Ho sempre provato a vedere le sue qualità.
Ho sempre creduto che, prima o poi, avrebbe trovato continuità.
Che con giocatori come Rabiot e Modrić avrebbe ricevuto palloni più adatti alle sue caratteristiche, e che questo lo avrebbe aiutato a fare il salto definitivo.
Oggi però mi sono ricreduto.
Per me è un flop. E lo dico con dispiacere, non con rabbia.
Abbiamo visto momenti in cui è stato, senza discussioni, il giocatore più forte della Serie A, nell’anno dello scudetto ha trascinato la squadra, soprattutto negli ultimi due mesi.
Anche l’anno successivo era partito in modo dominante.
Poi però si è fermato.
E da lì in avanti, solo fiammate isolate, senza mai costruire una vera continuità.
Il problema non è il talento, che è evidente, il problema è che quei momenti restano episodi, immersi in prestazioni troppo spesso insufficienti.
Non credo diventerà mai un giocatore davvero determinante con costanza, e oggi non lo è nemmeno a intermittenza.
Non è il giocatore a cui aggrapparsi nei momenti difficili.
Anzi, a volte dà la sensazione opposta.
A questo si aggiunge un atteggiamento che lascia perplessi:
atteggiamento, linguaggio del corpo, certe reazioni… tutto contribuisce a rendere difficile difenderlo.
Il miglior Milan della stagione, per me, si è visto quando lui non c’era.
Con Giménez in campo la squadra era meno cinica, ma più fluida.
È solo una coincidenza?
E qui viene il dubbio più scomodo.
Forse il problema non è solo lui, forse è anche il contesto.
La Serie A, con i suoi ritmi più bassi, le difese schierate e le letture tattiche continue, può diventare una gabbia per un giocatore come lui, un ambiente in cui ogni limite viene esposto e amplificato.
In un campionato come la Premier League, più aperto, più fisico, più diretto, potrebbe paradossalmente ritrovare proprio quella dominanza che qui sembra aver perso.
Più campo, meno pensiero, più istinto.
E magari lì tornerebbe a fare la differenza con continuità.
Ma questo apre una domanda ancora più crudele:
se hai bisogno del contesto perfetto per rendere, quanto sei davvero un top player?
Se dovesse partire, non mi dispererei.
Il vero dubbio è: chi oggi investirebbe su di lui?
Io, personalmente, ho smesso di difenderlo.
Anche quando farà qualche gol, non cambierà il giudizio su quello che vedo con continuità.