Milan: 400 mln investiti, ma quanti flop. Calvelli diventa centrale?

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GDS: dal momento del suo insediamento il 31 agosto 2022, la gestione di Gerry Cardinale alla guida del Milan è stata caratterizzata da investimenti massicci nel calciomercato, con una spesa complessiva per i cartellini che ha raggiunto i 405,1 milioni di euro, parzialmente bilanciata dalle cessioni. Nonostante l'impegno economico, il numero uno di RedBird ha espresso insoddisfazione per l'operato dei diversi dirigenti che si sono succeduti — da Maldini e Moncada fino a Furlani, Tare e Massimo Calvelli — a causa di un rendimento sportivo e finanziario spesso al di sotto delle aspettative. Molti acquisti si sono rivelati transitori, lasciando il club dopo pochi mesi o stagioni senza generare il valore sperato: sebbene profili come Thiaw e Okafor abbiano garantito plusvalenze, il loro apporto sul campo è stato limitato, mentre operazioni come quelle di Emerson Royal e Morata sono state giudicate negativamente. L'eccezione più brillante è rappresentata da Tijjani Reijnders, acquistato per 25 milioni e rivenduto al Manchester City per ben 75 milioni (bonus inclusi), segnando la cessione più remunerativa dell'era RedBird, superiore anche a quella di Tonali (operazione ereditata dalla gestione Elliott). La strategia di Cardinale ha privilegiato investimenti estivi onerosi, culminando nella sessione più costosa proprio nell'ultima estate con oltre 155 milioni investiti, dove spicca l'acquisto di Christopher Nkunku per 37 milioni di euro dal Chelsea e quello di Ardon Jashari per 34 milioni dal Bruges. Mentre il mercato invernale è stato solitamente parco, eccezion fatta per il gennaio 2025 con gli arrivi di Gimenez, Bondo e diversi prestiti di rilievo come Joao Felix, la rosa attuale vede ancora tra i protagonisti innesti delle passate stagioni come Fofana, Pavlovic, Pulisic e Loftus-Cheek, in un clima di incertezza riguardo al futuro organigramma societario che potrebbe vedere una centralità sempre maggiore di Massimo Calvelli nella gestione dei conti.

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GDS: dal momento del suo insediamento il 31 agosto 2022, la gestione di Gerry Cardinale alla guida del Milan è stata caratterizzata da investimenti massicci nel calciomercato, con una spesa complessiva per i cartellini che ha raggiunto i 405,1 milioni di euro, parzialmente bilanciata dalle cessioni. Nonostante l'impegno economico, il numero uno di RedBird ha espresso insoddisfazione per l'operato dei diversi dirigenti che si sono succeduti — da Maldini e Moncada fino a Furlani, Tare e Massimo Calvelli — a causa di un rendimento sportivo e finanziario spesso al di sotto delle aspettative. Molti acquisti si sono rivelati transitori, lasciando il club dopo pochi mesi o stagioni senza generare il valore sperato: sebbene profili come Thiaw e Okafor abbiano garantito plusvalenze, il loro apporto sul campo è stato limitato, mentre operazioni come quelle di Emerson Royal e Morata sono state giudicate negativamente. L'eccezione più brillante è rappresentata da Tijjani Reijnders, acquistato per 25 milioni e rivenduto al Manchester City per ben 75 milioni (bonus inclusi), segnando la cessione più remunerativa dell'era RedBird, superiore anche a quella di Tonali (operazione ereditata dalla gestione Elliott). La strategia di Cardinale ha privilegiato investimenti estivi onerosi, culminando nella sessione più costosa proprio nell'ultima estate con oltre 155 milioni investiti, dove spicca l'acquisto di Christopher Nkunku per 37 milioni di euro dal Chelsea e quello di Ardon Jashari per 34 milioni dal Bruges. Mentre il mercato invernale è stato solitamente parco, eccezion fatta per il gennaio 2025 con gli arrivi di Gimenez, Bondo e diversi prestiti di rilievo come Joao Felix, la rosa attuale vede ancora tra i protagonisti innesti delle passate stagioni come Fofana, Pavlovic, Pulisic e Loftus-Cheek, in un clima di incertezza riguardo al futuro organigramma societario che potrebbe vedere una centralità sempre maggiore di Massimo Calvelli nella gestione dei conti.

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Vanno avanti con questa narrazione.
Se il bilancio del Milan è attivo significa che i soldi messi sono meno dei soldi incamerati (per farla semplice). Chi invece ha messo tanti soldi e ottenuto niente sono i tifosi del Milan.
 
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GDS: dal momento del suo insediamento il 31 agosto 2022, la gestione di Gerry Cardinale alla guida del Milan è stata caratterizzata da investimenti massicci nel calciomercato, con una spesa complessiva per i cartellini che ha raggiunto i 405,1 milioni di euro, parzialmente bilanciata dalle cessioni. Nonostante l'impegno economico, il numero uno di RedBird ha espresso insoddisfazione per l'operato dei diversi dirigenti che si sono succeduti — da Maldini e Moncada fino a Furlani, Tare e Massimo Calvelli — a causa di un rendimento sportivo e finanziario spesso al di sotto delle aspettative. Molti acquisti si sono rivelati transitori, lasciando il club dopo pochi mesi o stagioni senza generare il valore sperato: sebbene profili come Thiaw e Okafor abbiano garantito plusvalenze, il loro apporto sul campo è stato limitato, mentre operazioni come quelle di Emerson Royal e Morata sono state giudicate negativamente. L'eccezione più brillante è rappresentata da Tijjani Reijnders, acquistato per 25 milioni e rivenduto al Manchester City per ben 75 milioni (bonus inclusi), segnando la cessione più remunerativa dell'era RedBird, superiore anche a quella di Tonali (operazione ereditata dalla gestione Elliott). La strategia di Cardinale ha privilegiato investimenti estivi onerosi, culminando nella sessione più costosa proprio nell'ultima estate con oltre 155 milioni investiti, dove spicca l'acquisto di Christopher Nkunku per 37 milioni di euro dal Chelsea e quello di Ardon Jashari per 34 milioni dal Bruges. Mentre il mercato invernale è stato solitamente parco, eccezion fatta per il gennaio 2025 con gli arrivi di Gimenez, Bondo e diversi prestiti di rilievo come Joao Felix, la rosa attuale vede ancora tra i protagonisti innesti delle passate stagioni come Fofana, Pavlovic, Pulisic e Loftus-Cheek, in un clima di incertezza riguardo al futuro organigramma societario che potrebbe vedere una centralità sempre maggiore di Massimo Calvelli nella gestione dei conti.

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Sarei curioso di sapere cosa dell’operato di Maldini non è piaciuto alla proprietà.

Dopo Maldini c’è stata l’apoteosi della confusione societaria e dell’incompetenza, in altre parole siamo diventati un circo, che però, al contrario del circo vero, non fa divertire nessuno, a parte qualche “tifoso straniero” che neanche conosce i colori della nostra maglia.

E poi basta prendere in giro i tifosi con la favola degli investimenti massicci. Sono state fatte plusvalenze per n milioni, e buttati soldi per giocatori portati da procuratori amici o provenienti da squadre appartenenti a proprietà americane (sarà un caso…).

La sintesi di tutto è che con l’incompetenza e l’arroganza, caratteristiche delle quali la nostra dirigenza abbonda, non si va da nessuna parte.
 
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Con 400 milioni qualcuno devi azzeccarli, ovviamente con molta meno enfasi di quello che viene percepito.

con 400 milioni compri 10 Fagioli oggigiorno.
Non abbiamo ancora compreso il concetto.

Ma come detto, almeno qualcuno in più devi azzeccarlo, ma tanto cambia poco.
Se lo azzecchi anche solo appena appena ti arrivano 70 milioni per Rejnders e 40 per Thiaw e se ne vanno.

Prezzi spropositati alla luce dei fatti, ma intanto sono andati.
 
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GDS: dal momento del suo insediamento il 31 agosto 2022, la gestione di Gerry Cardinale alla guida del Milan è stata caratterizzata da investimenti massicci nel calciomercato, con una spesa complessiva per i cartellini che ha raggiunto i 405,1 milioni di euro, parzialmente bilanciata dalle cessioni. Nonostante l'impegno economico, il numero uno di RedBird ha espresso insoddisfazione per l'operato dei diversi dirigenti che si sono succeduti — da Maldini e Moncada fino a Furlani, Tare e Massimo Calvelli — a causa di un rendimento sportivo e finanziario spesso al di sotto delle aspettative. Molti acquisti si sono rivelati transitori, lasciando il club dopo pochi mesi o stagioni senza generare il valore sperato: sebbene profili come Thiaw e Okafor abbiano garantito plusvalenze, il loro apporto sul campo è stato limitato, mentre operazioni come quelle di Emerson Royal e Morata sono state giudicate negativamente. L'eccezione più brillante è rappresentata da Tijjani Reijnders, acquistato per 25 milioni e rivenduto al Manchester City per ben 75 milioni (bonus inclusi), segnando la cessione più remunerativa dell'era RedBird, superiore anche a quella di Tonali (operazione ereditata dalla gestione Elliott). La strategia di Cardinale ha privilegiato investimenti estivi onerosi, culminando nella sessione più costosa proprio nell'ultima estate con oltre 155 milioni investiti, dove spicca l'acquisto di Christopher Nkunku per 37 milioni di euro dal Chelsea e quello di Ardon Jashari per 34 milioni dal Bruges. Mentre il mercato invernale è stato solitamente parco, eccezion fatta per il gennaio 2025 con gli arrivi di Gimenez, Bondo e diversi prestiti di rilievo come Joao Felix, la rosa attuale vede ancora tra i protagonisti innesti delle passate stagioni come Fofana, Pavlovic, Pulisic e Loftus-Cheek, in un clima di incertezza riguardo al futuro organigramma societario che potrebbe vedere una centralità sempre maggiore di Massimo Calvelli nella gestione dei conti.

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Per me si guarda al dito non alla luna.
Il problema quale è che chi arriva da noi peggiora? Se lo compri che vale 6 e poi te lo ritrovi con prestazioni da 4 dove sta il problema principale?
 

Lineker10

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GDS: dal momento del suo insediamento il 31 agosto 2022, la gestione di Gerry Cardinale alla guida del Milan è stata caratterizzata da investimenti massicci nel calciomercato, con una spesa complessiva per i cartellini che ha raggiunto i 405,1 milioni di euro, parzialmente bilanciata dalle cessioni. Nonostante l'impegno economico, il numero uno di RedBird ha espresso insoddisfazione per l'operato dei diversi dirigenti che si sono succeduti — da Maldini e Moncada fino a Furlani, Tare e Massimo Calvelli — a causa di un rendimento sportivo e finanziario spesso al di sotto delle aspettative. Molti acquisti si sono rivelati transitori, lasciando il club dopo pochi mesi o stagioni senza generare il valore sperato: sebbene profili come Thiaw e Okafor abbiano garantito plusvalenze, il loro apporto sul campo è stato limitato, mentre operazioni come quelle di Emerson Royal e Morata sono state giudicate negativamente. L'eccezione più brillante è rappresentata da Tijjani Reijnders, acquistato per 25 milioni e rivenduto al Manchester City per ben 75 milioni (bonus inclusi), segnando la cessione più remunerativa dell'era RedBird, superiore anche a quella di Tonali (operazione ereditata dalla gestione Elliott). La strategia di Cardinale ha privilegiato investimenti estivi onerosi, culminando nella sessione più costosa proprio nell'ultima estate con oltre 155 milioni investiti, dove spicca l'acquisto di Christopher Nkunku per 37 milioni di euro dal Chelsea e quello di Ardon Jashari per 34 milioni dal Bruges. Mentre il mercato invernale è stato solitamente parco, eccezion fatta per il gennaio 2025 con gli arrivi di Gimenez, Bondo e diversi prestiti di rilievo come Joao Felix, la rosa attuale vede ancora tra i protagonisti innesti delle passate stagioni come Fofana, Pavlovic, Pulisic e Loftus-Cheek, in un clima di incertezza riguardo al futuro organigramma societario che potrebbe vedere una centralità sempre maggiore di Massimo Calvelli nella gestione dei conti.

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Quando mancano identità, rispetto per la storia, senso di appartenenza, umiltà, passione, coerenza... il risultato nel calcio sono quello che siamo noi, il Circo Milan.

E' una legge non scritta che non ammette eccezioni, neanche se parliamo di United o altre grandi società molto piu ricche di noi.

Nel calcio prima di tutto serve una base imprescindibile che è fatta, tutta, di valori unicamente umani e non hanno nulla o quasi a che vedere con i bilanci e i soldi. Sono valori intangibili sacri che non vanno mai toccati.

Poi una volta costruita questa base, si costruisce passo dopo passo tutto il resto, tra alti e bassi, acquisti azzeccati e errori, momenti di forma, infortuni, sconfitte e delusioni, tutti passaggi che nel bene e nel male non si possono evitare quando si cerca di costruire qualcosa.

Il nostro problema non sono solo l'ondata di cezzi e bidoni arrivati nelle ultime stagioni. Il Circo Milan è una voragine che inghiotte tutto, figuriamoci se un giocatore puo crescere e migliorare quando arriva da noi.

Il problema è che il Circo Milan è un club senza identità, vuoto, come dico sempre si potrebbe chiamare AC San Siro e giocare con le maglie verdi e gialle.
Questo è il problema centrale, fino a quando non verrà affrontato seriamente questo non ci sarà nessun miglioramento, anzi le cose sono destinate a peggiorare parecchio rispetto allo stato attuale, come insegnano le storie di United, Valencia, Siviglia, Tottenham.
 

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