più giovane d'Europa a caso, ma che la gestione della rosa e l'età media di 23 anni e 225 giorni riflettono una linea verde che però accusa il colpo quando si attua un eccessivo turnover. Il fallimento del ricambio non è una novità stagionale, ricordando i precedenti passati con il Benfica e la mancata prova d'appello a Bournemouth, dove l'espulsione di Maignan e il doppio svantaggio avevano compromesso la gara ma la differenza di ritmo era stata evidente anche in inferiorità numerica, così come la terza prova insufficiente contro il Bologna, in cui gli infortuni di Gila, Moreira e Rabiot avevano imposto una formazione insolita. Pulisic e Modric erano stati lasciati a riposo proprio in funzione del turnover, ma alla quarta bocciatura Amorim viene invitato a riflettere sul futuro poiché il Milan non può permettersi rotazioni massive ma al massimo qualche piccola sostituzione nell'ingranaggio, pena il rischio di finire definitivamente fuori strada.