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GDS: nonostante il recente stop contro la Lazio, Massimiliano Allegri non intende stravolgere il suo assetto tattico e per la sfida contro il Torino confermerà il collaudato 3-5-2, puntando su un cambio di atteggiamento mentale piuttosto che su rivoluzioni strutturali. Il tecnico ha lavorato intensamente a Milanello per correggere la perdita di compattezza e le distanze eccessive tra i reparti viste all'Olimpico, confidando soprattutto nel fondamentale rientro di Rabiot, la cui presenza garantisce una media punti nettamente superiore e permette a Fofana di agire in una posizione più arretrata. Mentre sulla fascia sinistra si rivedrà Bartesaghi dal primo minuto al posto di Estupinan, i dubbi principali riguardano l'attacco, dove però Leao e Pulisic restano favoriti per una maglia da titolari: il chiarimento avvenuto tra i due dopo le tensioni di Roma e la necessità di riscatto sembrano aver convinto Allegri a puntare ancora su di loro, preferendoli a un Nkunku apparso poco brillante nelle ultime uscite.
CorSera: L'impatto di Adrien Rabiot sul Milan è paragonabile a quello di Lautaro Martínez per l'Inter, delineando una differenza netta tra una squadra da scudetto e una da metà classifica: con il francese in campo la media punti è di 2.42, mentre senza di lui crolla a 1.4, portando a sole due vittorie in sette assenze. La sua recente squalifica contro la Lazio è costata cara ai rossoneri, che hanno perso la leadership, l'esperienza e il senso della posizione che il centrocampista garantisce, oltre a un bottino prezioso di 4 gol e 5 assist in 20 partite. Fortemente voluto da Allegri dopo il debutto negativo contro la Cremonese, Rabiot ha instaurato un feeling perfetto con Modric, diventando il perno di un centrocampo che detta i tempi di gioco. Proprio per questa sua centralità, l'allenatore ha chiesto per il futuro altri quattro innesti con le medesime caratteristiche di personalità e prontezza, mentre il giocatore, che mira a un posto per il prossimo Mondiale, ha confermato di voler fare la storia del club.
CorSera: L'impatto di Adrien Rabiot sul Milan è paragonabile a quello di Lautaro Martínez per l'Inter, delineando una differenza netta tra una squadra da scudetto e una da metà classifica: con il francese in campo la media punti è di 2.42, mentre senza di lui crolla a 1.4, portando a sole due vittorie in sette assenze. La sua recente squalifica contro la Lazio è costata cara ai rossoneri, che hanno perso la leadership, l'esperienza e il senso della posizione che il centrocampista garantisce, oltre a un bottino prezioso di 4 gol e 5 assist in 20 partite. Fortemente voluto da Allegri dopo il debutto negativo contro la Cremonese, Rabiot ha instaurato un feeling perfetto con Modric, diventando il perno di un centrocampo che detta i tempi di gioco. Proprio per questa sua centralità, l'allenatore ha chiesto per il futuro altri quattro innesti con le medesime caratteristiche di personalità e prontezza, mentre il giocatore, che mira a un posto per il prossimo Mondiale, ha confermato di voler fare la storia del club.