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Il CorSera analizza la complessa situazione tra Antonio Conte e il Napoli, evidenziando che, nonostante un altro anno di contratto a otto milioni di euro netti, le parti stanno valutando una separazione consensuale dovuta a divergenze tecniche e ambientali piuttosto che economiche. Conte, infatti, necessita di un progetto in cui credere fermamente, di totale fiducia nell'ambiente circostante ed è infastidito dalle critiche eccessive, e sebbene il bilancio del suo biennio sia positivo grazie alla vittoria di Scudetto, Supercoppa e alla qualificazione in Europa, la stagione è stata complicata da una Champions League sotto le aspettative, dall'inserimento difficoltoso di undici nuovi giocatori e da gravi infortuni che hanno minato l'armonia dello spogliatoio. Di fronte a questo scenario e alle recenti dichiarazioni del tecnico volte a preparare il terreno per il futuro, l'orientamento attuale sembra essere quello del divorzio, spingendo il presidente Aurelio De Laurentiis a non farsi cogliere impreparato e ad avviare il casting per la successione. L'obiettivo della società è avviare una ristrutturazione e un progetto di normalizzazione per passare dal metodo vincente ma mentalmente usurante di Conte a una gestione con parametri economici più contenuti senza però ridimensionare le ambizioni, prevedendo l'addio dei calciatori più anziani e l'innesto di giovani prospetti su una base comunque solida. Per la panchina l'ipotesi più concreta e avviata è quella di Maurizio Sarri, ma restano valide anche l'opzione Vincenzo Italiano e la suggestione Massimiliano Allegri, con la certezza assoluta che chiunque arriverà dovrà raccogliere un'eredità decisamente pesante.