Allegri pronto ad andarsene. Cardinale vorrebbe restasse.

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CorSport: in casa Milan regna un clima di profonda instabilità che preannuncia una vera e propria rivoluzione a fine stagione, mettendo in discussione ogni figura societaria, a partire dal direttore sportivo Igli Tare. Il punto di rottura principale risiede nel rapporto ormai insanabile tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic, culminato in una lite furibonda dopo la sconfitta contro il Napoli del 6 aprile. La tensione è alimentata da gravi interferenze tecniche, con lo svedese accusato di aver scavalcato l'allenatore telefonando a giocatori come Leao e Fofana per impartire consigli tattici contrastanti con quelli dello staff. A questo si aggiungono le frizioni sul mercato: Allegri lamenta la mancata disponibilità di fondi per rinforzi invernali poi smentita dal tentativo, sfumato solo per motivi fisici, di acquistare Mateta. Nonostante la proprietà Cardinale sia orientata alla conferma e sia previsto un rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League, Allegri starebbe seriamente valutando l'addio, attratto dall'ipotesi di diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, posizione legata all'esito delle elezioni federali di giugno che vedono favorito Giovanni Malagò. Il futuro assetto societario rimane incerto e oscilla tra tre possibili scenari: un pieno potere decisionale affidato a Ibrahimovic con l'innesto di Paratici come DS, la continuità di Giorgio Furlani affiancato da Tony D'Amico, oppure il suggestivo ritorno di Adriano Galliani in veste di supervisore o presidente, opzione che vedrebbe la nomina di un nuovo amministratore delegato per la quale RedBird starebbe già effettuando i primi sondaggi.

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Ramza Beoulve

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CorSport: in casa Milan regna un clima di profonda instabilità che preannuncia una vera e propria rivoluzione a fine stagione, mettendo in discussione ogni figura societaria, a partire dal direttore sportivo Igli Tare. Il punto di rottura principale risiede nel rapporto ormai insanabile tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic, culminato in una lite furibonda dopo la sconfitta contro il Napoli del 6 aprile. La tensione è alimentata da gravi interferenze tecniche, con lo svedese accusato di aver scavalcato l'allenatore telefonando a giocatori come Leao e Fofana per impartire consigli tattici contrastanti con quelli dello staff. A questo si aggiungono le frizioni sul mercato: Allegri lamenta la mancata disponibilità di fondi per rinforzi invernali poi smentita dal tentativo, sfumato solo per motivi fisici, di acquistare Mateta. Nonostante la proprietà Cardinale sia orientata alla conferma e sia previsto un rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League, Allegri starebbe seriamente valutando l'addio, attratto dall'ipotesi di diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, posizione legata all'esito delle elezioni federali di giugno che vedono favorito Giovanni Malagò. Il futuro assetto societario rimane incerto e oscilla tra tre possibili scenari: un pieno potere decisionale affidato a Ibrahimovic con l'innesto di Paratici come DS, la continuità di Giorgio Furlani affiancato da Tony D'Amico, oppure il suggestivo ritorno di Adriano Galliani in veste di supervisore o presidente, opzione che vedrebbe la nomina di un nuovo amministratore delegato per la quale RedBird starebbe già effettuando i primi sondaggi.

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Ennesima "rivoluzione" alla fine della quale ci troveremo ancora con dirigenti incompetenti ed a cui non frega nulla del lato sportivo e gente che vuole solo prendere stecche da procuratori o squadre amiche o comunque speculare sulla pelle del Milan...

E da quando c'è il lurido yankee che è così...
 
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CorSport: in casa Milan regna un clima di profonda instabilità che preannuncia una vera e propria rivoluzione a fine stagione, mettendo in discussione ogni figura societaria, a partire dal direttore sportivo Igli Tare. Il punto di rottura principale risiede nel rapporto ormai insanabile tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic, culminato in una lite furibonda dopo la sconfitta contro il Napoli del 6 aprile. La tensione è alimentata da gravi interferenze tecniche, con lo svedese accusato di aver scavalcato l'allenatore telefonando a giocatori come Leao e Fofana per impartire consigli tattici contrastanti con quelli dello staff. A questo si aggiungono le frizioni sul mercato: Allegri lamenta la mancata disponibilità di fondi per rinforzi invernali poi smentita dal tentativo, sfumato solo per motivi fisici, di acquistare Mateta. Nonostante la proprietà Cardinale sia orientata alla conferma e sia previsto un rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League, Allegri starebbe seriamente valutando l'addio, attratto dall'ipotesi di diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, posizione legata all'esito delle elezioni federali di giugno che vedono favorito Giovanni Malagò. Il futuro assetto societario rimane incerto e oscilla tra tre possibili scenari: un pieno potere decisionale affidato a Ibrahimovic con l'innesto di Paratici come DS, la continuità di Giorgio Furlani affiancato da Tony D'Amico, oppure il suggestivo ritorno di Adriano Galliani in veste di supervisore o presidente, opzione che vedrebbe la nomina di un nuovo amministratore delegato per la quale RedBird starebbe già effettuando i primi sondaggi.

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Francamente a questo punto spero seriamente che Allegri vada in nazionale, un altro anno come questo non lo reggo
 

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