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GDS: il nuovo Milan prenderà forma soltanto dopo la fine del campionato, distante appena cinque giorni, un periodo che l'ambiente rossonero vorrebbe trascorrere in serenità per concentrarsi sull'ultima partita, anche se le grandi manovre societarie sono già in corso senza aspettare le decisioni definitive di fine maggio. Oltre alla posizione del tecnico Allegri, restano da definire diversi ruoli nell'organigramma, a partire da quello di Zlatan Ibrahimovic; l'attuale Senior Advisor di Gerry Cardinale sembra essersi allontanato, come dimostra l'assenza a Marassi per impegni personali e il suo imminente impegno dall'undici giugno come opinionista di punta per Fox Sports ai Mondiali, una scelta che ha scatenato l'apprezzamento dei fan globali ma anche i malumori dei tifosi milanisti, i quali lo vorrebbero più concentrato sulle dinamiche del club. Al contrario, l'amministratore delegato Giorgio Furlani appare totalmente dedito alla causa, nonostante sia bersaglio delle critiche della tifoseria e abbia definito l'ultima giornata al Ferraris come la più stressante della sua vita; Furlani ha recentemente guidato la delegazione rossonera a Londra per incontrare Cardinale, a cui spetterà la decisione finale sul futuro dell'assetto societario, anche se non si esclude una rinuncia spontanea dello stesso ad per ritornare a occuparsi di pura finanza. In questo scenario di rinnovamento emerge la figura di Adriano Galliani, lo storico e plurititolato dirigente dell'era Berlusconi rimasto un grande tifoso milanista, il quale è stato avvistato visibilmente triste in tribuna durante la sfida contro l'Atalanta; dopo i passati contatti infruttuosi con Cardinale, questa volta potrebbe concretizzarsi un suo ritorno come uomo forte all'interno della società. La presenza di Galliani rappresenterebbe inoltre una solida garanzia per Allegri, dato che fu proprio lui a portarlo al Milan nel 2010 e i loro rapporti sono rimasti ottimi, aprendo così alla possibilità di una coesistenza con Furlani – qualora quest'ultimo rimanesse al suo posto – in cui all'esperto ex amministratore delegato verrebbe affidato un ruolo dirigenziale di più ampio respiro.