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CorSera: l'elezione federale si profila come un vero e proprio "duello rusticano" tra Giovanni Malagò, appena scelto dalla Serie A, e Giancarlo Abete, leader della Lega Dilettanti, in una sfida che affonda le radici in una storica rivalità nata ai tempi della corsa alla presidenza del Coni. Malagò, pur avendo il sostegno della massima serie, deve fare i conti con un peso elettorale limitato al 18% e con l'opposizione interna di Lotito, motivo per cui sta cercando consensi trasversali nei comitati regionali e ipotizza di coinvolgere figure iconiche come Paolo Maldini per attrarre i voti di calciatori e allenatori. Dall'altra parte, Abete parte da una solida base del 34%, ma la natura dispersiva della sua Lega non gli garantisce l'unanimità, sebbene possa contare sul sostegno indiretto del ministro Abodi e del governo, entrambi contrari alla candidatura di Malagò. In questo scenario di estrema incertezza, l'AIC (Associazione Italiana Calciatori) rimane alla finestra in attesa di valutare i programmi, così come la Lega Pro, mentre la Serie B appare profondamente spaccata tra il presidente Bedin e i numerosi sostenitori del numero uno del Coni. A complicare ulteriormente gli equilibri c'è la figura del presidente uscente Gabriele Gravina il quale, pur avendo dichiarato neutralità, eserciterà un'influenza determinante attraverso consigli e umori che potrebbero spostare i voti decisivi in una partita ancora tutta da giocare.