Edicola: crollo Milan, che regalo all'Inter. Scudetto addio.

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GDS: Il Milan spreca una ghiotta occasione di riaprire la corsa scudetto, uscendo sconfitto dall'Olimpico contro una Lazio solida e cinica. La sconfitta per 1-0, decisa da un gol di Isaksen, allontana nuovamente i rossoneri dall'Inter, portando il distacco a 8 punti con due partite in meno rispetto alla vigilia del derby, in un clima che per la squadra di Allegri si fa improvvisamente gelido. La partita ha evidenziato le difficoltà croniche del Milan, apparso inconcludente in attacco e incapace di gestire la pressione, tanto da non aver trovato la rete nel primo tempo per la terza partita consecutiva contro la Lazio. Il tecnico rossonero ha cercato di correre ai ripari modificando più volte l'assetto tattico, culminando in un confuso finale a trazione anteriore con Fullkrug e Nkunku, ma la manovra è rimasta sterile, priva di un vero centravanti capace di finalizzare l'estenuante giropalla. Al contrario, la Lazio di Sarri, pur dovendo rinunciare a diversi titolari e adattando Patric in regia, ha mostrato grande umiltà e organizzazione, compattandosi in difesa e sfruttando la velocità di Isaksen, che ha messo costantemente in crisi la fascia sinistra rossonera e un irriconoscibile Estupinan. Il Milan, penalizzato da un baricentro troppo alto e dalla serataccia di giocatori chiave come Leao e Pulisic, si è infranto contro l'organizzazione biancoceleste e le parate di Motta, chiudendo il match senza mai impensierire seriamente gli avversari se non con tentativi velleitari. Il nervosismo finale, testimoniato anche dalla discussione in campo tra Leao e Allegri dopo la sostituzione, fotografa una squadra che non sembra abituata a comandare e che ora deve interrogarsi sulla necessità di schierare una prima punta di ruolo fin dal fischio d'inizio, in un finale di stagione che vede la Lazio in netta ripresa e il Milan chiamato a ritrovare certezze dopo un passo falso che pesa come un macigno sulle ambizioni di vertice.

Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.

CorSera: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato, trasformando quello che poteva essere un distacco di 5 punti dall'Inter in un baratro di 8 lunghezze a sole nove giornate dalla conclusione. La sconfitta per 1-0 contro la Lazio all'Olimpico, decisa da una rete di Isaksen, mette a nudo tutti i limiti di una squadra apparsa priva di idee, lenta e psicologicamente scarica nonostante il favorevole pareggio dei nerazzurri nel turno precedente. La Lazio, rigenerata dal ritorno in massa del pubblico e trascinata dall'orgoglio di ex come Daniel Maldini, ha dominato sul piano dell'intensità, approfittando degli errori individuali dei rossoneri, tra cui spicca quello di Estupinan, colpevole in occasione del gol subito. La gestione di Allegri, improntata alla "calma", è parsa controproducente: il Milan non è mai entrato realmente in partita, risentendo pesantemente dell'assenza per squalifica di Rabiot, l'unico elemento capace di garantire equilibrio e una media punti superiore. Le prestazioni deludenti di Leao e Pulisic, insieme a un attacco sostanzialmente invisibile, hanno spinto il tecnico a una realistica resa nelle interviste post-gara, ammettendo che l'obiettivo prioritario deve ora tornare a essere la qualificazione in Champions League, specialmente con un Napoli rinvigorito e ormai a un solo punto di distanza.

CorSport: in una notte magica per la Lazio e drammatica per il Milan, lo Stadio Olimpico torna a essere un fortino gremito da 50.000 spettatori che spingono la squadra di Maurizio Sarri verso una vittoria eroica. Il tecnico biancoceleste, acclamato dai tifosi nonostante l'espulsione subita nel finale per eccesso di impeto, confeziona un capolavoro tattico superando le pesanti assenze e affidandosi a una prova di enorme sacrificio. L'uomo copertina è Isaksen, autore del gol decisivo al 27' del primo tempo su lancio di Marusic: l'esterno laziale domina il duello con Estupiñán e sfiora persino il raddoppio colpendo una traversa. Al contrario, per Massimiliano Allegri è una serata da dimenticare che vede il Milan scivolare a -8 dall'Inter capolista. I rossoneri appaiono sgonfi, nervosi e tatticamente confusi, con Allegri che tenta disperatamente di cambiare rotta ruotando quattro moduli diversi e numerosi interpreti senza trovare risposte. Il simbolo del fallimento milanista è Rafael Leão, protagonista di una prestazione svogliata e di un comportamento polemico: il portoghese, dopo aver vagato per il campo toccando il primo pallone solo al 36', rifiuta inizialmente la sostituzione, battibecca con Pulisic, evita il tentativo di mediazione di Maignan e infine sfoga la frustrazione prendendo a calci delle bottigliette in panchina. La Lazio regge l'urto con un Patric monumentale nel ruolo di difensore-regista e un Gila gladiatorio, mentre il centrocampo rossonero, nonostante la presenza di Modric, fatica a costruire gioco e chiude la prima frazione con zero tiri nello specchio. Nel secondo tempo il Milan accenna una reazione con gli ingressi di Nkunku e Fullkrug e vede annullarsi un gol ad Athekame per un tocco di mano ravvisato dall'arbitro Guida, la cui direzione viene giudicata impeccabile. Mentre la Lazio festeggia sotto la Curva Nord con la sciarpa al collo di un Sarri ormai entrato nel mito, il Milan esce dal campo tra le macerie di un doppio harakiri tecnico e caratteriale.

Repubblica: la sconfitta per 1-0 contro la Lazio all’Olimpico segna una brusca frenata per il Milan, che perde la sua imbattibilità esterna stagionale e vede allontanarsi ulteriormente l’Inter in classifica, scivolando a otto punti di distacco con soli nove turni ancora da disputare. Il match è stato deciso da un errore individuale di Pervis Estupiñan, che ha perso la marcatura su Isaksen, autore del gol decisivo. La prestazione dei rossoneri è stata condizionata dall'assenza per squalifica di Rabiot, la cui mancanza di energia e spinta in mezzo al campo non è stata colmata né dalle giocate di Modric né dall'opaca prova di Leao, il cui disappunto al momento della sostituzione ha generato tensioni sia tra i compagni che in tribuna. Di contro, la Lazio di Sarri – espulso nel finale e celebrato dai tifosi come alleato nella contestazione a Lotito – ha disputato una gara eccellente nonostante le numerose assenze, imponendosi grazie a un ritmo elevato, una pressione costante e le prove positive di Taylor e del portiere Motta. Nonostante i tentativi finali di Allegri, che ha chiuso la serata deludente di Estupiñan inserendo Bartesaghi e ha visto annullarsi per un tocco di braccio il pareggio di Athekame, il Milan non è riuscito a scardinare il muro difensivo biancoceleste, guidato da un ottimo Gila, subendo così la seconda sconfitta stagionale contro la squadra di Sarri dopo quella in Coppa Italia.


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Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.
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Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.

CorSera: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato, trasformando quello che poteva essere un distacco di 5 punti dall'Inter in un baratro di 8 lunghezze a sole nove giornate dalla conclusione. La sconfitta per 1-0 contro la Lazio all'Olimpico, decisa da una rete di Isaksen, mette a nudo tutti i limiti di una squadra apparsa priva di idee, lenta e psicologicamente scarica nonostante il favorevole pareggio dei nerazzurri nel turno precedente. La Lazio, rigenerata dal ritorno in massa del pubblico e trascinata dall'orgoglio di ex come Daniel Maldini, ha dominato sul piano dell'intensità, approfittando degli errori individuali dei rossoneri, tra cui spicca quello di Estupinan, colpevole in occasione del gol subito. La gestione di Allegri, improntata alla "calma", è parsa controproducente: il Milan non è mai entrato realmente in partita, risentendo pesantemente dell'assenza per squalifica di Rabiot, l'unico elemento capace di garantire equilibrio e una media punti superiore. Le prestazioni deludenti di Leao e Pulisic, insieme a un attacco sostanzialmente invisibile, hanno spinto il tecnico a una realistica resa nelle interviste post-gara, ammettendo che l'obiettivo prioritario deve ora tornare a essere la qualificazione in Champions League, specialmente con un Napoli rinvigorito e ormai a un solo punto di distanza.
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Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.

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Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.

CorSera: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato, trasformando quello che poteva essere un distacco di 5 punti dall'Inter in un baratro di 8 lunghezze a sole nove giornate dalla conclusione. La sconfitta per 1-0 contro la Lazio all'Olimpico, decisa da una rete di Isaksen, mette a nudo tutti i limiti di una squadra apparsa priva di idee, lenta e psicologicamente scarica nonostante il favorevole pareggio dei nerazzurri nel turno precedente. La Lazio, rigenerata dal ritorno in massa del pubblico e trascinata dall'orgoglio di ex come Daniel Maldini, ha dominato sul piano dell'intensità, approfittando degli errori individuali dei rossoneri, tra cui spicca quello di Estupinan, colpevole in occasione del gol subito. La gestione di Allegri, improntata alla "calma", è parsa controproducente: il Milan non è mai entrato realmente in partita, risentendo pesantemente dell'assenza per squalifica di Rabiot, l'unico elemento capace di garantire equilibrio e una media punti superiore. Le prestazioni deludenti di Leao e Pulisic, insieme a un attacco sostanzialmente invisibile, hanno spinto il tecnico a una realistica resa nelle interviste post-gara, ammettendo che l'obiettivo prioritario deve ora tornare a essere la qualificazione in Champions League, specialmente con un Napoli rinvigorito e ormai a un solo punto di distanza.

CorSport: in una notte magica per la Lazio e drammatica per il Milan, lo Stadio Olimpico torna a essere un fortino gremito da 50.000 spettatori che spingono la squadra di Maurizio Sarri verso una vittoria eroica. Il tecnico biancoceleste, acclamato dai tifosi nonostante l'espulsione subita nel finale per eccesso di impeto, confeziona un capolavoro tattico superando le pesanti assenze e affidandosi a una prova di enorme sacrificio. L'uomo copertina è Isaksen, autore del gol decisivo al 27' del primo tempo su lancio di Marusic: l'esterno laziale domina il duello con Estupiñán e sfiora persino il raddoppio colpendo una traversa. Al contrario, per Massimiliano Allegri è una serata da dimenticare che vede il Milan scivolare a -8 dall'Inter capolista. I rossoneri appaiono sgonfi, nervosi e tatticamente confusi, con Allegri che tenta disperatamente di cambiare rotta ruotando quattro moduli diversi e numerosi interpreti senza trovare risposte. Il simbolo del fallimento milanista è Rafael Leão, protagonista di una prestazione svogliata e di un comportamento polemico: il portoghese, dopo aver vagato per il campo toccando il primo pallone solo al 36', rifiuta inizialmente la sostituzione, battibecca con Pulisic, evita il tentativo di mediazione di Maignan e infine sfoga la frustrazione prendendo a calci delle bottigliette in panchina. La Lazio regge l'urto con un Patric monumentale nel ruolo di difensore-regista e un Gila gladiatorio, mentre il centrocampo rossonero, nonostante la presenza di Modric, fatica a costruire gioco e chiude la prima frazione con zero tiri nello specchio. Nel secondo tempo il Milan accenna una reazione con gli ingressi di Nkunku e Fullkrug e vede annullarsi un gol ad Athekame per un tocco di mano ravvisato dall'arbitro Guida, la cui direzione viene giudicata impeccabile. Mentre la Lazio festeggia sotto la Curva Nord con la sciarpa al collo di un Sarri ormai entrato nel mito, il Milan esce dal campo tra le macerie di un doppio harakiri tecnico e caratteriale.

Repubblica: la sconfitta per 1-0 contro la Lazio all’Olimpico segna una brusca frenata per il Milan, che perde la sua imbattibilità esterna stagionale e vede allontanarsi ulteriormente l’Inter in classifica, scivolando a otto punti di distacco con soli nove turni ancora da disputare. Il match è stato deciso da un errore individuale di Pervis Estupiñan, che ha perso la marcatura su Isaksen, autore del gol decisivo. La prestazione dei rossoneri è stata condizionata dall'assenza per squalifica di Rabiot, la cui mancanza di energia e spinta in mezzo al campo non è stata colmata né dalle giocate di Modric né dall'opaca prova di Leao, il cui disappunto al momento della sostituzione ha generato tensioni sia tra i compagni che in tribuna. Di contro, la Lazio di Sarri – espulso nel finale e celebrato dai tifosi come alleato nella contestazione a Lotito – ha disputato una gara eccellente nonostante le numerose assenze, imponendosi grazie a un ritmo elevato, una pressione costante e le prove positive di Taylor e del portiere Motta. Nonostante i tentativi finali di Allegri, che ha chiuso la serata deludente di Estupiñan inserendo Bartesaghi e ha visto annullarsi per un tocco di braccio il pareggio di Athekame, il Milan non è riuscito a scardinare il muro difensivo biancoceleste, guidato da un ottimo Gila, subendo così la seconda sconfitta stagionale contro la squadra di Sarri dopo quella in Coppa Italia.
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GDS: Il Milan spreca una ghiotta occasione di riaprire la corsa scudetto, uscendo sconfitto dall'Olimpico contro una Lazio solida e cinica. La sconfitta per 1-0, decisa da un gol di Isaksen, allontana nuovamente i rossoneri dall'Inter, portando il distacco a 8 punti con due partite in meno rispetto alla vigilia del derby, in un clima che per la squadra di Allegri si fa improvvisamente gelido. La partita ha evidenziato le difficoltà croniche del Milan, apparso inconcludente in attacco e incapace di gestire la pressione, tanto da non aver trovato la rete nel primo tempo per la terza partita consecutiva contro la Lazio. Il tecnico rossonero ha cercato di correre ai ripari modificando più volte l'assetto tattico, culminando in un confuso finale a trazione anteriore con Fullkrug e Nkunku, ma la manovra è rimasta sterile, priva di un vero centravanti capace di finalizzare l'estenuante giropalla. Al contrario, la Lazio di Sarri, pur dovendo rinunciare a diversi titolari e adattando Patric in regia, ha mostrato grande umiltà e organizzazione, compattandosi in difesa e sfruttando la velocità di Isaksen, che ha messo costantemente in crisi la fascia sinistra rossonera e un irriconoscibile Estupinan. Il Milan, penalizzato da un baricentro troppo alto e dalla serataccia di giocatori chiave come Leao e Pulisic, si è infranto contro l'organizzazione biancoceleste e le parate di Motta, chiudendo il match senza mai impensierire seriamente gli avversari se non con tentativi velleitari. Il nervosismo finale, testimoniato anche dalla discussione in campo tra Leao e Allegri dopo la sostituzione, fotografa una squadra che non sembra abituata a comandare e che ora deve interrogarsi sulla necessità di schierare una prima punta di ruolo fin dal fischio d'inizio, in un finale di stagione che vede la Lazio in netta ripresa e il Milan chiamato a ritrovare certezze dopo un passo falso che pesa come un macigno sulle ambizioni di vertice.

Tuttosport: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato: dopo la vittoria nel derby e il pareggio dell'Inter con l'Atalanta, i rossoneri cadono all'Olimpico contro la Lazio per 1-0, scivolando a -8 dalla vetta e vedendo insidiato il secondo posto dal Napoli di Conte, ora a una sola lunghezza. La partita viene decisa da un guizzo di Isaksen al 27', abile a sfruttare un'incertezza difensiva di Estupinan, passato in pochi giorni da eroe del derby a principale colpevole della sconfitta. La Lazio di Sarri, che festeggia i 600 punti in Serie A del tecnico e il ritorno del pubblico in curva dopo le proteste, legittima il vantaggio dopo aver colpito anche una traversa con Taylor. Il Milan palesa grosse difficoltà in assenza dello squalificato Rabiot, confermando una media punti deficitaria senza il francese, e non riesce a concretizzare nonostante i numerosi cambi tattici di Allegri. L'allenatore livornese prova infatti a scuotere la squadra passando dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 e infine al 4-2-3-1, ma le mosse non portano i frutti sperati; emblematico è il nervosismo di Rafa Leao, apparso visibilmente contrariato al momento della sostituzione per far posto a Nkunku e Füllkrug. Nel finale convulso, il VAR nega il pareggio ad Athekame per un tocco di mano del laterale svizzero precedente alla conclusione vincente, mentre le successive mischie orchestrate da Modric e Jashari non spaventano il portiere Motta. La sconfitta non solo spegne l'entusiasmo di Milanello, ma accorcia pericolosamente la classifica nelle zone nobili, riducendo il vantaggio dei rossoneri sul quinto posto a soli sette punti.

CorSera: il Milan fallisce clamorosamente l'occasione di riaprire il campionato, trasformando quello che poteva essere un distacco di 5 punti dall'Inter in un baratro di 8 lunghezze a sole nove giornate dalla conclusione. La sconfitta per 1-0 contro la Lazio all'Olimpico, decisa da una rete di Isaksen, mette a nudo tutti i limiti di una squadra apparsa priva di idee, lenta e psicologicamente scarica nonostante il favorevole pareggio dei nerazzurri nel turno precedente. La Lazio, rigenerata dal ritorno in massa del pubblico e trascinata dall'orgoglio di ex come Daniel Maldini, ha dominato sul piano dell'intensità, approfittando degli errori individuali dei rossoneri, tra cui spicca quello di Estupinan, colpevole in occasione del gol subito. La gestione di Allegri, improntata alla "calma", è parsa controproducente: il Milan non è mai entrato realmente in partita, risentendo pesantemente dell'assenza per squalifica di Rabiot, l'unico elemento capace di garantire equilibrio e una media punti superiore. Le prestazioni deludenti di Leao e Pulisic, insieme a un attacco sostanzialmente invisibile, hanno spinto il tecnico a una realistica resa nelle interviste post-gara, ammettendo che l'obiettivo prioritario deve ora tornare a essere la qualificazione in Champions League, specialmente con un Napoli rinvigorito e ormai a un solo punto di distanza.

CorSport: in una notte magica per la Lazio e drammatica per il Milan, lo Stadio Olimpico torna a essere un fortino gremito da 50.000 spettatori che spingono la squadra di Maurizio Sarri verso una vittoria eroica. Il tecnico biancoceleste, acclamato dai tifosi nonostante l'espulsione subita nel finale per eccesso di impeto, confeziona un capolavoro tattico superando le pesanti assenze e affidandosi a una prova di enorme sacrificio. L'uomo copertina è Isaksen, autore del gol decisivo al 27' del primo tempo su lancio di Marusic: l'esterno laziale domina il duello con Estupiñán e sfiora persino il raddoppio colpendo una traversa. Al contrario, per Massimiliano Allegri è una serata da dimenticare che vede il Milan scivolare a -8 dall'Inter capolista. I rossoneri appaiono sgonfi, nervosi e tatticamente confusi, con Allegri che tenta disperatamente di cambiare rotta ruotando quattro moduli diversi e numerosi interpreti senza trovare risposte. Il simbolo del fallimento milanista è Rafael Leão, protagonista di una prestazione svogliata e di un comportamento polemico: il portoghese, dopo aver vagato per il campo toccando il primo pallone solo al 36', rifiuta inizialmente la sostituzione, battibecca con Pulisic, evita il tentativo di mediazione di Maignan e infine sfoga la frustrazione prendendo a calci delle bottigliette in panchina. La Lazio regge l'urto con un Patric monumentale nel ruolo di difensore-regista e un Gila gladiatorio, mentre il centrocampo rossonero, nonostante la presenza di Modric, fatica a costruire gioco e chiude la prima frazione con zero tiri nello specchio. Nel secondo tempo il Milan accenna una reazione con gli ingressi di Nkunku e Fullkrug e vede annullarsi un gol ad Athekame per un tocco di mano ravvisato dall'arbitro Guida, la cui direzione viene giudicata impeccabile. Mentre la Lazio festeggia sotto la Curva Nord con la sciarpa al collo di un Sarri ormai entrato nel mito, il Milan esce dal campo tra le macerie di un doppio harakiri tecnico e caratteriale.

Repubblica: la sconfitta per 1-0 contro la Lazio all’Olimpico segna una brusca frenata per il Milan, che perde la sua imbattibilità esterna stagionale e vede allontanarsi ulteriormente l’Inter in classifica, scivolando a otto punti di distacco con soli nove turni ancora da disputare. Il match è stato deciso da un errore individuale di Pervis Estupiñan, che ha perso la marcatura su Isaksen, autore del gol decisivo. La prestazione dei rossoneri è stata condizionata dall'assenza per squalifica di Rabiot, la cui mancanza di energia e spinta in mezzo al campo non è stata colmata né dalle giocate di Modric né dall'opaca prova di Leao, il cui disappunto al momento della sostituzione ha generato tensioni sia tra i compagni che in tribuna. Di contro, la Lazio di Sarri – espulso nel finale e celebrato dai tifosi come alleato nella contestazione a Lotito – ha disputato una gara eccellente nonostante le numerose assenze, imponendosi grazie a un ritmo elevato, una pressione costante e le prove positive di Taylor e del portiere Motta. Nonostante i tentativi finali di Allegri, che ha chiuso la serata deludente di Estupiñan inserendo Bartesaghi e ha visto annullarsi per un tocco di braccio il pareggio di Athekame, il Milan non è riuscito a scardinare il muro difensivo biancoceleste, guidato da un ottimo Gila, subendo così la seconda sconfitta stagionale contro la squadra di Sarri dopo quella in Coppa Italia.
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