Milan: arriva D'Amico. Galliani spera nel ribaltone...

iceman.

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Tuttosport: il futuro dirigenziale del Milan si appresta a vivere una trasformazione radicale che vedrà l'uscita di scena del direttore sportivo Igli Tare, il cui addio al termine del campionato appare ormai scontato nell'ottica di un profondo rinnovamento dell'assetto societario. In questo scenario di incertezza, legato anche alla permanenza di Max Allegri in panchina e alla definizione del potere decisionale di Giorgio Furlani e Zlatan Ibrahimovic, il club rossonero ha scelto di puntare con decisione su Tony D'Amico, attuale ds dell'Atalanta. Si tratta di un ritorno di fiamma, poiché già un anno fa D'Amico era stato vicinissimo al Milan prima del veto posto dalla famiglia Percassi, che non voleva privarsi di un elemento chiave dopo l'addio di Gasperini. Attualmente la situazione è mutata radicalmente, dato che l'Atalanta ha già individuato in Cristiano Giuntoli il successore ideale, aprendo di fatto la strada alla risoluzione del contratto di D'Amico, prevista entro fine mese. Il profilo del dirigente pescarese è particolarmente apprezzato dal fondo RedBird per la sua capacità di coniugare risultati sportivi e plusvalenze, come dimostrato dai colpi messi a segno a Verona e Bergamo con giocatori del calibro di Ederson, Retegui e De Ketelaere. Sebbene il Milan abbia già intavolato discorsi per un contratto biennale con opzione per il terzo anno, deve guardarsi dalla concorrenza della Roma, dove Gasperini lo avrebbe caldeggiato alla proprietà Friedkin per sostituire l'uscente Massara. In questo clima di cambiamenti, aggravato dalle recenti contestazioni dei tifosi, è intervenuto direttamente Gerry Cardinale dagli Stati Uniti per richiamare tutti all'ordine, sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione in Champions League, obiettivo vitale per garantire la stabilità economica e la futura programmazione del club, indispensabile per colmare il divario con l'Inter.

Sempre TS sul possibile ritorno di Galliani: Gerry Cardinale interviene con fermezza nel momento critico del Milan per richiamare ogni componente del club, dalla dirigenza all'area tecnica fino ai giocatori, all'unità assoluta e alla massima concentrazione sull'obiettivo della qualificazione in Champions League, sottolineando come non sia ammissibile sprecare dieci mesi di lavoro e mettere a rischio i circa 60 milioni di euro garantiti dal torneo, fondamentali per i bilanci, la programmazione futura e il necessario rafforzamento della squadra per colmare il divario con l'Inter. Il proprietario rossonero ha fatto sentire la sua voce dagli Stati Uniti proprio mentre il clima attorno alla società si faceva teso a causa delle contestazioni della tifoseria e delle incertezze sul futuro, imponendo uno stop alle divisioni interne in concomitanza con l'inizio del ritiro della squadra a Milanello. La preparazione della sfida contro il Genoa ha subito un piccolo intoppo logistico legato alla definizione dell'orario della partita, che ha spinto Allegri a cancellare una seduta di allenamento per non affaticare i giocatori, ma ora il mirino è puntato esclusivamente sul campo, rimandando a dopo il raggiungimento del traguardo europeo le grandi manovre societarie che vedono tutti potenzialmente a rischio, dall'imminente addio del ds Tare alla posizione incerta di Furlani, nonostante quest'ultimo stia già pianificando l'arrivo di D'Amico come nuovo direttore sportivo. In questo scenario di possibile ribaltone totale si inseriscono anche le ambizioni di Ibrahimovic, che spinge per ottenere maggiore potere decisionale in collaborazione con Moncada, e la suggestione di un clamoroso ritorno di Adriano Galliani, già incontrato in passato da Cardinale, mentre Allegri resta in attesa di garanzie sul mercato o di eventuali chiamate dalla Nazionale.

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Che faccia da pesce lesso ...
 
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